INDIPENDENZA ENERGETICA: UN CASO REALE PARTE 2

indipendenza energetica.jpgHo ricontattato recentemente alcuni vecchi clienti a cui ho installato una pompa di calore come riscaldamento primario della loro abitazione, supportata da un impianto fotovoltaico. Si tratta del 2008, quindi 6 anni fa, quando queste tecnologie erano commercialmente “appena nate”.

L’accoppiata pompa di calore-fotovoltaico è molto interessante, perché è un sistema che si auto-sostiene: i pannelli solari producono energia elettrica gratis, la pompa di calore preleva direttamente questa energia e la utilizza per riscaldare la casa, sfruttando con molta efficienza il calore (sempre gratis) presente nell’aria che ci circonda.

Ovviamente se conosci un pò questi sistemi sai bene che il meccanismo ha anche delle limitazioni: la principale è che l’impianto fotovoltaico produce energia solo di giorno, mentre la pompa di calore funziona anche di notte; l’impianto fotovoltaico d’inverno funziona poco, quando il riscaldamento serve di più.

In realtà sono tutte obiezioni parzialmente ovviabili da una corretta progettazione esecutiva e installazione dell’impianto. E’ chiaro che qui dipende dalle capacità di chi lo progetta; ti affidi a gente con le palle? Avrai un sistema molto efficiente. Altrimenti ti dovrai accontentare di soluzioni dozzinali che non saranno in grado di darti risultati concreti.

E’ la sostanziale differenza tra chi sa scegliere la ditta giusta e chi si fa fare “i preventivi” a caso, o peggio firma i contratti dai venditori “porta a porta” che hanno sostituito le enciclopedie con gli impianti…

Ho ricontattato tutti i miei clienti per informarli della nuova tariffa agevolata “D1”, creata apposta per chi come loro si riscalda con una pompa di calore; ne ho parlato diffusamente in questo articolo, e ne voglio approfittare quindi per presentarti i risultati “operativi” di uno dei primi clienti, Simone, a cui abbiamo installato queste tecnologie, per dimostrarti come i limiti di cui sopra siano in realtà più teorici che pratici.

Ecco il contesto

La casa è una villa singola da 180 mq distribuita in un unico piano, in classe B, realizzata in muratura tradizionale molto ben coibentata. Giusto per farti capire che non serve per forza la casa prefabbricata in legno per queste cose.

Il riscaldamento è ovviamente a pannelli radianti a pavimento, e dispone di una pompa di calore che riscalda anche un serbatoio da 300 litri di acqua sanitaria, il tutto supportato da un impianto fotovoltaico da 9,6 kWp.

Guarda i risultati

La bolletta che vedete qui sotto parla da sola. (clicca per ingrandire)

Bolletta fotovoltaico

Il consumo annuo medio di energia elettrica per sostenere TUTTA l’abitazione (riscaldamento, raffrescamento, acqua sanitaria, luci ed elettrodomestici) è meno di 5000 kWh all’anno.

Conosco persone che consumano quella cifra solo per luci ed elettrodomestici, e non sono poche, per mia fortuna.

Alla tariffa attuale, la classica D3, per ogni kWh di energia elettrica assorbita Simone paga una media di 0,28 €. Quindi circa 1400 €/anno. Faccio presente che con la nuova tariffa D1, i 1400 euro diventeranno 1100 senza spendere un euro, perché il cambio tariffario é gratis.

Di questi tempi 300 euro in saccoccia senza muovere un dito non sono neanche male…no?

Il suo impianto fotovoltaico, tuttavia, immette in rete molta energia, perché era stato sovradimensionato per prudenza. Oggi l’esperienza che abbiamo maturato ci permette di dimensionare gli impianti con la precisione di un laser, ma all’epoca per ovvie regioni non era così.

fotovoltaicotop

Bene, questa energia gli frutta ogni anno un controvalore pari a 1100 €, al netto naturalmente degli incentivi del conto energia che sono molto più consistenti e che gli stanno ripagando da soli l’impianto.

Condivido la schermata GSE dello scambio sul posto, per gentile concessione del suo titolare. (clicca per ingrandire)

Rimborso fotovoltaico

Il conto è facile: 1400 € – 1100 € = 300 €. Questa è la spesa di Simone per mantenere energeticamente TUTTI i consumi della propria casa, termici ed elettrici.

Ribadisco: 300 € all’anno per riscaldare, raffrescare, cucinare, lavarsi, vivere ed illuminare una villa da 180 mq.

Sfido chiunque, tra coloro che stanno leggendo questo articolo, a dimostrarmi che riescono a fare altrettanto con qualsiasi altra tecnologia, naturalmente paragonabile in termini di “usabilità” e comodità.
In altre parole il contadino che brucia quintali della sua legna in una stufa che deve caricare ogni giorno non vale…

Oggi Simone è molto soddisfatto della sua scelta. All’epoca ha fatto un investimento importante che si sta ripagando molto velocemente, e mi ha chiesto di tenerlo aggiornato riguardo alla possibilità di installare un sistema di accumulo elettrico per il suo impianto fotovoltaico. Immettendo infatti molta energia in eccesso, riuscirebbe a prelevare dalla rete ancora meno, avvicinandosi al traguardo di avere bollette REALI da 60/70 euro a bimestre senza nessuna compensazione con il GSE.

Se vuoi saperne di più su come scegliere un sistema di accumulo fotovoltaico per la tua casa, LEGGI QUI.

Se questo articolo ti è piaciuto fammi sapere cosa ne pensi lasciando un commento. A presto!

5 thoughts on “INDIPENDENZA ENERGETICA: UN CASO REALE PARTE 2”

  1. Tutto chiaro, una sola osservazione/domanda: quando dici che Simone consuma meno di 5.000 kwh/anno, riprendi il consumo indicato in bolletta (4833). In realtà, a questi andrebbero aggiunti i kwh autoprodotti.
    Basandomi sulla mia esperienza (ho un impianto FTV da 5,6 Kwp in funzione dal 2008) azzardo due numeri: produzione annua totale di Simone di 9-10 mila kwh,
    di cui 4500 immessi in rete (corrispondono ai 1100 euro erogati dal GSE), altri 4500-5000 di autoconsumo, che portano a un consumo totale di 9-10 mila kwh annui. Dico bene… o c’è qualcosa che mi sfugge?
    Comunque, complimenti per la chiarezza… A proposito, quando hai novità sulla possibilità di installare un sistema di accumulo elettrico per il suo impianto fotovoltaico… fallo sapere anche a me!
    Cordiali saluti,
    Bepi

    1. Assolutamente si. Converrai con me tuttavia che alla fine ciò che conta è quanto uno spende al netto di tutto, ecco perché non ho voluto approfondire la questione autoconsumo. Comunque nello specifico questo impianto immette in rete moltissima energia, infatti quella autoconsumata è circa 2500 kWh all’anno; questo porta il fabbisogno complessivo di energia primaria per l’abitazione a circa 7500 kWh.

      I 1100 euro di rimborso con l’SSP (pensa che nel 2012 erano 1500) tengono conto del fatto che l’eccedenza di energia immessa rispetto al suo fabbisogno (cosa un pò complicata da capire) viene pagata molto poco, altrimenti sarebbero molti di più. Ecco perché oggi è “vietato” sovradimensionare troppo gli impianti fotovoltaici. Ed ecco perché Simone è un candidato ideale per un sistema di accumulo.

      A questo proposito ti do una buona notizia, in quanto la tanto attesa delibera dell’AEEG in merito alla possibilità di collegare sistemi di accumulo per gli impianti incentivati in conto energia come il tuo, è stata pubblicata il 30 novembre scorso, ed è la n. 574/2014/R/EEL che trovi a questo link:

      https://drive.google.com/file/d/0B8ofWk0DYEN2MmU1YnlMeXQ3a0U/view?usp=sharing

      Vedo se riesco a pubblicare quanto prima un articolo a riguardo.

      A presto!

      Loris

      1. Grazie mille. Solo 26 pagine di delibera… Viva l’Italia.
        Intanto auguri di buon Anno Nuovo, passate le feste credo che ci sentiremo!
        Bepi

        1. 26 pagine di cui 15 di “considerato che”, “ritenuto che”, “visto che” ecc. ecc.
          Le cose interessanti si riducono a pochi capoversi…
          Ricambio gli auguri.

          A presto!

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