UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO CONVIENE SEMPRE, MA PENSARE CHE SIA SOLAMENTE UN INVESTIMENTO FINANZIARIO E’ IL PEGGIORE SBAGLIO CHE PUOI FARE. ECCO PERCHE’.

Investimento fotovoltaicoForse non ci hai mai pensato, ma devi sapere che nella tua vita hai solo solo due modi per impiegare il tuo denaro.

1) puoi usarlo per acquistare qualcosa che ti serve/piace;
2) puoi impiegarlo per fare altro denaro.

Tutti gli altri usi che ti vengono in mente, sono sempre riconducibili a questi due.

Ti sei mai chiesto in quale di queste due categorie si colloca l’acquisto di un impianto fotovoltaico?

Ti faccio questa domanda perché quasi tutti pensano che appartenga alla seconda categoria, probabilmente perché nel passato gli impianti si vendevano come degli investimenti finanziari.

Da un lato infatti il meccanismo degli incentivi si prestava bene a logiche di questo tipo, dall’altro perché vendere un banale ritorno economico è molto più semplice che vendere una soluzione alle esigenze dei clienti, motivo per cui il settore é sempre stato in balia di cani e porci.

In realtà invece un impianto fotovoltaico appartiene agli acquisti di tipo 1.

Infatti lo dovesti comprare perché ti serve (o ti piace) e per quello che fa, non perché ti crea una rendita.

Il fatto che poi l’impianto di ripaghi da solo e che nel tempo ti permetta grandi risparmi è solo un piacevole effetto collaterale, che dovrebbe solo stimolarti nell’acquisto, perché tu sai che tra le cose che compri nessuna possiede queste caratteristiche messe insieme.

Quante cose normalmente compri che CONTEMPORANEAMENTE:

1) sono veramente utili
2) durano una vita
3) ti permettono grandi risparmi
4) nel tempo si ripagano da sole?

Non scervellarti, te lo dico io: NESSUNA. Non c’è niente che ciascuno di noi possa acquistare che abbia tutte assieme le quattro cose che ti ho elencato.

Lo sanno bene i nostri clienti, come il sig. De Toni, a cui ho fatto qualche giorno fa un check del suo impianto (si trova a Lonigo) a due anni esatti dalla messa in funzione.

(Si facciamo anche questo, ci piace controllare come stanno andando i nostri impianti…)

Numeri alla mano, il suo impianto:

1) continua a generare corrente gratis per i suoi elettrodomestici tutto il santo giorno;
2) ha una garanzia che continuerà a farlo per i prossimi venticinque anni;
3) gli permette di risparmiare ogni anno il 45% della sua bolletta;
4) si ripagherà in circa 8 anni.

E stiamo parlando di una famiglia di 4 persone con un consumo di energia nella media, che ha realizzato un piccolo impianto fotovoltaico da 3,68 kWp, con l’unico segreto che è perfettamente calibrato per i loro fabbisogni.

fotovoltaicotop

Lo sai invece a cosa ti porta il madornale errore di pensare che un impianto fotovoltaico sia solo un investimento finanziario?

 
A cedere alle seducenti (quanto fallaci) proposte di chi te lo vende con formule strane.

Ora, se sei “fortunato” ti dirà che lo puoi pagare a rate comodamente in bolletta appioppandoti un bel chiodo in dieci anni, con la balla che il risparmio generato dall’impianto da solo basta a pagarti la rata.

Invece se sei “sfortunato” ti proporrà salti mortali carpiati con formule a costo zero improbabili quanto fantasiose, con l’illusione che tu non pagherai nulla.

Si come no…

Ma soprattutto ti impedisce di scegliere il meglio.

Un consiglio: rimani sui fondamentali…e pensaci, quando qualcuno ti disturba al telefono dicendoti che “ha un agente in zona proprio domani” (ma guarda te, delle volte il caso…), con un’offerta irresistibile… 😉

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A presto!

11 thoughts on “UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO CONVIENE SEMPRE, MA PENSARE CHE SIA SOLAMENTE UN INVESTIMENTO FINANZIARIO E’ IL PEGGIORE SBAGLIO CHE PUOI FARE. ECCO PERCHE’.”

  1. Conviene sempre ?
    Se non si ha un solegiamento adeguato e si stà nel Nord italia , mi pare una affermazione MOLTO azzardata.
    Nel mio caso :
    Location: 46°7’38” North, 9°22’39” East, Elevation: 312 m a.s.l.,
    Solar radiation database used: PVGIS-classic
    Nominal power of the PV system: 3.0 kW (crystalline silicon)
    Estimated losses due to temperature and low irradiance: 13.4% (using local ambient temperature)
    Estimated loss due to angular reflectance effects: 3.1%
    Other losses (cables, inverter etc.): 17.0%
    Combined PV system losses: 30.4%

    Produzione media annua Kw 2730
    Kw annui x metro quadro di pannelli : 1310

    Senza considerare le robinie del vicino…

    Vorrei proprio capire come fà ad essere conveniente il FV nel mio caso….

    1. Lo scrivo nell’articolo: un impianto fotovoltaico conviene sempre perché

      1) ti rende almeno in parte energeticamente autonomo
      2) ti offre grandi risparmi nella bolletta
      3) ha un aspettativa di vita molto lunga
      4) si paga da solo e quindi per te non costa nulla
      5) metà del suo valore è generosamente offerto dallo stato a fondo perduto.

      Tutti questi punti sono facilmente dimostrabili.

      E’ chiaro che il fatto che conviene sempre, non significa che è per tutti. E’ solo per le persone che capiscono e sposano i 5 punti di prima, e gli piace l’idea di rendersi autonomi, almeno in parte.

      Ripeto è conveniente, ma non è per tutti, ed è giusto che sia così.

      Fare calcoli “fai da te” perché esiste un’applicazione che si chiama PV-GIS, immettendo nella maschera anche dati piuttosto discutibili, non è l’approccio corretto.
      Il PV-GIS è uno strumento, e come tale bisogna saperlo usare e mediare i risultati con l’esperienza di chi dispone anche di dati REALI. Poi occorre confrontare i risultati attesi con i consumi, lo stile di vita degli occupanti e così via, e valutare se i risultati di questo PROCESSO siano congrui con le aspettative delle persone, nel medio/lungo periodo.

      Poi che invece nella realtà il venditore medio intorti il cliente dicendo che non pagherà più la bolletta, e lui per primo non capisce un c…o di quello che vende, beh, questo è un altro discorso (e un bel problema).

      1. Loris, il software non l’ho utilizzato io ma il professionista, un ing. termotecnico che ho consultato e che alla luce di quei dati che ho riportato mi ha dissuaso da adottare il FV.

        Apprezzo molto quello che scrivi e come lo scrivi per chiarezza e completezza delle informazioni ma se scrivi “…. E’ solo per le persone che capiscono e sposano i 5 punti di prima..” , assomiglia ad un atto di fede più che ad un ragionamento su efficienza e convenienza.

        Cosi come quando scrivi che ha una aspettativa di vita molto lunga .
        E se parliamo della sua efficienza durante la sua vita ?

        Stesso discorso sul FV con batterie .
        Io da anni lavoro con le batterie al litio etc ., e grazie alla collaborazione con Politecnico di Milano e di Torino qualcosa ho imparato.

        Vogliamo dire che tutte le batterie hanno una curva di degrado e più passa il tempo e più perdono di efficienza anche se rimangono in storage senza cicli di carica / scarica ?

        Tornando al sottoscritto sarei curioso di sapere come pensi che possa essere conveniente della mia situazione un impianto FV.
        Secondo me è più conveniente investire i soldi in un fondo e prendere tra il 7 ed il 10% all’anno.

        1. Le obiezioni che poni le capisco, perché sono le stesse di tutte le persone che non conoscono il “prodotto”… la durata, la perdita di resa, lo smaltimento ecc. ecc., e sono tutte superabili, a partire da quella più ovvia se consideri che il più sfigato dei produttori per stare sul mercato deve garantire una perdita di efficienza media dei propri pannelli non superiore allo 0,8% all’anno.

          Ritieni che un pannello solare che dopo venticinque anni renda ancora più dell’80% sia a fine vita e quindi da buttare?

          Per questi e per tanti altri motivi l’acquisto di un impianto non è MAI un atto di fede, – lo diventa solo se ti affidi alle aziende sbagliate – perché tutte le motivazioni che ho scritto nel mio precedente commento sono ampiamente dimostrabili.

          Certo, serve uno specialista, servono dati, numeri presi sul campo, esperienza diretta su centinaia di impianti fatti, serve il feedback dei clienti… cose che non ha quasi nessuno.

          Serve essere uno specialista, appunto. Non un termotecnico, oppure un perito qualunque, oppure uno che ha fatto un corso finanziato dalla comunità europea di 16 ore… senza nulla togliere alla persona a cui ti sei affidato, ovviamente, che non conosco e non giudico.

          Spero solo che il 30% di perdite che ha considerato abbiano un senso, perché normalmente non è così; spero anche che abbiate fatto altre valutazioni, perché fermarsi solo alla mera produzione stimata annua senza inquadrarla nel contesto dei fabbisogni, attuali e futuri, non significa niente.

          Per il resto che cosa vuoi che ti dica? Se il tuo scopo è quello di avere una rendita economica, perché mai stai valutando un impianto fotovoltaico??

          Hai sbagliato blog, ci sono un sacco di siti che ti spiegano come diventare ricco con le opzioni binarie…;-))

  2. Buongiorno Loris
    Ho una domanda da porti su come funziona un contatore enel per lo scambio sul posto:
    >io ho un contatore di scambio 380V 3fasi…ad ogni fase corrisponde un inverter e un gruppo di moduli del fv (impianto fv da 7.35 Kwp a girasole). Recentemente ho istallato su una fase un “POWER REDUCER” della ditta 4 nocks, con il quale recupero l’energia del fv in sur plus per far funzionare un scaldabagno da 200lt da 3000W…ora la domanda è:” l’energia che ho in piu sulle altre due fasi viene contabilizzata? oppure quando una fase sfrutta tutta l’energia del fv le altre due fasi si devono adeguare di conseguenza?
    esempio pratico:
    la prima fase riceve dal fv 1000W e ne frutto 1000W…= 0 W in ssp
    la seconda fase riceve dal fv 1500W e ne sfrutta 500W = 1000 W in ssp
    la terza fase riceve 1200W e ne frutto 900W = 300 W in ssp
    come si comporta il contatore di scambio??
    spero di essere stato chiaro
    Grazie sei tecnico molto competente.

    1. Vedo che sulle batterie mi dai indirettamente ragione.
      Attualmente sono il vero tallone di Achille di tutte le soluzioni “green” che ne prevdono l’uso.

      No non voglio diventare ricco ma il FV è un impianto e come tutti gli impianti ha bisogno di manutenzione e si può guastare , quindi se il risparmio che implica non raggiunge una certa soglia a mio modo di vedere non ha senso farlo. Ho solo ricordato che gli stessi soldi impegnati nell’impianto su un tempo di 20 – 30 anni producono un capitale notevole.
      Il tutto ovviamente a meno di non avere risorse in abbondanza e fare una scelta etica invece che una scelta dettata dalla convenienza economica.
      Comunque chi mi ha fatto quei calcoli di mestiere vende impianto FV e pompe di calore.
      I miei soldi li ho spesi in solare termico e impianto termico con caldaia a pellet e puffer.

      1. Hai visto male, non ho proprio affrontato l’argomento…e no, non mi trovi d’accordo sul fatto che le batterie siano un problema, al contrario le considero una concreta opportunità di rendersi in buona parte indipendenti dalla rete.

        Con le batterie oggi sto rivivendo quello che è successo 8 anni fa con il fotovoltaico. E’ tutto assolutamente identico. Molta diffidenza…ma ci sta.

        Ne approfitto leggendo tra le righe: indipendentemente dalla scelta impiantistica che tu hai fatto, che posso trovare anche interessante dal punto di vista tecnico, qui l’etica non c’entra nulla. Ma proprio nulla.

        1) un impianto fotovoltaico ti rende in parte energeticamente autonomo.
        2) ti offre grandi risparmi in bolletta.
        3) ha un’aspettativa di vita molto lunga.
        4) si paga da solo e quindi a te non costa nulla.
        5) metà del suo valore è generosamente offerto dallo stato a fondo perduto.

        Ricordi?

        Mi dici dove trovi etica in tutto questo?

        Etica è una cosa diversa: è “salvare il pianeta”, “dare un contributo per ridurre le emissioni di gas serra”, “essere sensibili ai cambiamenti climatici”, ecc. ecc..

        Poi sono d’accordo con te che se uno deve scegliere tra due o tre soluzioni impiantistiche perché non può avere un budget illimitato, è giusto che faccia le proprie analisi e valuti la soluzione migliore per lui, ci mancherebbe; l’importante è che sia supportato da numeri i più corretti possibile.

  3. Se queste considerazioni ,che condivido,si potevano fare agli inizi dei vari conti energia,avremmo avuto meno speculatori e venditori improvvisati di KW e più aziende serie a realizzare impianti a misura di kw-h.Dalle mie parti ,nel Lazio che di sole ne abbiamo più di voi non è raro vedere impianti,anche di 20 kw con moduli posati in bolla(orizzontali) e per giunta circondati da palazzi alti svariati metri.Come dicono da queste parti autentica SOLA!!!

  4. Interessante articolo e corrette valutazioni…
    Però manca la spiegazione del perché comprare un impianto fotovoltaico dovrebbe essere considerato un piacere/esigenza “dai piacevoli effetti collaterali” e non un investimento.
    Ciò che intendo è che non si tratta di un bel vestito da sfoggiare con gli amici, ne tantomeno di un veicolo più sicuro o più bello di un altro.
    Si tratta di un costo che ha senso sostenere solo ed esclusivamente se genera una forma di risparmio sufficientemente congrua per ripagarsi e generare un ulteriore vantaggio economico. Sarebbe bello poi se ciò accadesse anche considerando attualizzazione (risparmiare 10€ oggi non è come risparmiare 10€ tra 20 anni) costo del denaro ecc.

    La modalità etica del produrre energia verde non è elemento sufficientemente valido per incentivare investimenti nelle rinnovabili sopratutto considerando che ci si addentra in un mondo di burocrazie e “rischi” elevati che potrebbero veder penalizzato il business plant pianificato al momento della realizzazione dell’impianto (si vedano spalma incentivi, accatastamenti, adempimenti e simili).

    La logica impone certamente che le rinnovabili debbano avere un grande sviluppo ma tutto questo non può ricadere solo sull’imprenditore o sul privato che si “espone” con le proprie finanze ma necessariamente si dovrebbe incentivare questo sviluppo considerandolo un bene per la comunità e un simbolo di modernità del paese.

    1. Mi fa piacere leggere il tuo commento, ma non sono del tutto d’accordo con te, e mi spiego.

      Un impianto fotovoltaico é un investimento per sua natura, questo é scontato. Lo è perché ti offre la produzione gratuita di un bene (l’energia elettrica) anziché comprarlo da qualcuno, ma per avere l’impianto devi spendere un certa cifra.

      In realtà quello che tu stai facendo é semplicemente ANTICIPARE l’acquisto futuro di un grosso stock di energia elettrica ai prezzi attuali, scommettendo sul fatto che suo valore aumenterà nel tempo. E più sarà alto il prezzo dell’energia in futuro, maggiore sarà l’affare che avrai fatto.

      Ma in pratica è come “sparare sulla croce rossa”, capisci?

      Ciò che voglio dire nel mio articolo é che siccome oggi acquistare un impianto fotovoltaico é un investimento che si paga da solo con margini amplissimi rispetto alla sua vita attesa, non ha senso focalizzare la propria attenzione ESCLUSIVAMENTE su questo aspetto, perché si rischia:

      – di farne solo una questione di prezzo;
      – di non valutare correttamente la migliore soluzione rispetto alle proprie esigenze (ognuno ha le proprie);
      – di farsi abbindolare dalle fantasiose proposte dei furbi di turno, che ci sono ancora.

      Considerando che si tratta di un oggetto che deve rimanere fissato sul mio tetto per 30 anni senza crearmi problemi, qualche domanda me la faccio, trovi?

      Per il resto io penso che il settore di incentivi ne abbia avuto a sufficienza (lo dico contro il mio interesse), e che le vicende di questi ultimi anni abbiano dimostrato quanto male siano stati gestiti.

      D’altronde gli incentivi dei vari Conti Energia hanno fatto quello che dovevano: abbattere i prezzi per rendere gli impianti più accessibili. Adesso abbiamo le detrazioni fiscali, che mi sembrano uno strumento più equilibrato. Io al limite le porterei a cinque anni, ma mi sa che sarebbe già un ottimo risultato se rimanessero così ancora per qualche anno…

      Loris

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