ECCO QUANTO CONVIENE VENDERE L’ENERGIA CHE IL TUO IMPIANTO FOTOVOLTAICO BUTTERA’ IN RETE (E CHE TU NON SFRUTTERAI) GRAZIE ALLO SCAMBIO SUL POSTO

Mi sono sempre reso conto che uno degli argomenti più ostici per chi sta pensando all’acquisto di un impianto fotovoltaico, (ma anche per chi ce l’ha già) è la comprensione del meccanismo di rimborso dell’energia che l’impianto produce e cede alla rete pubblica, chiamato “Scambio Sul Posto“.

Già, perché una volta prodotta dai pannelli la corrente elettrica ha SOLO due possibilità:

  1. rimane in casa ad alimentare i tuoi elettrodomestici, frigo, condizionatore, forno elettrico ecc. a copertura delle tue necessità;
  2. oppure se ne va in rete, a mescolarsi o ad alimentare i carichi di qualche tuo vicino di casa.

Ne ho già parlato in un altro articolo, lo trovi QUI.

Mi sembra ovvio che la prima è la situazione migliore. Se usi subito l’energia fotovoltaica che auto-produci gratis vuol dire che non la compri dall’Enel o da chiunque altro. Quindi è un bel risparmio; e i nostri impianti sono progettati proprio per massimizzare questo risultato.

fotovoltaicotop

D’altronde se ci pensi a cosa serve un impianto fotovoltaico se non a questo??

Nel secondo caso, l’energia che esce in rete viene misurata costantemente dal tuo contatore, e in un secondo momento (ma molto più avanti) ti viene rimborsata in euro. Te lo ripeto: vendi kWh di energia, vieni pagato in euro; non c’è nessun conguaglio diretto in bolletta né automatico sui consumi, leggiti l’articolo che trovi QUI..

E’ l’Enel che ti rimborsa?

Ma certo che NO!

Lo fa un ente statale che si chiama GSE. Se non sei nuovo del fotovoltaico, ne avrai già sentito parlare. Il GSE è l’ente responsabile dell’erogazione degli incentivi del conto energia che hanno sostenuto il mercato degli impianti fotovoltaici fino a un paio di anni fa, più un sacco di altre cose che per ora non ci riguardano.

So a cosa stai pensando, perché la domanda sorge spontanea:

QUANTO MI VIENE PAGATA?

Non c’è una regola fissa, dipende da due cose:

  1. dal prezzo al quale la compri (questa è facile);
  2. da quanto è equilibrato il tuo impianto rispetto al tuo fabbisogno, e qui dipende solo dalla bravura e correttezza di chi ti ha venduto o ti vuole vendere l’impianto, se non ne hai già uno.

Però posso darti un ordine di grandezza:

Con un impianto equilibrato, se compri l’energia a 0,24 €/kWh, il rimborso sarà di circa 0,16 €/kWh.

Non ti sto a spiegare il perché, è complicato ed inutile. Preferisco invece pubblicare qui sotto un esempio di cosa ti manda il GSE quando ti pagherà a conguaglio l’energia immessa. Si tratta di una tabella Excel commentata di un mio cliente che possiede un impianto da 4,14 kWp già da qualche anno.

scambio sul posto

(clicca tasto destro e poi “salva con nome” per scaricarla)

Hai visto? A lui hanno rimborsato i 3212 kWh immessi in rete a 0,14 €, per un totale di 411 €.

Non solo: ha comprato i 2922 kWh che gli servivano a 0,22 € (questo non c’è scritto, ma te lo dico io che ho visto le sue bollette), spendendo 643 €. In pratica per soddisfare completamente i fabbisogni di energia elettrica della sua casa ha speso solo 231 € (giusto per darti un’idea, prima aveva una bolletta di circa 1050 euro all’anno).

Un consiglio: non sottovalutare questa cosa. A fronte di una produzione complessiva quell’anno di 4723 kWh di energia elettrica, l’impianto ha immesso in rete ben 3212 kWh, cioè il 68% circa

Pensaci, perché si tratta dei due terzi della produzione del tuo futuro impianto…

Mi riesce un po’ difficile farti vedere i risultati di tutti gli altri miei clienti, ma ti posso garantire che funziona esattamente così per tutti loro. L’unica cosa che cambia è il prezzo di rimborso, perché come ti ho già detto dipende da quanto spendono per la loro energia residua.

Immagino che cosa ti passa per la testa in questo momento:

MA ALLORA FUNZIONA COSI’ PER TUTTI?

Non proprio…Quello che nessuno ti dice è che tutto questo è condizionato esclusivamente da come è stato progettato l’impianto stesso. Infatti se l’impianto che stai per comprare è mal progettato, oppure ad esempio produrrà all’anno molta più energia rispetto alle tue reali necessità, le cose non funzionano così bene e tu potresti rimanere deluso.

Ecco infatti che cosa succede a chi si è fidato del furbacchione di turno, che per incassare di più ha venduto al suo cliente un impianto sproporzionato:

scambio sul posto

(clicca tasto destro e poi “salva con nome” per scaricarla)

Hai visto? A lui invece hanno rimborsato i 5144 kWh immessi in rete a 271 €, più 192 € di ECCEDENZE valorizzate pochissimo che dovrà anche inserire nella dichiarazione dei redditi (e quindi ci pagherà le tasse sopra) per un totale di 463 €.

In altre parole è come se a lui avessero pagato i 5144 kWh immessi a 0,09 €/kWh, un prezzo ridicolo.

Capisci anche tu che è tutto complicato e difficile da gestire per le persone comuni che fanno altro nella vita, e non hanno tempo e voglia di star dietro a questi meccanismo infernali… Ma l’importante è che tu sappia che è sempre possibile progettare ed installare l’impianto in modo da massimizzare il valore di rimborso dell’energia ceduta, basta sapere come fare.

Ok, adesso abbiamo capito QUANTO potresti ricavare dalla corrente immessa in rete.

MA QUANDO VEDRAI I TUOI SOLDINI?

Anche in questo caso il meccanismo è ben definito:

I pagamenti avvengono due volte l’anno in acconto, e entro giugno dell’anno successivo a conguaglio.

Questo significa che il primo anno nemmeno ti accorgerai di avere un rimborso, perché gli acconti sono piccoli e forfettari. Comincerai a vedere il sistema funzionante solo dal secondo anno in poi, quando tutto entrerà a regime.

Si, hai letto bene: per capire se il tuo impianto fotovoltaico funziona bene, o quantomeno fa quello che ti ha promesso chi te l’ha venduto, devi aspettare più o meno due anni. Ecco, ti ho svelato il segreto del perché molto spesso chi fa questo mestiere si fa pochi scrupoli: ci vorrà molto tempo prima di verificare sul campo i risultati veri, che tra l’altro non vengono quasi mai garantiti, e quindi per te l’acquisto di un impianto fotovoltaico si trasforma in un vero e proprio atto di fede.

Magari non ti piacerà un granché, ma le cose stanno così.

D’altronde se vuoi trattenere e usare il più possibile l’energia elettrica che i tuoi pannelli producono hai sempre la possibilità di munirti di un bel sistema di accumulo elettrico…e se vuoi saperne di più leggi QUI o clicca qui sotto:

Un sistema di accumulo comporta una spesa in più, è vero…tuttavia se ben progettato ha molti innegabili vantaggi per te:

 Godi di un beneficio economico immediato, non devi attendere un anno per avere i soldi dell’energia immessa l’anno prima.
 
 Da marzo a ottobre ti rende autonomo quasi del tutto dalla rete elettrica, con percentuali di autosufficienza costantemente superiori al 90/95%, anche se vuoi accendere i condizionatori di casa; così la spesa della tua bolletta sarà quasi azzerata.
 
 Ti puoi trattenere in tutto l’anno fino al 75% dell’energia prodotta dal tuo impianto, cedendone alla rete solo il 25%;
 
 Controlli subito il corretto funzionamento del tuo impianto, senza se e senza ma; così ti puoi rivalere subito nei confronti di chi te l’ha venduto.
 
 Dipendi molto più marginalmente dall’infernale meccanismo dello Scambio sul Posto che ho descritto sopra, e quindi controllare e gestire il tuo impianto è molto più semplice.

Se vuoi altre informazioni sullo Scambio Sul Posto leggi QUI.

Ti è piaciuto questo articolo? Fammi sapere cosa ne pensi lasciando un commento.

A presto!

35 thoughts on “ECCO QUANTO CONVIENE VENDERE L’ENERGIA CHE IL TUO IMPIANTO FOTOVOLTAICO BUTTERA’ IN RETE (E CHE TU NON SFRUTTERAI) GRAZIE ALLO SCAMBIO SUL POSTO”

  1. salve,volevo chiedervi un parere, su un idea,se come ho un po di spazzio circa 250mq.a casa mia abito in campagna,se mi faccio installare un impianto di circa 10kw o 20 potrei
    guadagnarci sopra?pensavo di chiedere un micro prestito alla regione lazio.
    insomma l’idea e di vendere tutta la energia prodotta dal fotovoltaico a enel,
    con quello che ci si guadagna di pagare le rate del prestito e se avanza qualcosa e tt guadagnato.visto pero che io non sono un esperto in materia volevo chiedervi un parere
    grazie.

    1. Salve Vasil, il “treno” per fare queste cose purtroppo è già passato. Come ho scritto anche in risposta ad una altro post, oggi la vendita dell’energia alla rete in Ritiro Dedicato paga pochissimo, 0,039 euro per kWh prodotto. Un impianto da 20 kWp, ammettendo che dalle tue parti possa produrre 25.000 kWh all’anno, ti renderebbe 975 euro…senza nemmeno parlare di pratiche, fiscalità ecc. ecc..

      Forse te lo paghi in 30 anni se tutto va bene.

      l’unico modo per guadagnare qualcosa con il fotovoltaico è installare un piccolo impianto per i propri fabbisogni domestici in scambio con la rete (o con un sistema di accumulo se lo vuoi sfruttare il più possibile), visto che ancora per quest’anno hai la fortuna che lo stato te lo paga la metà…

      Se vuoi capire un po’ di più –> http://www.fotovoltaicotop.com

      A presto

      Loris

  2. io invece volevo comprare un parco fotovoltaico per vendere proprio energia di circa 100 kwp a perugia
    mi pare di capire che non conviene anche se e’ stato fatto nel 2011 con gli incentivi ?

    1. Dipende da come te lo vendono…se la rendita comprende anche gli incentivi è un conto, mentre con la sola vendita ci fai molto poco…tra l’altro se si tratta di un impianto che vende tutta l’energia che produce in Ritiro Dedicato, il guadagno è davvero esiguo…

      1. Vorrei avere un parere generale su un investimento in ambito fotovoltaico. Ove io abito, una città in Sicilia, ho un terreno agricolo di 150.000 mq in zona pianeggiante praticamente incolto. Intorno a questo terreno vi sono numerosi caseggiati ed abitazioni, essendo zona periferica della mia città. Se su questo terreno creo un parco fotovoltaico enorme, vista la proporzione, al solo scopo di rivendere in toto l’energia, secondo Lei potrebbe esservi un buon ritorno economico oppure no?Ed in quale misura?
        Grazie in anticipo per la risposta

        1. Un investimento così importante richiede uno studio di fattibilità serio, non può essere materia sviscerabile in un blog… Oggi in linea di massima la risposta è no, però scalando così tanto e sfruttando qualche altro meccanismo di vendita da analizzare attentamente, forse la cosa potrebbe stare in piedi.

          Poi occorre capire cosa è fattibile a livello autorizzativo, dato il “consumo” di territorio.

          Buona giornata.

          Loris

  3. Ciao Nicola 74

    Ti dico qualcosa in riferimento al tuo intervento del 9 nov. 2016 (parecchio più in basso in questa striscia) in chiusura della catena di interventi da te iniziata l’ 11 ott. 2016.

    Per chiarire la posizione operativa e concettuale che occupo “sul campo” ti dirò che, per una serie di eventi di natura familiare, ho dovuto occuparmi dei ”miei” 2 impianti qui AL NORD in Provincia di Alessandria (7,96 e 9,60 kWp, entrambi Trifase e in regime di SSP del tipo ultimo attuale) dei quali avrei molto volentieri fatto a meno. Dunque posso dirti di avere una POSIZIONE MOLTO CRITICA su tutte le Energie Alternative ma NON PREGIUDIZIALMENTE INGIUSTA se si conoscono e accettano le regole attuali di questi NUOVI GIOCHI DI SOCIETA’.

    Ora, finalmente, tu scrivi alcuni NUMERI che esprimono in FORMA CONCRETA i tuoi concetti e anche il tipo di Impianto che ti fa da “banco prova” per gli esperimenti.
    Dunque ora sappiamo che sei posizionato al SUD (tecnicamente la cosa ha la sua importanza), con un Impianto da 3,00 Kwp, che prima di installare il tuo FV avevi un consumo di Utenza di 2870 kWh/a che ti costava 970€/a mentre ora con il FV paghi 450€/a, (risparmio 520 €/a) ma non dici su quale entità di consumo.
    Inoltre dici di aver percepito dal GSE un totale di 220€ (si suppone per il 2015) ma non dici se e quanto Esubero di Produzione hai avuto.

    Ora, passando in ordinata rassegna sequenziale da cima a fondo il tuo intervento, puntualizzo con alcune mie osservazioni.

    —-Il tuo FV da 3,00 kWp ti dovrebbe produrre 3 x 1500 = 4500 kWh/a. Qui al NORD, nel migliore dei casi, ci sarebbero voluti 3 x (1500 / 1200) = 3,75 kWp. Questo graverebbe l’Impianto di 36,6€ di Tenuta Conto GSE. Il costo impianto (al Nord) sarebbe sensibilmente maggiore a causa della maggiore dimensione e anche dei maggiori prezzi del Nord (chiavi in mano).
    Nel caso : al Sud 3×1800 = 5400€ ; al Nord 3,75×2200 = 8250€ (+ 2850€…..il 52,8 % in più).
    Pertanto noi, al Nord, ci andiamo cauti a sovradimensionare già solo per questo !!

    —-”Un certo sovradimensionamento (parlo di 1,5 kWp in più…) è necessario per pareggiare la bolletta….”. CHE COSA INTENDI ? Pareggiare in kWh/anno o in € ? Intendi la bolletta “ante FV” o “post FV” ?

    —-”In termini più pratici : se una famiglia………” Ovviamente il FV (2×1500=3000 kWh/a) fornisce una copertura con margine di sicurezza di soli 3000-2800=200kWh/a e farlo più grande (+1 kWp, ossia +50%) al limite di 3,00 kWp rappresenterebbe un incremento di “spesa viva” relativamente piccolo: (1×1800)/2 = 900 € (al netto ritorni 50% in 10 anni da IRPEF). Con i 200+1500 =1700 kWh/a in più si portebbe utilizzare, essendo al Sud, un bel condizionatore da 12000 BTU quasi a manetta per 6 mesi caldi all’anno. Però il condizionatore bisogna installarlo e bisogna spendere subito almeno altri 1200 € ( sempre con le solite “detrazioni fiscali”…..). Se non lo si fa allora i 1700 kWh/a finiranno “lasciati alla Rete” e frutteranno annualmente (1700×0,055€/kWh) – 27 % IRPEF in Dich. Redditi = 68,25€/anno. Per “rimontare” i 900€ spesi in più ci vorranno 900/68,25 = 13,18 anni.
    Questo avendo noi preso in considerazione un IMPIANTO DEI PUFFI dove si può PUFFARE ALLEGRAMENTE del 50% sulla dimensione e investimento di Impianto.
    La domanda finale è : Si può adottare lo stesso concetto del +50% su un impianto, qui al Nord ed equiprodututtivo al tuo ma da 3,75 kWp (come già calcolato)?? NON MI PARE PROPRIO !!

    —-”(lo scambio non copre il 100% della bolletta residua, quindi conviene sempre produrre kWh eccedenti; i consumi…..)”. Francamente non riesco a capire il discorso. POTRESTI SPIEGARTI NUMERICAMENTE ?
    —–” in sostanza a quella stessa famiglia può bastare un 3,00kWp…..” Dunque alla famiglia da 2800 kWh/a di consumo (al Sud e ante FV) tu consigli un Impianto da 4500 kWh/a (+ 60,7%, tanto per avere margine) ma, in previsione di una possibile espansione futura dei loro consumi, non farebbero male ad installare un 4,5 kWp che gli fornirebbe 4,5×1500 = 6750 kWh/a (+ 141 %).
    Veramente io e te viaggiamo su due binari fortemente divergenti.

    —–”A casa mia ho ridotto la bolletta di partenza…..” Ma che diavolo di Contratto di Fornitura avevi/hai? Come potevi pagare (ante FV) 970 €/a per un consumo di 2870 kWh/a cioè 0,338 €/kWh ? Dai una occhiata ai costi ”in bolletta” che ENEL (Enel Servizio Elettrico – Servizio di Maggior Tutela) segnala in una sua Tabella (4° Trimestre 2016) reperibile all’indirizzo:
    https://www.enelservizioelettrico.it/it-IT/convenienzatariffad1/convenienzatariffad1ottobredicembre2016
    Gli attuali 450 €/a (con FV installato) a quale consumo annuo attuale si riferiscono?
    Infine, scusami, MA PERCHE’ NON TI CURI DELLE TUE ECCEDENZE ? Sono tante, sono poche ? Le due diverse situazioni non sono indifferenti nel Bilancio Economico di un Impianto e anche per capire quanto lo stesso corrisponda alle tue reali attuali esigenze e quanto risulta “centrato” l’Investimento.

    CONCLUDENDO : La soddisfazione, come i gusti, è un tratto individuale proprio ed unico per ciascuno di noi. PERO’, PARLANDO DI NUMERI, NON E’ LA STESSA COSA !!

  4. Salve, io ho visto che nella bolletta enel mi hanno scritto che nel 2015 ho consumato 2908 Kwh. Guardando la tabella qui pubblicata con un 3 Kwp dovrei avere un rimborso di circa 400€ all’anno. La mia bolletta enel D2 si aggira sugli 80€ a bimestre. Cioè 500€ l’anno. Che comprende anche costo trasporto energia, tasse accise iva.ecc…Insomma azzererei o quasi la bolletta? 6000€ per l’impianto da 3Kwp, in 10 anni recupero 3000€ da detrazione, quindi 300€ detrazione 400€ GSE, sono 700€ all’anno. 6000€:700€=8,57…Cioè ci vogliono 8 anni e 6 mesi per rientrare dell’investimento. Realisticamente quanto potrò risparmiare e in che arco di tempo? Considerando anche eventuale manutenzione e guasti? Grazie.

    1. Salve Ignazio, non funziona proprio così. Devi sommare alla quota di autoconsumo che determina un risparmio diretto in bolletta quanto rimborsato dal GSE per l’energia immessa in rete. Le due componenti determinano un risparmio di circa il 70%, che sommato alla detrazione fiscale portano il rientro dell’investimento in 6/7 anni circa, dipende da cosa compri. Se vuoi roba low-cost rientri prima, ma hai roba low-cost…

  5. L’articolo forse merita qualche precisazione
    E’ inutile dare un valore all’energia prodotta dall’impianto immessa in rete. Troppe variabili, specie inerenti bollette e tipologie di consumo della clientela.
    Anche per tale motivo il calcolo del Contributo in Conto Scambio è sostanzialmente errato e gli esempi proposti nei due Excel non sono sovrapponibili.
    Nel primo caso, se lo stesso cliente con impianto da 4,14 avesse avuto un impianto da 6,00 kWp avrebbe comunque avuto lo stesso Contributo in Conto Scambio (ovvio: la produzione dell’impianto era come minimo la stessa avendo 2,00 kwp in più!), con aggiunta di maggiori eccedenze (che, tra l’altro, non sono una scelta obbligata ma hanno l’alternativa del credito per l’anno seguente come Contributo Conto Scambio).
    La differenza principale tra i due casi è che l’energia scambiata (ES) nel prima caso è ben maggiore e questo spiega la l’entità più marcata del rimborso (che è l’unica cosa di cui si dovrebbe realmente parlare, anche ai clienti).
    Il vero calcolo per il cliente – nel finanziare un impianto maggiore – riguarda semmai la qualità e la capacità di rientro da un investimento un po’ maggiore.

    Saluti
    Nicola74

    1. Salve Nicola, non è inutile dare un valore all’energia immessa, perché è uno dei parametri che serve al cliente per capire in quanto tempo rientrerà del proprio investimento, come affermi anche tu stesso proprio alla fine del tuo intervento. Se non la valorizzi, come fai a dire al cliente quanto riceverà ogni anno dal GSE?

      Il problema è dargli un valore che sia coerente, anche se nessuno a priori può fare un calcolo super preciso proprio per i motivi che tu stesso citi. Tuttavia chi ha una buona esperienza e tanti casi reali da cui attingere, ma più in generale chi è capace di far bene il proprio mestiere, un ordine di grandezza credibile lo può dare abbastanza facilmente.

      Rimane il fatto che i due calcoli che riporto nell’articolo sono presi direttamente dal GSE (quindi sono più che corretti), e servono solo a dimostrare che un impianto troppo grande non sfruttato, proprio perché crea eccedenze pagate molto poco, diluisce i proventi dell’energia immessa in rete, e quindi ci mette più tempo a rientrare dell’investimento.

      Perché devo comprare un impianto più grande e spendere più soldi quando l’energia in eccesso rispetto al mio fabbisogno mi viene valorizzata poco, è pure tassata e non mi serve a nulla? Hai voglia in questa condizioni di dimostrare qualità e capacità di rientro da un investimento un po’ maggiore…

      1. Loris, forse non mi sono espresso correttamente, tuttavia i concetti sono quelli e non travisabili.

        Quando dico di non assegnare un valore all’energia immessa mi riferisco al valore €/kWh immesso, che non è in alcuni modo indicativo (a posteriori uno calcola ciò che vuole). Commercialmente altra cosa è dare al cliente un valore ipotetico o una percentuale di risparmio (stai pagando 1.000,00…con l’autoconsumo risparmi secco il 40%, con lo scambio e le eccedenze ti vedi rimborsato quasi 3/4 della restante bolletta) per fargli capire quanto risparmierà all’incirca.

        L’unico modo per calcolare correttamente il contributo in Conto Scambio non è assegnare una valore al singolo kWh ma applicare la formula dello Scambio (ricordando che i valori di quota energia acquistata e “venduta” col fotovoltaico sono in realtà molto vicini e che il parametro CUsf è oggi intorno ai 7-8 centesimi) magari ipotizzando qualche esempio sui consumi, con l’energia presa dalla rete e quella immessa.

        Altro aspetto della nostra discussione: un impianto maggiormente dimensionato (non sproporzionato!) a mio parare è certamente più consigliabile. Passare da un 3,00 kWp a un 4,5 (se non 6,00) è utilissimo. Anzitutto la variazione di prezzo (unico elemento contrario) grazie alle detrazioni, si riduce a un migliaio di euro o poco più.
        I vantaggi, per contro, sono davvero tanti a cominciare dal fatto che la potenza istantanea è maggiore del 50% coprendo più facilmente picchi di consumo e fornendo più elettricità gratuita sfruttabile in casa anche con tempo non ottimale e scarsa illuminazione (ad esempio prime ed ultime ore del giorno).

        Questo comporta un aumentato contenimento dei costi istantanei che i clienti appurano ricevendo le bollette, laddove cioè (con l’autoconsumo) le famiglie toccano con mano i guadagni-risparmi più marcati. Con un 4,5 kWp questi obiettivi di abbattimento bollette sono molto più a portata di mano che con un 3,00 kWp.

        Inoltre un domani una famiglia potrebbe sempre pensare di elettrificare i consumi termici o magari acquistare un’asciugatrice o un piano cottura a induzione o un boiler in pdc, aumentando i propri consumi elettrici, ben più difficili da gestire con un classico 3,00 kWp.

        Infine L’energia in più che dà un 4,5 (circa 1.800 kWh Centro Italia) viene comunque remunerata o va a credito come Contributo Scambio negli anni a venire.

        Riguardo i grafici Excel dell’articolo, so bene che sono veritieri, dico semplicemente che non sono sovrapponibili. In un caso, da quello che scrivi, un cliente A “scambia” con la rete 2.900 kWh e ha un FV 4,00 kWp. L’altro cliente B “scambia” 2.190 e ha un 6,00.

        Il paragone, a mio avviso, non è corretto: se il cliente B avesse avuto i consumi di A la copertura dello Scambio sarebbe stata comunque identica. In più nel primo grafico di A – a differenza del cliente B – non viene riportato il valore delle eccedenze (immagino misere!) che farebbe crollare il “prezzo” di vendita della nostra energia fotovoltaica (che non sarebbe più a 0,14 ma molto meno).

        Tra l’altro, anche se volessimo sovrapporre i dati e immaginare identici consumi di partenza, è chiaro che il cliente B avendo un impianto più potente e produttivo avrà anche avuto dei risparmi più consistenti in bolletta, cosa che dai grafici, invece, non possiamo in alcun modo evincere.

        Grazie della discussione

        Un saluto.
        Nicola74

        1. Beh, direi che partiamo da punti di vista opposti, e quindi difficilmente ci sarà un punto di incontro, ma non è un problema.

          Al di là del modo con cui preferisci valorizzare i proventi dello scambio al tuo cliente, (dire che ti vedi rimborsato i 3/4 della bolletta residua o dare un numero comunque stimato non vedo che differenza possa fare), ci sono alcuni punti che non condivido.

          1) tu affermi: “ricordando che i valori di quota energia acquistata e “venduta” col fotovoltaico sono in realtà molto vicini”…ma questo funziona solo se l’impianto è dimensionato correttamente (vedi esempio 1 dell’articolo). Se per un fabbisogno di 3000 kWh dove magari basta un 3 kWp metti un impianto da 6 kWp che ne produce 7000, i due valori saranno inevitabilmente molto diversi, il rimborso dello scambio farà fede al minore dei due come GSE insegna, e il cliente avrà una montagna di eccedenze.

          2) un impianto fotovoltaico da 3 kWp primo prezzo oggi si trova a meno di 6000 euro. Uno da 6 kWp, a 10.500. Sono valori indicativi, ovviamente; sono 4.500 euro di differenza subito, e al netto delle detrazioni fiscali (ricordo che il rimborso avviene in 10 anni) più di 2000 euro.

          3) a questo LINK ti metto a confronto il grafico di produzione in una bella giornata (è il 17 luglio di quest’anno) di un impianto da 3 kWp e l’equivalente di un ipotetico da 6, sovrapposto al consumo della casa (la parte in rosso). E’ ovvio che ho fatto un copia e incolla con photoshop, ma rende bene l’idea che di quanto modesto sia l’incremento di autoconsumo che avrebbe quella casa…un paio di picchi alla mattina e poca roba all’alba e al tramonto, momenti in cui in realtà la maggiore produzione offre un beneficio abbastanza limitato per via della forma a campana della curva.

          4) nella maggior parte dei casi il grosso del consumo di un’abitazione non è dato dai picchi, ma dallo “zoccolo base”, cioè quella fascia di consumo più o meno costante nelle 24 ore, come anche il grafico illustra bene. In questo caso, a fronte di un consumo giornaliero di 13,19 kWh, i picchi incidono solamente per 1,2 kWh, meno del 10%. Sovradimensionare un impianto fotovoltaico aiuta a togliere i picchi (purché diurni ovviamente) e poca energia in più dallo zoccolo base, non a ridurre significativamente il consumo.

          Questo grafico vale per tutte le situazioni? Ma certo che no, perché in giorni diversi ci possono essere comportamenti diversi, è ovvio! Però penso che sia piuttosto indicativo…guarda quanta energia in più finisce in rete rispetto al grafico reale dell’impianto da 3 kWp, a fronte di un beneficio diretto in bolletta molto piccolo…

          5) l’energia in più che si chiama “eccedenza”, quella cioè che esce in rete per via del sovradimensionamento, non mi stancherò mai di dirlo, viene remunerata pochissimo. Sono 5/6 centesimi di euro/kWh, e tra l’altro è soggetta a tassazione (di fatto è equiparata ad un reddito) nel momento in cui viene liquidata. Non capisco nemmeno perché dovrei tenermela come credito al GSE, visto che ogni anno ne aggiungo dell’altra continuamente, a meno di non aumentare drasticamente i miei consumi (ma l’impianto fotovoltaico l’ho comprato per risparmiare o per aumentare i consumi?), con il rischio che magari cambino anche le regole del gioco (cosa probabilissima visto che siamo in Italia).

          C’è solo una situazione in cui un impianto più grande aiuta in modo significativo: durante la stagione invernale e in genere nelle giornate di scarsa produzione, quando un impianto piccolo effettivamente potrebbe non coprire nemmeno lo zoccolo base; in quel caso un impianto più grande potrebbe farlo.

          Ma ne vale la pena considerando l’intera annualità? Sono valutazioni personali, che ognuno ovviamente è libero di fare, anche se io preferisco affidarmi ai numeri, che non mentono mai.

          Per scelta ho deciso di non sovradimensionare mai troppo gli impianti dei miei clienti perché, numeri alla mano, il modesto aumento della quota di autoconsumo fa fatica a ripagare l’investimento ma soprattutto perché il meccanismo dello Scambio sul Posto è stato concepito proprio per scoraggiare questo tipo di scelte.

          Appena riesco a trovare un pò di tempo farò una simulazione con i dati reali di un impianto…e poi ci farò un bell’articolo.

          A presto.

          Loris

          1. Ciao ancora Loris.
            Sì, credo che non troveremo un punto d’incontro ma la discussione spero possa tornare utile agli utenti del blog.
            Diverse tue considerazioni pur valide mi spingono ad ulteriori chiarimenti.

            1) quando dico che la remunerazione dell’energia che il nostro impianto “vende” è pressoché identica a quella che acquistiamo in bolletta, faccio riferimento alla componente (l’ho scritto) “quota energia”, diciamo l’energia netta, che è solo una componente dell’energia complessiva (specie di quella che paghiamo in bolletta, come tanti utenti del servizio elettrico hanno oramai capito a loro spese!).

            2) il mio paragone finanziario non era tra un impianto da 3,00 e uno da 6,00, bensì tra uno da 3,00 e uno da 4,50 kWp, con variazione di prezzo (considerate le detrazioni) di circa 1.000,00-1.200,00 €. Poca roba considerate le attese di vita utile di un impianto.

            3) Va chiarito come lo Scambio sul Posto con impianto dimensionato sul minimo indispensabile (3,00 kWp per consumi annui di partenza di circa 2.700 kWh) non azzeri completamente la bolletta ma la abbatta (mettendoci dentro le eccedenze) mediamente del 70%, specie quando le assurde riforme delle Autorità Energia (con incremento dei costi fissi tolti dalla parte variabile) saranno andate a regime entro alcuni mesi.
            Quindi non vedo perché risparmiare sul fotovoltaico quello che poi comunque andrebbe pagato in bolletta per i successivi decenni (subendo tra l’altro l’inflazione energetica che nell’ultimo decennio è stata del 42%…)!

            4) Un impianto maggiore non solo permette di ridurre con maggiore facilità le bollette (specie, come ricordi tu stesso, nei periodi meno soleggiati: è chiaro che aumentando la potenza installata aumenti la quota di autoconsumo) ma comunque sviluppa le tanto vituperate eccedenze (o crediti SSP): elementi (quelli sì) che, alla fine dei conti, permettono di azzerare le bollette.

            Tra l’altro non sono così scettico sull’incompatibilità economica anche dell’investimento su impianto più grande. Anche a voler considerare un 6,00 kWp (come tu hai fatto) i benefici non sono affatto pochi:
            A) maggiori detrazioni per impianto 6,00 kWp (valore 10.600,00 €) rispetto a impianto da 3,00 kWp (valore 6.000,00 €): +230,00 €/anno per 10 anni.
            B) minori bollette per ulteriori risparmi istantanei rispetto al tradizionale 3,00 kWp grazie a migliore gestione picchi e maggiore copertura fotovoltaica nei mesi di scarso irraggiamento: +130,00 €/anno
            C) eccedenze: ci sono 4.000 kWh in più di produzione…anche al netto 25% tasse: +170,00 €/anno.
            Tali fattori (con più marcata sterilizzazione inflazione), in pochi anni permettono di ripagare il surplus di picco installato. E l’impianto dura 30 anni…

            Inoltre – cosa importante e già ricordata – col fotovoltaico ben dimensionato per qualsiasi famiglia sarà più facile elettrificare gran parte dei consumi – oggi – termici (legati al gas), per cui sarà necessario avere “scorte” di elettricità gratuita che un impianto ridotto all’essenziale non potrà inventarsi da nessuna parte (al contrario: la produzione fotovoltaica non potrà che scendere per l’inevitabile usura impianto e perdite di produzione lungo i 25-30 anni).

            Anche quest’ultimo aspetto – considerato quanto gas (anche qui con costi crescenti) le famiglie non pagheranno più – contribuisce a dare manforte economica a un investimento su un fotovoltaico non tarato al minimo indispensabile.
            Anche per questo aspetto non condivido ciò che dici sull’aumento dei consumi elettrici sull’energia eccedente (“Non capisco nemmeno perché dovrei tenermela come credito al GSE, visto che ogni anno ne aggiungo dell’altra continuamente, a meno di non aumentare drasticamente i miei consumi (ma l’impianto fotovoltaico l’ho comprato per risparmiare o per aumentare i consumi?”). In realtà l’aumento dei consumi elettrici proprio perché supportati dal fotovoltaico – ovviamente in alternativa agli attuali consumi di gas – è una tipica chiave di volta degli scenari energetici ideali disegnati per il prossimo futuro in difesa del pianeta e su cui fanno leva i nuovi modelli di crescita mondiale a bassa intensità energetica.

            Ho dato un’occhiata al tuo link e il grafico che non reputo valido modello in questa discussione per tre motivi.
            1°: la giornata coincide con uno dei migliori momenti del fotovoltaico (metà luglio) con produzione che, ovviamente, non si verificherà per l’80% dell’anno.
            2°: la casa ha pochi picchi ma ogni famiglia ha le sue esigenze, orari per abitare la casa, modalità di autoconsumo e picchi, specie in estate (se uno vuole far partire i climatizzatori alle 9:30 di un afoso mattino estivo mica glielo possiamo impedire perché un 3,00 kWp fotovoltaico a quell’ora non lo copre o riceverà un qualche ristoro di lì a qualche mese!). Un maggiore comfort climatico (magari in case non ben coibentate o infissi non ottimali) nel periodo scelto per il tuo grafico è possibile, senza patire sorprese in bolletta, solo con impianti meglio dimensionati.
            3°: le sovrapposizioni tra le due curve 3,00 kWp e 6,00 kWp sono da approfondire, specie nei periodi di minore irraggiamento, quando – vuoi o non vuoi – una curva – a parità reale di condizioni – deve avere una produzione doppia rispetto all’altra, cosa che si verifica solo nei momenti centrali del giorno. La “campana” del 6,00 kWp mi sembra ben più schiacciata e in alcuni momenti (verso le 18:30, proprio in corrispondenza della seconda freccia se vedi il grafico, momento che in estate dà ancora luce) sembra che il 3,00 produca addirittura più del 6,00 kWp!

            Insomma, in linea di principio, condivido l’idea di non sovradimensionare impianti domestici (poi se uno ha liquidità e anziché metterla in posta con l’1% a 7 anni si vuole fare 10,00 kWp di fotovoltaico a casa fa sempre un investimento migliore…) ma non ne farei una regola base per l’estrema variabilità delle situazioni di partenza.

            Un saluto
            Nicola74

            1. Ciao Nicola 74

              Ho visto il tuo lungo “tiraemolla” di cui sopra con l’ing Uccia. Non voglio impantanarmi a mia volta in dettagli e sottodettagli. Ti dirò, da Fotovoltaista Attivo in SSP da fine 2013 con due distinti Impianti (SOVRADIMENSIONATISSIMI) per uso domestico in 2 distinte case, che avendo fatte molte elaborazioni di calcolo (per mia utilità e riscontro nonchè per impianti già attivi di altri che lamentano ritorni inadeguati dal GSE) posso confermare totalmente la posizione dell’ing.Uccia.

              All’ing. Uccia farei solo presente che, spesso, nelle sue esemplificazioni, la definizione ENERGIA IMMESSA IN RETE viene usata in maniera ambigua e crea confusione in chi legge senza essere abbastanza esperto. Non mi dilungo…….

              Mi pare di capire che tu ti trovi a ragionare su un piano teorico che sei riuscito a configurarti, seppure con qualche piccola distorsione, ma ti manca la verifica pratica “sul campo”. Con questo non ti voglio sminuire: io quando mi sono “imbarcato nel FV” nemmeno sapevo dell’esistenza del GSE…..

              Quando mi sono reso conto (solo dal punto di vista tecnico) della “suonata” che mi stavo prendendo già a partire dal semplice piano proposto per la posa dei Pannelli sul tetto sono dovuto correre ai ripari. Poi pian piano, nel corso di circa 2 anni di estenuanti ricerche, elucubrazioni, installazione di strumenti di misura di vario tipo, registrazioni giornaliere dei vari parametri controllati e altro ancora…….sono riuscito a impadronirmi sufficientemente di tutti gli aspetti del Sistema.

              Partendo da questo retroterra ti posso confermare che la posizione tecnica dell’ ing. Uccia, rispetto al tema trattato, è CORRETTISSIMA. Per altri casi, PURAMENTE DI PRINCIPIO, su vari aspetti del Fotovoltaico, mi trovo quasi sempre in disaccordo con lui. Tuttavia, per chi vuole giocare al “Fotovoltaista” e vincere la partita, suggerisco di seguire i suoi sani consigli,

              1. E’ vero, il problema di definire correttamente la differenza tra “energia immessa in rete” e “eccedenze” è sempre vivo, ed è sempre molto faticoso spiegarlo alle persone senza creare confusione nella loro testa, visto che stiamo parlando di cose che non sono di uso comune.

                Pensa che proprio ieri ero da un mio cliente a cui ho installato un impianto nel 2012, che dopo 4 anni di dati e numeri era ancora convintissimo di immettere tutta l’energia prodotta senza autoconsumarla…

                1. Salve Ing Uccia
                  Parole SANTE le sue….
                  Le spiegazioni sull’argomento sono sempre complesse e il lettore è quasi sempre frettoloso, per cui buona parte del “detto” si perde nel vento…….
                  Poi esiste la categoria dei Fotovoltaisti che, per loro fortuna, hanno un FV correttamente dimensionato e ai quali le cose vanno abbastanza bene. Questi si limitano a vedere quanto arriva a loro dal GSE e quanto pagano di Bollette ENEL senza porsi (comprensibilmente) ulteriori domande……..Io questo lo so da tempo, però la Sua fresca constatazione mi rinsalda nel concetto che mi ero fatto.

              2. Ciao Gipi,

                se hai due impianti “sovradimensionatissimi” (come scrivi) senza Conto Energia (sempre se parliamo da 1° al 4° Conto Energia; il 5° Conto Energia aveva già una logica diversa) è chiaro che hai preso un granchio…
                Non credo di fare teoria fotovoltaista, perché col mio impianto da 3,00 kWp in casa (installato come i tuoi in regime di scambio sul posto) faccio un monitoraggio sul campo e, come Loris, ne seguo molti altri.
                Quello che non condivido del ragionamento di Loris è il dimensionare in maniera quasi perfetta l’impianto sul numero di kWh. La logica è corretta, l’indicazione conseguente per me è un’altra.
                Un certo sovradimensionamento (parlo di 1,5 kWp in più ad esempio) è necessario per pareggiare la bolletta esistente e, semmai, ho precisato che sono contro i sovradimensionamenti esagerati (come invece mi pare di capire sia successo nel tuo caso) pensando si possa vendere energia per averci un ricavo.
                In termini più pratici: se una famiglia nel meridione ha consumi nella media (2.800 kWh annui) è sbagliato – per quella famiglia – installare un 2,00 kWp (che gliene produrrebbe 3.000, giusti giusti a coprire – pallottoliere alla mano – i sui consumi attuali).
                In realtà a essere molto teorico è proprio questo ragionamento “di precisione”, che non considera molteplici altri aspetti (lo scambio non copre il 100% della bolletta residua, quindi conviene sempre produrre kWh eccedenti; i consumi elettrici possono aumentare negli anni per svariati motivi; c’è una migliore copertura dei picchi di assorbimento etc.) che ho elencato nei post precedenti.
                In sostanza a quella stessa famiglia può bastare un 3,00 kWp che gliene produca 4.500 di kWh ma – guardando al futuro magari elettrificando alcuni consumi di gas – non disdegnerei mai un impianto da 4,5, anche perché con le detrazioni la differenza economica tra i due impianti è di un migliaio di euro. A casa mia ho ridotto la bolletta di partenza con 2.870 kWh (da portale Enel on line, ho la serie storica) da 970,00 € a circa 450,00 (ho ancora la fatturazione per taglie di consumo fisse); con il contributo in conto scambio ho incamerato 220,00 € (…e nemmeno controllo le eccedenze): in sostanza non ho pareggiato la bolletta, anche se non ci andrò molto lontano.
                A me tutto sommato sta bene così, ma so che con un impianto da 2,00 kWp non mi ci sarei proprio avvicinato all’obiettivo, mentre con un impianto fotovoltaico 4,5 kWp l’avrei centrato tranquillamente.

                Un saluto
                Nicola74

  6. Grazie per le tabelle col confronto dei costi di prelievo e di immissione in rete. Sto proprio confrontando il mio impianto e sono alquanto consufo…

    Consumo circa 7300kWh all’anno che pago a circa 0,22EUR/kWh visto che la somma di tutte le bollette è 1700EUR circa. 0,22 è anche riportato in bolletta come costo medio. Ho la tariffa D1 per le pompe di calore.

    Produco 5000kWh all’anno con un impianto fotovoltaico da 4.5kWh. Ne consumo esattamente la metà, ho controllato i valori sul CP e sul CS. Il GSE per il 2015 mi ha conteggiato 2600kWh immessi e mi ha fornito un contributo pari a 737EUR. Ho chiamato e hanno confermato la cosa.

    E’ mai possibile che 737/2600 fa 0,28EUR/kWh cioè mi pagano l’energia immessa PIU’ di quanto pago io quella prelevata???? Ho provato a scaricare il fatidico foglio excel e ho trovato la formula dove calcolano il contributo e dopo i vari MIN/MAX/AVG c’è una magica 22,4*2605/100 dove riconosco 2605 come l’energia immessa. Quindi il corrispettivo è 0,224 + una quota calcolata coi MIN/MAX/AVG? Dov’è l’errore? E’ possibile che mi comprano a un prezzo uguale o migliore?

    Stavo pensando di comprare una Tesla Powerwall per immagazzinare l’energia prodotta e non autoconsumata. Una Powerwall da 6kWh corrisponde magicamente proprio ai 2600kWh all’anno che immetto attualmente, se in maniera grossolana calcolo 6kWh*365gg = 2100kWh/anno.

    Ho fatto un altro calcolo, se risparmiassi davvero 2000kWh/anno grazie all’accumulo, il mio prelievo scenderebbe da 7300 a 5300kWh/anno. Di quanto scenderebbe la mia bolletta davvero? Perderei i 737EUR di contributo a fronte di un risparmio di circa 500EUR se faccio la proporzione 7300/5300 = 1.37 –> 1700EUR / 1.37 = 1200EUR.

    Allora risparmio 500EUR invece di risparmiare 737EUR e in più devo pagare la Powerwall e l’installazione?

    Alla fine quindi mi costerebbe di più!?!?!?

    Grazie!

    1. Ciao Andrea
      E’ passato qualche tempo, nessuno si è fatto vivo sul tuo quesito e non so se sei ancora interessato all’argomento che presenta comunque qualche aspetto interessante.

      Eventualmente fatti risentire specificando anche se il tuo impianto risale a qualcuno dei passati Conti Energia Incentivati (1°……5°) oppure all’attuale Sistema “SSP” entrato in vigore a partire dal 1/07/2013.

      Comunque, stando ai tuoi numeri, i tuoi conti mi sembrano esatti.

      Se installi l’Accumulo, e non cedi più nulla alla Rete, vai in “perdita” di
      -737(GSE)+500(risparmio Bollette) = -237€ ai quali devi aggiungere anche il costo di Gestione Conto del GSE che devi continuare a pagare (30€+IVA=36,6€).

      Il costo del Sistema di Accumulo, quale che sia, sarà a “fondo perso” ma le possibili piccole o grandi “rogne” correlate saranno sicure.

      1. Ma davvero credi che il GSE possa pagare l’energia immessa più di quella prelevata? Nei sogni forse…esattamente come la “sicurezza” che un sistema di accumulo possa comportare rogne.

        Certo, se compriamo la roba “low cost” cinese che sta invadendo immancabilmente il mercato, perché chi si fa abbindolare pensa che i sistemi siano tutti uguali e “tanto le batterie sono fatte tutte in cina”, concordo che qualche probabilità di “bidone” esiste…

    2. Salve Andrea, no, in linea di principio non può essere che lo scambio sul posto ti paghi l’energia immessa di più di quella prelevata. O il GSE non sa che tu oggi hai la tariffa agevolata D1, perché magari hai cambiato gestore e non hai aggiornato la tua posizione a portale, oppure c’è qualcosa che non torna sui tuoi calcoli. Se fosse così, aspettati prima o poi un ricalcolo e quindi un conguaglio con richiesta di rimborso.

      Detto questo sarà difficile che tu riesca ad estrarre 2100 kWh da Powerwall, perché tipicamente per questioni climatiche da novembre a febbraio potrebbe essere che il fotovoltaico non riesca a caricarla; Anche perché con il tuo fabbisogno (7300 + 2500 = 9800 kWh/anno) in inverno hai certamente tassi di autoconsumo molto alti.

      Ti contatto in privato per maggiori chiarimenti.

      Saluti

      Loris

      1. Buongiorno Loris,

        concordo ed è proprio questo il motivo per cui avevo scritto. Ho verificato ulteriormente col GSE e il contributo per l’immissione è legato esclusivamente ai volumi prelevati e immessi, non c’è alcun legame con la tariffa sul prelievo. In caso contrario, dove dovrei inserire il tipo di contratto che ho per il prelievo? nel portale non ho trovato nulla e non ho cambiato fornitore dopo l’attivazione della convenzione per lo SSP.

        Detto questo, ci sarà qualche errore nei miei conti ma non nelle quantità né negli importi delle bollette. Per ora. Se riceverò conguagli in futuro ricontrollerò il tutto.

        Grazie per i commenti sulla Powerwall nei mesi invernali, è esattamente il dubbio che avevo anche io. Ho deciso di non comprarla, aspetto un anno o due e vedo come va con lo scambio sul posto, di cui attualmente sono decisamente soddisfatto.

  7. Mi scuso per la mia domanda piuttosto vaga ma, vorrei scoprire in qualche modo.. a larghe linee, quanta energia riuscirei a produrre con una giornata di sole coprendo mezzo ettaro di terra con pannelli solari / fotovoltaici ? (il mio scopo è solamente vendere tale energia elettrica).
    Mi sto informando riguardante questo mercato.
    Grazie in anticipo.

    1. Salve Danilo, temo che lei sia in ritardo di 6/7 anni…oggi non credo si possa più installare pannelli su mezzo ettaro di terra, anche perché ho seri dubbi sulla convenienza economica dell’investimento.

      Aveva senso nel 2009, quando c’erano gli incentivi del conto energia, oggi non più.

  8. Attenzione: il Conto Energia ha cessato di applicarsi il 6 luglio 2013, ovvero decorsi 30 giorni solari dalla data di raggiungimento di un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi di 6,7 miliardi di euro, comunicata dall’AEEG con la deliberazione 250/2013/R/EFR.
    Per ulteriori informazioni leggi la news GSE del 1°luglio 2013.

  9. la tua spiegazione e ottima ma purtroppo non funziona ho un impianto da 5 anni e uno da 2,5anni i primi 2 anni funziona come dici tu ma dal 2014 al conguaglio mi trovo sempre meno 150 un altra volta meno 120 questo anno nemmeno gli antcipi considera che anche nel 2015 dai due im pianti ho immesso in rete 5000 kw

    1. Salve Gino, certo che funziona così, e funziona così per tutti, a parte un importante dettaglio che forse non ho ben spiegato nell’articolo: il prezzo di rimborso dipende moltissimo dal bilancio tra l’energia prelevata (comprata) e quella immessa (venduta, o per essere precisi, rimborsata).

      Questo bilancio deve essere quasi zero (prelievo=immissione) meglio se negativo (prelievo maggiore dell’immissione).

      Spesso importanti quantità di energia immessa vengono rimborsate poco, proprio perché sono molto superiori a ciò che viene prelevato.

      Perciò per capire qualcosa bisogna analizzare bene i dati che il GSE mette a disposizione.

      Infine mi sembra quasi impossibile che non siano stati pagati gli anticipi, prova a controllare i corrispettivi nella tua area riservata…

      Loris

  10. Ciao Nicola
    Avendo installato un impianto che produce molto di più del mio fabbisogno, potrei cedermi energia ad un mio secondo domicilio?

  11. Ciao,
    ho già da 5 anni un impianto fotovoltaico da Kw 2,58 con incentivo GSE da o,44 €
    Vorrei dare tutta la corrente in rete dato che è ben incentivata e applicare un altro impianto con accumulo. Sento che sono in progettazione batterie a costi più accessibili ; conviene attendere ?
    Oppure approfittarne con le detrazioni attuali ?

  12. Grazie per le spiegazioni.
    Sto sperimentando sulla mia pelle quanto hai detto, e anche le cifre o le percentuali di autoconsumo, alla fine coincidono. Vedremo se dal secondo anno in poi mi accrediteranno qualche cifra “sostaziosa”, perche al momento… siamo da socialcard!

    1. Salve Nicola, mi fa piacere, vedrai che poi tutto torna…proprio oggi ho analizzato un impianto di un mio cliente installato 4 anni fa…funziona tutto come un orologio, pagamenti e produzione. Con i loro ritmi ma arrivano…

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