ECCO COME INSEGUIRE IL SOGNO DELL’INDIPENDENZA ENERGETICA (QUELLA VERA) POTREBBE RIVELARSI UNA COCENTE DELUSIONE

indipendenza energeticaDovete sapere che una delle cose che contraddistingue il commerciale medio italiano soprattutto nel nostro settore sono le verità dette a metà, le cose ovvie e sottintese, il “detto e non detto”.

Una di queste riguarda un argomento sempre molto allettante: come raggiungere l’indipendenza energetica nelle nostre case.

Ecco, proprio per non cadere nell’ambiguità del “..ma io intendevo che..“, è bene chiarire subito che parlare di indipendenza energetica significa una sola cosa: eliminare dalle case la fornitura di gas ed energia elettrica. In altre parole staccarsi dalla rete, sigillare i tubi del gas e tagliare i cavi della “luce” da casa nostra.

Bello e senz’altro affascinante…ma diciamocelo chiaro e tondo: è pura fantascienza.

Chi oggi afferma il contrario o vi dice che si può fare, e magari vuole venire a casa vostra per controllare se è fattibile anche per voi, vi sta prendendo in giro. È una tecnica commerciale vecchia come il mondo per racimolare i vostri dati e provare a vendervi qualcosa.

Chiarisco: il problema non sono “i poteri forti” o la legge vigente in materia.

È un problema TECNICO, al momento (forse mai) non superabile.

Perché se vogliamo mantenere il nostro attuale stile di vita, i sistemi costruttivi delle nostre case, le nostre latitudini e l’attuale tecnologia NON ci permettono di poter fare a meno della fornitura di energia da terzi; l’alternativa sarebbe ricorrere ad un meraviglioso ed ecologico… generatore di emergenza a gasolio!

Ma se per te e la tua famiglia non è un problema rimanere al freddo, al buio, senza acqua calda per periodi più o meno prolungati, razionando le risorse a disposizione allora si può fare tutto, intendiamoci; ma se non volete scendere a nessun compromesso, beh in questo caso parlare di indipendenza energetica è semplicemente una cosa che non esiste.

E non importa dove abiti e che tipo di casa possiedi…è e rimane una cosa che non esiste. Un bel messaggio di marketing, uno specchietto per le allodole.

COSA INVECE È POSSIBILE FARE NELLA REALTÀ

 
Visto che rendere la tua casa completamente indipendente e staccarti dalla rete è pura utopia, c’è un solo obiettivo al quale puoi tendere: spendere il meno possibile per mantenerla.

Ti dico, per esperienza diretta, fino a dove è possibile arrivare mantenendo il giusto rapporto costi/benefici e una ragionevole convenienza:

puoi abbattere fino al 70/75% dei tuoi consumi attuali.

È tanta roba? Credo proprio di sì!

Puoi fare meglio? Purtroppo no, almeno oggi e senza spendere inutilmente valanghe di denaro.

SICCOME LANCIARE IL SASSO E TIRARE INDIETRO LA MANO NON STA BENE, TI SPIEGO PERCHE’ NON E’ POSSIBILE ANDARE OLTRE.

 
Il motivo è quasi banale: l’unico modo che hai per auto-produrre in totale autonomia l’energia necessaria alla tua casa è solo attraverso un impianto fotovoltaico, che però d’inverno (e qualche volta anche d’estate) non è in grado di produrre sufficiente energia utile per mantenere il tuo comfort senza scendere a compromessi.

Traduco: fatti pure il fotovoltaico, ma se pensi che ti renderà indipendente sappi che in inverno il rischio di rimanere a piedi diventerà una certezza.

Altrimenti dovresti farlo talmente grande che non ha nessun senso logico, pratico né tantomeno economico; credo sia abbastanza intuitivo, senza dover scendere in ulteriori noiosi dettagli.

Infatti puoi arrivare a coprire anche da solo fino al 70/75% dei tuoi fabbisogni con uno studio accurato della tua situazione, senza necessariamente inseguire il canto delle sirene; QUESTO si può senz’altro fare.

ECCO LA RICETTA PER ABBATTERE FINO AL 75% IL COSTO DELL’ENERGIA CHE OGGI PAGHI AI TUOI FORNITORI

 
Bastano quattro ingredienti:

  Una pompa di calore elettrica

  Un impianto di riscaldamento a bassa/media temperatura (le pompe di calore non funzionano bene su tutti gli impianti)

  Un impianto fotovoltaico di adeguata potenza

  Elimini completamente la fornitura di gas della tua casa (per la cottura puoi usare un piano a induzione, oggi molto diffuso, pratico ed affidabile)

Certo, per realizzare un ottimo piatto non bastano gli ingredienti giusti, serve anche un cuoco che li sappia mettere insieme e cucinare nel modo migliore.

Altrimenti si può trasformare in una vera e propria delusione, se non si sa come fare.

Questo è il motivo per cui oggi solo pochi sono in grado di garantirti questi risultati, non certo chi ti offre i “preventivi gratuiti” dei siti on-line, non certo il piccolo artigiano di paese, non certo l’impresario “copia e incolla”…ed è il motivo per cui molte persone comprano case nuove in classe “A” pagandole a peso d’oro, ma poi si ritrovano a spendere come e quanto prima.

Le comprano convinte dall’impresario di turno e da qualche professionista che quello che conta sono i muri da 50 e un pezzo di carta con una bella “A” scritta in grande in alto a destra; la solita caldaia (o magari anche una pompa di calore, ma rigorosamente grande perché non si sa mai) e l’impianto fotovoltaico da 2 kWp minimo per legge.

PERCHÉ LA QUALITA’ DELL’INVOLUCRO E’ UN FATTORE NON STRETTAMENTE INDISPENSABILE

 
Anziché spiegartelo, preferisco farti toccare con mano i risultati ottenuti da un mio cliente che si è costruito casa due anni fa, e la sta vivendo da più di un anno.

Si tratta di una casa in legno ad alta efficienza energetica, di 200 mq climatizzati con pareti super isolate, infissi triplo vetro, tetto super isolato, pompa di calore, impianto radiante a pavimento, ventilazione meccanica…praticamente una casa in classe “A +infinito”, più o meno come gli è stata venduta e come lui si aspettava.

Bene, sapete quanta energia consuma all’anno questa casa iper-efficiente (normale famiglia come potrebbe essere la tua)?

8500 kWh, che con le attuali tariffe equivalgono ad una spesa di – tieniti forte – 1750 €.

Pensa, in realtà ne spende meno di 500, ma solamente grazie all’impianto fotovoltaico che ha sul tetto e grazie anche ai proventi dello Scambio Sul Posto che rimborsano la quota parte di energia prodotta dall’impianto stesso e ceduta alla rete.

Quindi la domanda che ti faccio è questa: ma secondo te, per raggiungere certi risultati è più una questione di involucro o di impianti?

Ti lascio con questa provocazione, ricordandoti di lasciare un commento qui sotto se l’articolo ti è piaciuto, e di lasciare i tuoi dati QUI se ti interessa capire come spendere il 70/75% in meno di quanto spendi adesso senza rinunciare al tuo comfort e senza perdere la rotta inseguendo qualche effimera chimera.

A presto!

6 thoughts on “ECCO COME INSEGUIRE IL SOGNO DELL’INDIPENDENZA ENERGETICA (QUELLA VERA) POTREBBE RIVELARSI UNA COCENTE DELUSIONE”

  1. nn capisco cesto quesito…… più che quesito mi pare un sondaggio su come gli italiani possessori di impianto fotovoltaico in che modo si rendano indipendenti dalla rete elettrica……… 🙄…..

    1. Forse non hai ben compreso il senso dell’articolo, che semplicemente dice tre cose: la prima è che è impossibile staccarsi completamente dalla rete (o meglio dalla fornitura di energia da terzi) per motivi fisiologici legati alla quantità di sole disponibile durante il periodo invernale; la seconda è che è certamente possibile abbattere la propria spesa energetica fino al 70/75%; la terza è che questo risultato dipende più dalla dotazione impiantistica della casa che dalle caratteristiche dell’involucro edilizio.

  2. Buonasera, ho sempre seguito i suoi articoli che reputo molto attenti e precisi però su un dato da lei indicato sono diffidente. Ha detto che un suo cliente spende appena €500 all’anno per una casa in legno di 200mq, con pompa di calore, riscaldamento a pavimento, ventilazione meccanica, isolamento e impianto fotovoltaico, una casa in CLASSE A+. Mi sembra strano che consumi così poco visto che in inverno il fotovoltaico non produca poi così tanto e l’utilizzo della pompa per scaldare casa è intenso. anch’io ho una casa in classe A+ non in legno ma con 15cm di cappotto, pompa di calore, triplo vetro, ventilazione mecanica, riscaldamento a pavimento e 6kw di fotovoltaico ma non spendo di sicuro €500 ma almeno il doppio se non un pò di più, che mi va sempre bene. Suppongo che il suo cliente abbia un contratto di fornitura almeno da 6kw di potenza come residente con pompa di calore (con tariffa TD dedicata) e i costi fissi sono circa i seguenti:
    QUOTA FISSA materia energia= €3,58 mensili X 12= € 42,96
    QUOTA FISSA trasporto energia e contatore €1,61 mensili X12= €19,32
    QUOTA POTENZA trasporto energia e contatore mensili € 1,77 X ogni KW di potenza, se sono 6 kw di contatore sarebbero (€1,77X 6kw)x 12 mesi= €10,62×12= €127,44
    Facendo la somma,a prescindere dai consumi, solo di costi fissi in un anno sarebbero (sempre che il suo cliente abbia un contatore da 6kw di potenza):
    42,96 + 19,32 + 127,44= 189,72 all’anno vale a dire che il suo cliente consumerà poco più di €300 all’anno. Dubito fortemente che questi siano i reali costi delle spese elettriche della succitata casa.
    Grazie per la risposta che darà.
    Cordialmente
    Leonardo

    1. Salve Leonardo, il motivo dell’apparente discordanza dipende dal fatto che sono stato io poco preciso, infatti ho provveduto a modificare l’articolo in tal senso. Il punto è che i 500 euro considerano anche i proventi dello Scambio sul Posto, cioè il rimborso dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e immessa in rete. Non l’avevo puntualizzato, ma si tratta di una partita economica doverosa, visto che concorre al bilancio economico della casa esattamente come le altre.

  3. Buonasera, sicuramente l’indipendenza energetica al momento é impossibile anche perché per legge il contatore Enel è obbligatorio. Per quanto riguarda il caso del suo amico nasce una domanda? Questa abitazione è stata progettata e realizzata secondo un protocollo di qualità es. Casaclima, passivhaus ecc che possa certificarne un consumo? Trovo riduttivo affermare che l’involucro edilizio non concorra al fabbisogno dell’edificio, in quanto l’edificio è un sistema che nasce dall’integrazione di involucro e impianti che devono essere progettati in sinergia in funzione di posizione geografica e dell’uso che ne farà un utente. Ogni edificio è un prototipo e come tale si comporta e viene utilizzato in modo diverso da tutti gli altri.

    1. Buonasera, soprassedendo sul fatto che per legge il contatore sia obbligatorio (o meglio la fornitura da terzi per essere più precisi) cosa che ha più il sapore di leggenda metropolitana, dato che chiunque può mettersi nelle condizioni di interrompere i contratti di energia dai propri fornitori in qualsiasi momento, non ho mai scritto che l’involucro non concorre al fabbisogno dell’edificio.

      Dico solo che oggi molti pensano che una casa con un involucro ad alta efficienza fine a se stesso (generalizzo per far passare il concetto) significhi bollette molto basse a prescindere, il che non è sempre vero, perché la spesa effettiva dipende, ad esempio, anche dalla grandezza dell’edificio (sto ovviamente parlando di ciò che oggi si trova sul mercato immobiliare, non di edifici particolari o di casi studio).

      E’ molto più impattante l’impostazione impiantistica, tant’è vero che è possibile abbattere significativamente la spesa energetica con un certo tipo di impianti anche su abitazioni superate, pur non intervenendo in modo massiccio sull’involucro.

      Lo so che questa mia posizione è “politicamente scorretta”; il punto è che i numeri affermano questo in modo quasi implacabile.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *