COME ACCENDERE IL FORNO ELETTRICO, LE LUCI, IL FRIGORIFERO E LA TELEVISIONE CON SOLI 274 W SENZA CHIAMARSI HARRY POTTER

No, il giovane Harry non c’entra nulla…e in questo caso nemmeno le luci a led o gli elettrodomestici in classe A+++++++…(e meno che meno l’eclissi di sole dell’altro giorno o gli extraterrestri).

Ore 19:16, sabato 21 marzo 2015.

Il telefonino mi avvisa che mi è arrivato un messaggio (è qui sotto): un collega mi invita a dare un’occhiata a quanto sta succedendo da un cliente.

accumulo

Beh, anche se vi ho già rovinato la sorpresa, ho scattato uno screenshot del sistema di controllo e monitoraggio di quell’impianto, raggiungibile in internet, per condividerlo con voi.

misura_batterie

Ok, al primo sguardo non vi dice niente, capisco. Allora ve la traduco io:

  1. Alle 19:16 in quella casa stanno consumando 2537 W di corrente. Il forno? Le luci? Frighi, tv e qualche caricabatterie accesi? Può essere…
  2. Contemporaneamente stanno assorbendo dell’Enel 274 W, e dalle batterie del loro impianto fotovoltaico il resto, cioè 2263 W.
  3.  

    Fantastico!

     

  4. Fino a quel momento in tutta la giornata hanno assorbito solo 1,6 kWh di energia elettrica, che una famiglia normale consuma in 3-4 ore, se va bene.
  5. In pratica hanno speso la follia di 40 centesimi di euro (no, non sono ubriaco) per TUTTI i loro bisogni elettrici di quella giornata.
  6. Hanno immesso in rete 0,2 kWh di energia elettrica, praticamente niente.

Si chiama miscelazione, è uno degli aspetti più interessanti che differenzia un sistema di accumulo che vuole durare nel tempo da tutti gli altri.

Cioè la capacità di decidere quanto e come scaricare le batterie, senza stressarle.

Vedi, la questione si può ridurre ad un semplice calcolo matematico: se hai 5 kWh immagazzinati nelle tue batterie, li puoi scaricare in modo incontrollato, per esempio in una sola ora accendendo tutto l’accendibile in casa, oppure controllando la fase di scarica e mettendo un limite alla potenza in prelievo dal pacco batterie.

Il risultato è lo stesso: hai usufruito di 5 kWh gratis.

Peccato però che nel primo caso avrai compromesso almeno in parte la vita attesa delle batterie, e se lo farai continuamente le porterai in breve tempo al suicidio, buttando via un bel pò di soldi.

Vuoi una panoramica sui sistemi di accumulo fotovoltaico, anche se hai un impianto incentivato in Conto energia? Se non l’hai ancora fatto, dai un’occhiata QUI.

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A presto!

17 thoughts on “COME ACCENDERE IL FORNO ELETTRICO, LE LUCI, IL FRIGORIFERO E LA TELEVISIONE CON SOLI 274 W SENZA CHIAMARSI HARRY POTTER”

  1. Ho in costruzione la mia casa nuova, ben isolata e rivolta a sud.
    Sono indeciso sui sistemi energetici: vorrei eliminare il gas e avere indipendenza con serbatoi di accumulo termico con veicolati: termico solare, caldaia a legna, geotermico aria (a garanzia funzionamento costante sfruttando anche un lungo cunicolo interrato).
    A senso e se si come posso implementare il fotovoltaico?
    Dimenticavo, sotto casa ho una falegnameria collegata a contatore 10 kw 380 v.
    Il dubbio è: d’estate avrò energia in esubero e d’inverno mi mancherà?.

    1. Il fotovoltaico ha sempre senso dove c’è consumo di energia elettrica, ed è dimostrabile senza grossi problemi.

      L’unico vincolo è che bisogna dimensionarlo bene, e questo non lo sanno fare tutti, soprattutto chi lo vende a “taglie” come le magliette o i jeans.

      Ti consiglio la lettura del mio e-book, scaricabile qui ==> http://www.fotovoltaicotop.com/guida-al-fotovoltaico/

      Detto questo, il tuo dubbio è lecito: un impianto solare funziona con …il sole evidentemente, e quindi d’inverno potresti non avere l’energia che ti serve.

      Da un punto di vista economico però l’energia che cedi alla rete in eccesso ti viene pagata, e in parte andrà a compensare quella che compri d’inverno.

      Questo in estrema sintesi. Poi bisogna vedere caso per caso…

      A presto

      Loris

  2. Allora…premetto che sono un “delusissimo” possessore di impianto FV da 5Kw…a seguito di ampie garanzia e promesse (commerciali) sulla possibilità di vivere in una casa ad impatto (e relativi costi…) zero o quasi, ho costruito casa in bio-edilizia col solo impianto elettrico (e non a gas) che alimenta pdc e fornelli cucina ad induzione. La pdc produce acs, riscaldamento d’inverno e raffrescamento d’estate, in oltre ho la VMC per ricambio aria e deumidificazione. L’impianto FV è in funzione da giugno di quest’anno ed sin’ora ho riscontrato che riesco ad utilizzare dal 15 al 30% dell’energia prodotta, il resto in rete, senza sapere bene quanto mi verrà pagata, anche se penso all’incirca quanto la pago io al netto di imposte e spese fisse varie, cioè circa 7 cent/Kw. Di fatto però l’energia che acquisto da Enel la pago 30 cent/Kw lordi! Cmq, al momento, in circa 5 mesi ho prodotto circa 2600-2700 Kw ed immessi in rete il 70-75%. Da giugno ad oggi ho avuto bollette elettriche oscillanti tra i 105 ed i 120 € a bimestre. Lo scorso inverno invece, bollette di circa 300-400€ (senza impianto FV). Ora però, nonostante il FV e limpianto di riscaldamento in funzione solo di giorno, l’energia attinta dalla rete è pressappoco quella dell’inverno scorso!!! insomma, tirando le somme, la richiesta di energia avviene soprattutto quando non c’è il sole… teoricamente gli accumulatori sarebbero la soluzione, ma temo che siano l’ennesima soluzione inefficace, visti costi-efficienza-durata-smaltimento…

    1. Salve Joe, partiamo da un presupposto: un impianto fotovoltaico produce energia che senza un sistema di accumulo, viene veicolata in rete in caso di eccedenza. Mediamente (e possiedo statistiche affidabili dal 2007, visto che sono costruite sugli impianti che ho realizzato) in assenza di accumulo il tasso di autoconsumo ANNUALE oscilla tra il 30% e il 35%, ovviamente con punte al ribasso e al rialzo. Inoltre l’energia immessa in rete viene rimborsata con il meccanismo dello Scambio Sul Posto, che non ti paga l’energia 7 centesimi, perché rimborsa anche parte degli oneri di rete.

      Ti consiglio a questo riguardo di leggerti questo articolo ==> http://efficienzaerinnovabili.it/vendere-energia-gse/

      Quindi se il tuo impianto in un anno produce diciamo…6000 kWh (esposto a sud al nord Italia senza ombreggiamenti), bisogna capire quanto assorbe la tua casa. Ipotizzando tutto compreso circa 7000 kWh, ma anche qui sono solo ipotesi, perché non so come è fatta e soprattutto non conosco il tuo stile di vita, di fatto paghi solo i 1000 kWh di differenza, che puoi quantificare togliendo dalla somma delle bollette i proventi dello scambio sul posto.

      Per i miei clienti si parla di qualche centinaio di euro, comunque una frazione dei costi che sostenevano prima, considerando che scompare del tutto la bolletta del gas; e quindi sono soddisfatti, perché hanno esattamente quello che gli ho proposto.

      Ovviamente il vero problema è che il prezzo di rimborso del kWh in scambio è inferiore rispetto al costo del kWh in prelievo (non come dici tu ma è comunque più basso), e soprattutto che i rimborsi non seguono le bollette, quindi in genere devi anticipare qualcosa che poi in buona parte ti viene restituito ma più in là nel tempo.

      Per ovviare a questi “inconvenienti”, l’unica soluzione è proprio un sistema di accumulo.

      Come dico sempre, non sono i sistemi che non funzionano, il problema è come vengono venduti…

      1. ok Loris, ma il problema è che al momento non mi posso più permettere investimenti, soprattutto se dall’esito soggetto a troppe variabili e quindi incerto… l’unica cosa efficace ed a zero spesa che posso fare, è impostare le macchine maggiormente energivore, e quindi la pdc (oltre a lavatrice-lavastoviglie-VMC), in modo che funzioni SOLO di giorno, mentre di notte dovrò imporre il coprifuoco ai KW!!! grazie

  3. Miscelazione ?
    Mah, io la chiamo in altro modo .
    Banalmente si mette un limite di Ampère che le batterie possono erogare in base a quanto dichiarato dal costruttore delle batterie.
    Idem per quando si caricano, c’è un valore massimo di Ampere.

    Poi a mio avviso , un sistema di accumolo a batterie non ha nessun senso se si ha a disposizione la rete elettrica, molto più semplice cedere quello che non si consuma alla rete.

    Le batterie hanno senso SOLO se ci si vuole separare o non si dispone della rete.

    1. Le batterie hanno senso se ti vuoi tenere il 100 % (accumulo off-grid) o il 60/70% (accumulo on-grid) dell’energia che produci, con conseguente aumento della quota di indipendenza energetica VERA della tua casa. Immettere grandi quantitativi di energia in rete vuol dire essere dipendenti da un sistema, nella fattispecie lo Scambio sul Posto, che non dipende da te, e che genera ancora oggi molte perplessità tra gli utenti, vedi un po’ di commenti a questo articolo.

      Certo, la puoi chiamare come vuoi, ma non è solo una questione di limitazione degli ampere: è un sistema intelligente di gestione per aumentarne la durata delle batterie e garantire i risultati.

    2. Ciao Lucamax

      Ti ho letto, dopo molto tempo, su diversi argomenti sparsi nel Sito. In generale mi sembra di poter condividere parecchie tue “posizioni” che, sempre in generale, non sono condivise dal Moderatore del Sito Ing. Uccia . Mi sembra, da osservatore esterno, un confronto improduttivo in relazione a quanto può giovare,come apprendimento della materia, a chi ti legge.

      Potresti, per i “novizi”,esprimerti in modo più dettagliato (con esempi e numeri) anzichè con affermazioni di principio per cui ognuno resta arroccato sul suo cucuzzolo di montagna e chi legge non può capire nulla di utile che gli permetta di prendere una posizione sui vari argomenti

      Mi rendo anche conto che la battaglia con il tetragono ing.Uccia non ha speranza di vittoria, però almeno potresti fare “qualche palleggio in campo, tipo Maradona”.

      Qualora ti interessasse qualche riferimento sulla mia”linea di pensiero” potresti dare una occhiata a quanto già presente sulla Striscia “PANNELLI FOTOVOLTAICI” . Poi, se avrai voglia di impegnarti, fatti vivo !!!. Di argomenti da trattare “fuori dagli schemi” ce ne sono a volontà .

  4. Complimenti per il sito!!
    Ho un impianto da 4,4 kW acceso il 12-2008.
    In questi anni ha prodotto dai 5600 ai 6200kw.
    Le utenze sono quelle di due appartamenti. Inizialmente il consumo complessivo si aggir tra 4800/5000 kW.
    Nel 2014 ho comunque prelevato kW 3200, e immessi in rete kw4000, autoconsumo kW 1600.
    Con questi dati la produzione copre il consumo, è fattibile fare un accumulo? Economicante conviene?
    Grazie
    Cordiali saluti!!

    1. Grazie Leonardo! Noto che il tuo impianto fotovoltaico è sovradimensionato per i tuoi fabbisogni, visto che immetti 800 kWh in più di quelli che prelevi. Questi 800 kWh in più potrebbero esserti utili per fare qualcos’altro, tipo scaldare l’acqua sanitaria, integrare parzialmente il riscaldamento oppure caricare auto/moto elettriche/ibride. Detto questo, realizzare un accumulo è sempre fattibile, e la sua convenienza dipende da quanto paghi l’energia che acquisti ma soprattutto da quanto autonomo vuoi diventare. Il tuo impianto fotovoltaico, infatti, oggi ti permette di esserlo “solo” per circa il 33% rispetto al tuo fabbisogno reale (in altre parole 1/3 dell’energia elettrica che ti serve in un anno la prelevi direttamente dai pannelli che hai suo tetto).

      Loris

      1. Grazie Loris.
        Il costo dell energia che consumo si aggira attorno ai 0,25 centesimi al Kw. Poi bisogna tenere in considerazione che in emilia romagna da novembre a febbraio la produzione non copre il fabbisogno. E non so quanto costa realizzare un impianto come esposto nell’ articolo sopra. I primi anni consumavo sui 5500 Kw avevo vecchi elettrodomestici e illuminazioni esterne tradizionali che poi ho sostituito a led.
        Leonardo

    2. Ma a cosa ti serve l’accumulo ?
      A risparmiare pochi centesimi a KW ?

      A fronte di metterti in casa una rogna in termini di sicurezza (in caso di incendio) o di smaltimento a fine vita ?
      Sempre che non arrivino precocemente a fine vita le batterie….

  5. Ciao, voglio dfare i complimenti, ho trovato molto interessante i link,; mi sono piaciuti molto, spiegazioni dettagliate e molto chiare…, esaustive….. grazie.
    Io sono alla ricerca di un sistema di accumulo domestico che non comprometta il mio portafogli; ho un impianto fotovoltaico da 3Kwp con tariffa ad autoconsumo… e la cosa che più mi rode, è che non posso/ riesco sfruttarlo al meglio; ho guardato qua e la tra i siti, per capire indicativamente cosa possa costare un sistema di accumulo, ma ancora oggi mi sembra costino un patrimonio per la bolletta Enel che pago….. (35-40 Euro a bimeste….)
    Grazie

    1. Ciao Davide, innanzitutto grazie!
      Per rispondere alla tua domanda, ti posso dire che qualche migliaia di euro li devi tirare fuori, se vuoi un sistema di accumulo, non hai molte alternative. Vale la pena? Secondo me si a prescindere, per tutto quello che comporta essere “quasi” autonomi, e quindi diventa solo una questione di individuare il prodotto giusto. Se invece l’obiettivo è fare un’investimento, allora nel tuo caso abbiamo davvero pochi margini…

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