CONFESSIONI SEGRETE DI UN CLIENTE INVIPERITO (E COME EVITARE DI COMMETTERE GLI STESSI ERRORI)

testimonianza fotovoltaicoLa mail è arrivata qualche tempo fa, e ve la condivido subito.

Tanto lo so che non mi credete quando vi dico che nel fotovoltaico qualcuno ha fatto terra bruciata, che ci sta un sacco di gente con la scorta di vaselina in casa…non mi credete perché purtroppo, anche se é bruttissimo da dire, é più facile mettergliela in quel posto che in testa.

E adesso se volete potete anche fare gli offesi, e decidere di passare il vostro tempo a fare dell’altro, é un problema solo vostro (e indirettamente mi dareste pure ragione); ma se invece avete un po’ di sale in zucca, fareste bene ad ascoltare quello che ho da dirvi.

Anzi, quello che ha da dirvi Andrea, che mi scritto questa mail, che vi riporto integralmente cancellando solo i nomi.

A dirla tutta li vorrei anche lasciare, perché é giusto che chi sodomizza la gente sia esposto alla pubblica gogna…ma poi mi beccherei denunce e querele, e siccome purtroppo questo è uno stato che non tutela affatto le persone per bene, evito accuratamente.

Intanto beccatevi ‘sta mail:

Buongiorno a tutti,

Con la presente sono a chiedere a che punto siamo con gli arretrati che mi deve l’Enel come scambio sul posto, visto che lei in maniera molto esaustiva devo dire, con sua mail di novembre dello scorso anno, mi ha spiegato che in pratica siamo indietro di 3 anni (solo acconti) di pagamenti di scambio sul posto…

Devo dire in tutta onestà (non per colpa vostra ovviamente) che sono veramente molto deluso da questa tecnica del INCULARELLO tutta italiana…………..mi spiego……..

1) passa l’agente che ti vende il prodotto promettendoti soldi a palate (per lui però) e non nascondo la voglia che avrei di incontrare il sig. B. F. per spiegargli alcune cose……….

2) passa la ditta, fa il lavoro, prende i soldi dalla banca…..tutti…..e poi cosa fà……………..fallisce e lascia nella merda i clienti

3) nel frattempo l’Enel continua a mandare le bollette ……….vuole i suoi soldi, ma non ti da quello che ti spetta di diritto

4) il GSE dal canto suo cambia le regole a suo piacimento….ti da che soldi vuole e quando vuole………..nel frattempo noi poveri cittadini continuiamo a pagare regolarmente le rate del muto alla banca.

5) poi passa un altro agente (B. D.) mi racconta tante belle cose della pulizia del controllo di produzione energia che i pannelli rendono meno perché ci vuole un intervento specialistico e così la produzione aumenterà…………..BALLE perché non è assolutamente vero…..anzi i pannelli non hanno mai superato i 2800 W neanche con le giornate più splendide (tengo a precisare che la punta di produzione….ed è ancora evidente…è di 3334 W….direi distante da quanto promessomi)…..ed era la stessa produzione che c’era prima del passaggio del azienda specializzata…….lascio a voi le conclusioni….

Obiettivamente le uniche persone con le quali ho avuto delle risposte esaustive (ma non ho ancora visto ritorno economico….e ripeto non x colpa vostra), sono quelle a cui sto scrivendo.

Scusandomi per lo sfogo sono gentilmente a chiedervi se mi potete aggiornare sulla mia situazione.

Augurandovi buon lavoro porgo i miei più cordiali saluti.

Andrea De Gasperi

Se non ti é chiaro, Andrea ha acquistato qualche anno fa un impianto da un’azienda affiliata alla più famosa Big Company nostrana dell’energia, che nonostante aver venduto migliaia di impianti tutti con la stessa identica tecnica descritta magistralmente nella mail, ha chiuso la serranda salutando tutti con la manina, ciao ciao…

Beh ovvio… se per vendere una cosa racconti una montagna di cazzate alla gente, quando il palco casca (e hai fatto un pacco di soldi), chiudi i battenti non prima di aver messo in cascina il bottino, no?

Posto che siamo in Italia, tutto ciò è successo per via un mix di fattori:

  1. Il fotovoltaico è un prodotto troppo tecnico, che le persone comuni come te non conoscono bene (no, navigare tra i forum su internet un po’ ti aiuta ma non fa di te un esperto);
  2. Si presta benissimo ad essere venduto raccontando supercazzole;
  3. Ha avuto la sua massima espansione in un periodo di crisi generale, cosa che ha drenato nel settore orde di venditori improvvisati provenienti da altri settori che non ci azzeccano nulla, molti dei quali aggressivi e con pochi scrupoli.

DI FATTO, SE SEI UNO CHE DI NORMA VENDE ROBA SENZA UN MINIMO DI ETICA PROFESSIONALE, IL FOTOVOLTAICO E’ IL TUO SETTORE.

 
Eh sì, perché l’unico modo che ha questa gente di vendere qualcosa che costa molte migliaia di euro “in prima battuta”, cioè la prima volta che ti guarda in faccia, è quello di raccontare balle; e più grandi sono (e più ti fanno comodo), maggiore sarà la possibilità di metterti all’angolo e abusare di te.

Devi fare attenzione, perché questi parassiti non sono estinti, sono ancora tra noi, e sono pronti a colpirti quando meno te lo aspetti. Perché é fallita la mandante, non loro…

Ok, ok, non occorre che cerchi su google dove reperire un paio di mutande di ferro, se vuoi efficientare la tua casa con le rinnovabili…in realtà questi personaggi lavorano con una strategia ben precisa, sempre la stessa anche se più raffinata di una volta, che ti spiego tra due secondi.

Oggi per esempio, si stanno concentrando nel vendere sistemi di accumulo per chi possiede già un impianto fotovoltaico, ma la tecnica si presta bene anche se devono venderti pompe di calore (se magari la tua caldaia é vecchia e brutta) o addirittura le “mitiche” caldaie a dissociazione ionica, che sono sostanzialmente una mezza fregatura (non lo dico io, lo dice uno più titolato di me QUI) ma che nessuno conosce, fanno figo, e quindi si prestano meravigliosamente a tirare sóle.

Vediamo nel dettaglio come fanno:

  1. Ti chiama un call center che serve a preparare il terreno. Oggi però sono più furbi e subdoli: anziché presentarsi per venderti direttamente i loro prodotti e rischiare così di prendersi la cornetta in faccia e qualche bel vaffa…, si presentano come tecnici della solita grande azienda (suvvia dai, la conosciamo tutti), e ti dicono che devono fare un controllo “obbligatorio” al tuo impianto ! Capito i furbacchioni? Puoi dire di no? Certo, se sai come funziona…
  2. VARIANTE: ti chiamano sempre con la scusa dei controlli, ma questa volta offrendoti anche un bel bonus di 500 € (raccontando le menzogne più bizzarre, dal contributo europeo al quello del ministero dello sviluppo economico) se decidi di comprare qualcosa da loro;
  3. Se accetti si presentano puntando sulla “credibilità” del marchio, si portano dietro un tecnico per fare palco, e ti dicono qua e la che fanno volontariato a tempo perso perché gli piace aiutare gli altri. Sono tutte tecniche che servono per abbassare le tue difese e renderti più predisposto ad accettare il successivo tsunami di cazzate che ti investirà due minuti dopo;
  4. Con i dati che hanno ricavato dalle tue bollette e dai contatori, riempiono un foglio di calcoli assolutamente scorretti e fuorvianti (tu non lo sai perché non sei un esperto), e cominciano a raccontarti così tante favole, che i fratelli Grimm a confronto solo dei dilettanti;

    Le più grosse che ultimamente ho sentito sparare in merito ai sistemi di accumulo sono queste:

    Domanda: “ma quanto risparmierò nella bolletta?”
    Risposta: “con i nostri sistemi di accumulo pagherete in bolletta solo le spese fisse, dato che non consumerete più nulla!!”;
    Domanda: “ma in inverno le batterie si caricano lo stesso?”
    Risposta: “ma certo, la vostra casa assorbirà sempre e solo dalle batterie, anche d’inverno!!”
    “con 30 euro al mese non pagherete più la bolletta!!”

    Eccerto, come no…

  5. Una volta che spergiurano sulle loro buone intenzioni, senza mai farti vedere un caso reale o una testimonianza (vera e non fasulla), ti piazzano sotto il naso un contratto di vendita che devi firmare in quel momento;
  6. Siccome tu non vuoi essere l’unico pirla da non prendere al volo la fantastica occasione che ti stanno propinando (Bollette zero tutto l’anno..!), ti fanno firmare un bel finanziamento che loro incassano subito;
  7. Il sistema che ti installano (se ti va bene) ovviamente non funzionerà come ti hanno promesso, e tu comincerai ad incazzarti come una pantera (vedi Andrea), visto che nel frattempo hai le rate da pagare, e la banca batte cassa;
  8. Quando ne avranno abbastanza di ricorsi e lamentele (sono cose lunghette, in genere ci vuole un annetto), con il bottino in Svizzera salutano tutti e ciao ciao, pronti ad aprire di nuovo per bidonare la gente con nuove e mirabolanti imprese.

Tu pensi che io stia scherzando? Pensi che stia esagerando nel dirti queste cose?

Purtroppo per te, no. Ricevo quasi quotidianamente telefonate dai miei clienti che mi dicono queste cose, chiedendomi di cosa si tratta e un consiglio su cosa fare.

ORA NON HAI PIU’ SCUSE.

 
Sei fregato caro mio, adesso che ti ho svelato i trucchi e sai come funziona hai una responsabilità in più, non puoi più farti infinocchiare impunemente.

In cambio ti chiedo solo due cose:

  1. Condividi e divulga il più possibile questo post;
  2. Se conosci qualcuno che ha subìto l’esperienza di Andrea o una simile, fammelo sapere scrivendo un commento o lasciando la sua testimonianza.

Ovviamente lascia pure una tua opinione qui sotto, se ti va.

Alla prossima!

21 thoughts on “CONFESSIONI SEGRETE DI UN CLIENTE INVIPERITO (E COME EVITARE DI COMMETTERE GLI STESSI ERRORI)”

  1. Buona sera a tutti .
    Vedo gente molto preparata in questo forum e io non ho che pochissime informazioni in materia.
    Volevo chiedervi un consiglio.
    Ho 2 villette distanti 50 mt l’una dall’altra nello stesso giardino.
    Nella 1° ho 2 appartamenti e 1 solo contatore da 3 kw
    In uno dei 2 appartamenti ci abito io tutto l’anno con i miei 2 figli e l’altro lo affitto d’estate.
    Ho stufa a pellet idro e pannelli solari che mi forniscono acqua calda quasi tutto l’anno. Non ho
    climatizzatori .
    Il consumo annuale è di 2050 kw con 300 kw di media e un picco ovviamente in estate.

    Nella 2° ho 3 appartamentini da 45/50m2 con climatizzatori in totale 3+3+2 split con 3 motori e 1 piscina con motore da 0,75 kw. questa seconda casa ha un contatore unico da 6 kw e la uso come casa vacanze per cui l’utilizzo prevalente è durante i mesi che vanno da aprile a ottobre.
    Non ho mai avuto problemi con la corrente segno che l’utilizzo di lampadine a led e a basso consumo e elettrodomestici di classe a o superiore hanno contribuito e che l’utilizzo dei climatizzatori non sempreviene usato.
    Il consumo annuale è di 2150 kw ma per lo più nei mesi da giugno a settembre .
    30-70-480-1160-360 sono i kw bimestrali da gennaio a ottobre .

    Vorrei suggerimenti sul da farsi.
    Come dimensionereste 2 impianti FV con accumulo e senza scambio sul posto considerando che i tetti sono a 2 falde liberi ma orientati est/ovest.
    Aggiungo una variante per rendere più stimolante il suggerimento.
    Considerando che la piscina è vicina a casa mia potrei anche sganciarla dalla seconda villetta ed agganciarla al mio contatore da 3k e sovradimensionare l’impianto FV di casa mia.

    Mille grazie e buona serata

    1. Ciao Gigi
      L’ing. Uccia potrà risponderti facilmente. Io, immodestamente, anche !
      NON FARE NULLA DI NULLA dato che in entrambi i casi delle due Villette i consumi sono bassissimi (mediamente 2100kWh/anno ciascuna). Tra l’altro la “Villetta Vacanze” si paga i consumi perchè è frequentata; senza frequentazione calerebbero i consumi e senza consumi chi ti ripagherebbe il costo del suo FV ?.
      Se invece si tratta di voler conferire alle due costruzioni un TONO ECOLOGISTA allora tutte le considerazioni Tecniche ed Economiche sono superflue.

  2. Per sfruttare gli spazi limitati dei tetti di condomini, la resa max su ottiene con pannelli SUN POWER da 200 Wp/mq. Un pannello misura 1.046×1.559 mm per una potenza unitaria di 333 Wp. Quindi 9 pannelli per fare 3 kW di picco. Spazio occupato 15 mq.
    Per massimizzare l’energia prodotta (da non confondere con la potenza installata che è un’altra cosa) serve un sistema inverter SOLAR EDGE che sul mercato è quello che massimizza la producibilità (quasi “dopando” i pannelli).
    Sia un prodotto che l’altro, sono il top di gamma e costano assai cari, ma per chi ha poco spazio, ne vale la pena.
    La producibilità attesa al nord italia dovrebbe superare 3600 kWh/ annui (a spanne, diciamo 1200 invernali e 2400 estivi.
    Ciao, Giuseppe.

    1. Alcune precisazioni: per scelta di campo preferirei non avere post di alcun tipo con marche di materiali. In questo caso lascio passare perché magari non tutti conoscono prodotti ad altissima efficienza come quello da te citato, che oggi si spinge fino a 360 Wp.

      Discorso diverso per il produttore di inverter che citi. Solaredge non “dopa” i pannelli, semplicemente adotta dei dispositivi (da fissare dietro ad ogni modulo) che dividono e raccolgono la produzione di ogni pannello singolarmente. Al di là di altri vantaggi che non sto qui a spiegare, a dispetto di quello che si può leggere sul sito benefici significativi sulla produzione si osservano solo in caso di ombreggiamenti parziali del campo fotovoltaico.

      Loris

  3. Sarebbe interessante avere una possibilità (che esiste ma non viene resa fruibile) di conoscere i propri consumi minuto per minuto su un file consultabile e gestibile, questo al fine di permettere una migliore gestione del proprio contratto energetico sul quale gli sprechi sono notevoli.

    Domani potremmo avere a disposizione tante forme di energia, potremmo ad esempio utilizzare la corrente della vettura elettrica per dar corrente alla casa in campagna non servita dalla rete in attesa di attivare un generatore che ripristinerà il consumato.

  4. Facciamo un discorso tecnico terra-terra.
    Un impianto FV di qualsiasi potenza e di qualsiasi marca produce in un anno circa 1 kWh (di energia) per ogni kWp (di potenza installata).
    Al max, i migliori in ottime condizioni di esposizione, possono arrivare a produrre un 20% in più.
    Se consideriamo il valore (fasullo) dei consumi medi indicato in tutti i contratti sia di ENEL che di altri, diciamo che consumando in realtà poco,in un anno si pagano in bolletta 2700 kWh. Verificate le vostre ultime 6 bollette e vedrete che avete consumato di più.
    Da qui deriva l’inganno. Uno pensa che con 3 kWp copre abbondantemente quei consumi. Non è così. 1000 kWh prodotti in un anno (per ogni kWp installato) sono una media che in giorni coperti e d’inverno crolla. Il fattore ESH (ore di sole equivalenti in un giorno come se andasse alla max potenza) al nord è 1,5 d’inverno e 3 d’estate (parliamo sempre di medie).
    Al sud si possono riscontrare valori quasi doppi. Ma la produzione può essere inferiore alle attese anche per l’orientamento dei pannelli che non in tutti gli impianti può essere ottimale. Se prendiamo a base di calcolo 1000 kWh/kWp non dovremmo avere troppe sorprese. Il dato è preso da impianti reali funzionanti. Diciamo che se uno che abita al centro-nord vuole coprire tutto il proprio consumo, deve installare 6 kWp. In estate avrà delle eccedenze, in inverno dovrà assorbire ugualmente da ENEL perchè la produzione non copre il consumo giornaliero. Al sud si può ridurre la potenza, ma non arrivare a dimezzarla.

    1. Salve Giuliano, anche se la tua analisi è per certi aspetti corretta, porta ad una conclusione sbagliata.

      Io abito al nord. Qui i 1000 kWh/kWp li fai in un tetto esposto a est o a ovest. Con esposizione già sud-est / sud-ovest rilevo valori molto vicini ai 1200 kWh/kWp, in molti casi anche superiori, anche dopo anni di funzionamento. Sono dati reali, presi direttamente dai sistemi di monitoraggio dei miei clienti, non parlo mai per teorie.

      Questo significa che un impianto da 6 kWp genera in un anno una produzione di almeno 6600 – 7000 kWh, che per una famiglia media sono una montagna di roba (i consumi che vedo quotidianamente quando leggo le bollette si attestano in media tra i 3000 e i 4500 kWh, con le dovute eccezioni). Non parliamo nemmeno di ciò che succede al sud, lo dici tu stesso.

      Installare un impianto da 6 kWp quando te ne serve realmente uno da 4, vuol dire buttare soldi, perché le eccedenze (cioè l’eccesso di produzione misurata in un anno rispetto ai fabbisogni) vengono pagate pochissimo, come ho già scritto in qualche altro post; infatti il “sistema” è fatto per premiare solo chi installa impianti per i propri consumi, e penalizzare chi immette in rete energia in eccesso.

      Quindi non ha senso dimensionare gli impianti per coprire solo il fabbisogno invernale, perché altrimenti d’estate l’eccesso di energia prodotta sarebbe abnorme. Alle nostre latitudini è più conveniente installare pannelli in grado di coprire il fabbisogno annuale medio.

      Ecco perché la scelta di un impianto deve essere calata SEMPRE nel singolo contesto, cosa che di certo i “furbetti del quartierino” di cui parlo nel mio articolo non sono in grado di fare (e secondo me nemmeno gli interessa).

      A presto.

      Loris

      1. Buona giornata Ing. Uccia
        Questo mio intervento potrà sembrarle strano perchè, nei miei precedenti interventi, io mi sono collocato sempre fuori dai binari del suo “pensiero guida”.
        Veramente non ho mai capito perchè, lei, non condivideva le mie opinioni di critico spassionato e fuori dai comuni schemi mentali di massa. Forse i suoi “occhiali da lettura interpretativa” le restituivano una visione deformata delle mie opinioni.
        Nel corso del tempo, seguendo altre sue considerazioni che apparivano via via a commento di fatti e opinioni di vari frequentatori del Sito, ho constatato che poi, in fondo e in altri contesti, lei diceva le stesse cose che avevo già dette io.
        A scanso di equivoci io non mi riferisco agli aspetti tecnici nei quali lei è sicuramente “ferratissimo” e ha sempre passato il mio “vaglio” a pieni voti (ammesso che io possa dare voti a qualcuno). Per dirla tutta, se fosse nelle mie possibiltà, consiglierei a chiunque incontrassi di farsi consigliare/realizzare un Impianto da lei.

        Dunque, per non andare oltre, Sono per un 110 e Lode per l’articolo/tesi di questa Nuova Striscia che fa “mosaico” con tanti altri di precedente pubblicazione sull’argomento ” Venditori disonesti di impianti FV, massacratori di tetti e di portafogli”.

        Per quanto riguarda l’Intervento di Bellanova G. sono del tutto concorde con le argomentazioni che lei gli ha contrapposte.
        Vorrei aggiungere anche che qualsiasi considerazione sulla Gestione Economica di un Impianto FV è strettamente legata a tutti gli aspetti dello Scambio sul Posto (SSP) rapportati al Costo di Investimento richiesto dall’Impianto e, soprattutto, al consumo annuale richiesto/previsto dell’Utenza.

        Comunque la (mia) Regola di SIcurezza Finanziaria Minima è : NON MONTARE MAI UN IMPIANTO LA CUI PRODUTTIVITA’ ANNUA SIA SUPRIORE AI CONSUMI TOTALI DELLA UTENZA. AL MASSIMO AVERE UN ESUBERO DI FV DEL 10%.

    2. Salve Sig. Bellanova e Ing. Uccia

      Faccio seguito all’intervento Sig.Bellanova (11 luglio ore 6:24) e successivo immediato commento Ing. Uccia (11 luglio ore 8:40).

      Con riferimento a quanto suggerito dal Sig. Bellanova, sulla POTENZIALITA’ da prevedersi per un Sistema FV in rapporto alle necessità di Utenza, mi pare di dover dire, con qualche numero ben ordinato e chiaro, che sarebbe estremamente pericoloso farsi dimensionare un impianto secondo i concetti del Sig. Bellanova. I Venditori & Installatori sottoscriverebbero subito con entusiasmo……

      FACCIAMO UN ESEMPIO “TERRA TERRA” CON I NUMERI PER UN IMPIANTO.
      ———————————————-
      BILANCIO ENERGETICO ANNUALE DELL’IMPIANTO

      Consumo prefigurato Utenza : 3800 kWh/a
      Impianto FV consigliato : 3,0 kWp.
      Produttività Impianto (al Nord) : (3 * 1200) = 3600 kWh/a
      Autoconsumo (1/3 FV) : (3600 / 3) = 1200 kWh/a
      Immissione in Rete (2/3 FV) : (3600 / 3 * 2) = 2400 kWh/a
      Prelievo da Rete : (3800 – 1200) = 2600 kWh/a
      Esubero lasciato alla Rete : NULLA (il prelievo supera l’immissione)
      Scambio con Rete (SSP) : 2400 kWh/a (uguale al totale immissione)
      ———————————————–
      BILANCIO ECONOMICO ANNUALE DI GESTIONE IMPIANTO

      Costo medio dell’Energia in Bolletta 0,23 €/kWh
      Risparmio da Autoconsumo : (1200 * 0,23) = 276 €/a
      Ritorno da GSE (SSP) : (2400 * 0,175) = 420 €/a
      Totale Ritorni GSE + Autoconsumo : (420 + 276) = 696 €/a
      ———————————————–
      SPESA RESIDUA ANNUALE PER BOLLETTE ENEL

      Spesa Bollette residua con il FV : (2600 * 0,23) = 598 €/a
      Spesa Bollette precedente al FV : (3800 * 0,23) = 874 €/a
      Risparmio in Bolletta : (874 – 598) = 276 €/a
      ———————————————–

      GESTIONE PLURIENNALE DI AMMORTAMENTO IMPIANTO

      Costo di installazione Impianto (da ammortare) : (3,0 * 2400) = 7200 €
      Rientro annuale (10 anni) da IRPEF : (0,5 * 7200 / 10) = 360 €/a
      Rientro annuale da gestione impianto : = 696 €/a
      Ritorno annuale totale : (360 + 696) = 1056 €/a
      Tempo di ammortamento impianto : (7200 / 1056) = 6,8 anni
      ———————————————–

      Domanda per il Sig. Bellanova : Quale sarebbe la situazione se l’Impianto fosse da 6 kWp. E con il presumibile costo di 6,0 * 2200 = 13200 € consumando sempre la Casa 3800 kWh/a ??

      Domanda (retorica) per Ing. Uccia : Dove ho sbagliato ? Ovviamente, per semplificare, non ho tenuto in conto di dover sostenere qualche spesa di “mantenimento Impianto”. Il Conto di Previsione Spese va fatto a parte e, ovviamente, i tempi di ammortamento si allungano…).

      1. È tutto giusto, funziona esattamente così.

        Se proprio vogliamo fare i pignoli, nel calcolo della spesa residua in bolletta i 2600 kWh non costeranno ancora 0,23 €, ma meno, perché consumando meno, si preleva su scaglioni più bassi. Invece di 0,23 si può parlare di 0,21, forse anche meno, rendendo il calcolo leggermente più conveniente.

        Questo almeno finché il meccanismo degli scaglioni tariffari rimarrà così com’è…

      2. Carissimo gipi, ho già “fatto ammenda” del mio commento un po’ sbilanciato. Concordo su tutto, Probabilmente il mio giudizio è basato sui miei consumi che vanno ben oltre i canonici 2700 kWh presi a base da tutti i gestori per vendere a caro prezzo i kWh eccedenti quella soglia con un metodo di tariffazione che trovo assurdo e penalizzante per l’utenza. La mia è una situazione transitoria dovuta al riscaldamento elettrico indotto dalle traversie del mio condominio che ha dismesso la centrale termica obbligando di fatto ad installare un riscaldamento autonomo che sto oggi valutando. Se dovessi optare per una pompa di calore ben dimensionata, sarei al limite di convenienza per una tariffa D1 o poco sopra. E purtroppo, in un condominio, il FV non lo posso installare. Sono comunque ben lontano dai 3800 kWh/anno che giustificano una taglia di impianto minore di quella da me ipotizzata. Il tallone d’Achille di questi sistemi rimane comunque la produzione scarsa invernale e l’eccedenza di produzione estiva che obbliga a passare per le forche caudine della tariffazione del gestore che costa caro in inverno e paga in modo iniquo l’eccedenza estiva conferita. Sarebbe utile aumentare l’autoconsumo estivo, ad esempio con la ricarica di un’auto elettrica.

        1. Ciao Giuseppe Bellanova ( un Ciao contro un Carissimo)

          Vedo solo in questo preciso momento le tue precisazioni (ammenda & altro).
          Vedo anche che, come mi capita spesso (praticamente sempre) di scoprire, andando avanti nei discorsi scritti, appaiono realtà inimmaginabili che stanno dietro a certe posizioni di principio altrimenti inspiegabili.
          Il tuo “Problema di Condominio” che ti affligge, comunque, non lo puoi risolvere convenientemente per “mancanza di tetto”.
          Per il riscaldamento”autonomo” che stai valutando io ti consiglierei una bella caldaia a gas e l’installazione di valvole termostatiche su ogni termosifone. Il Sistema funziona benissimo. Io, seppur controvoglia, ho dovuto adottare questa soluzione (ora sono 3 inverni di gestione) e tutto è al meglio molto oltre alle mie caute e scettiche previsioni.
          Ovviamente non in tutti i casi lo “stacco” dal Condominio è possibile o facilmente realizzabile.
          La norma è che il Condominio non riesce mai a trovare un minimo accordo su nulla.
          Dato che tu parli di “Soluzione Tampone” prefigurando l’adozione di “soluzioni elettriche” la tua problematica risulta sicuramente di difficile soluzione dal punto di vista della convenienza economica.

          In Italia non è stato mai previsto (anzi è stato scartato da subito) di soddisfare “programmaticamente” le necessità energetiche abitative con l’Energia Elettrica. Il tutto risale agli anni ’60/’70 quando si decise per il “NON NUCLEARE”. Per esempio la Francia fece la scelta opposta con TANTO NUCLEARE e tanta ENERGIA ELETTRICA per tutti gli usi possibili al posto dei Combustibili Fossili. Oggi noi non costruiamo più Centrali Elettriche soprattutto perchè è più pratico (senza rogne) acquistare quello che ci manca dai Francesi, Svizzeri,Sloveni).

          Tuttavia, tenendo presente che il FV e la sua Normativa (GSE & SSP) è….. quella che è, e che tu non hai un tetto a disposizione non vedo il tuo motivo di interesse pratico per un FV.
          Poi tra appassionati del FV si può senz’altro disquisire di tutto…..

          Volendo io fare una riflessione “filosofica”direi che tu, come tanti altri, subisci i DANNI COLLATERALI della nostra Società Civile e Statale allo Sbando.
          Condomini che non pagano il riscaldamento (sono senza soldi, dicono loro), che non hanno soldi per fare fronte alla necessaria manutenzione ordinaria e straordinaria (dicono loro), che non vogliono pagare il riscaldamento dato che lo usano pochissimo perchè sono sempre fuori casa(dicono loro e forse è anche vero), perchè loro hanno sempre freddo e i vicini aprono addirittura le finestre per il troppo caldo (magari anche vero) e….tanto per finire magari l’Amministratore del Condominio è scappato con il “malloppo” lasciando i conti da pagare.

          Per finire con le riflessioni filosofiche e passare al “tecnico” : MA SI E’ MAI VISTO CHE UN CUMULO DI GESTIONI INDIVIDUALI “PUNTIFORMI” SIANO PIU’ ECONOMICHE DELLE GESTIONI DI INSIEME ? (PENSA SOLO AI SISTEMI DI TELERISCALDAMENTO DOVE LA TUA “CALDAIA” PUO’ ESSERE DISTANTE QUALCHE KM DA CASA TUA).

          Come diceva un mio conoscente con spirito arguto : Il mondo è bello non perchè e vario ma perchè è AVARIATO.

          1. Infatti, io da vecchio tecnico di impianti e automazione industriale, con qualche cognizione di termotecnica acquisita per necessità, avevo proposto semmai una o più PdC condominiali a Metano ad assorbimento che divisa per 100 condomini ci sarebbe costata assai poco e pur gravata di 500 euro in più a testa pagati per i “morosi”, ci avrebbe comunque limitato il danno e si sarebbe ripagata ampiamente e rapidamente con i minori consumi.
            Purtroppo, un vicino dall’eloquio più convincente (un militare in pensione) riempiendosi la bocca con le di PdC a gestione inverter (senza neppure conoscere tecnicamente gli argomenti) ha “insolfanato” (convinto) la maggioranza che una nuova centrale ci sarebbe costata quasi 400.000 euro (comprensiva di termostatiche con contabilizzazione ed oneri finanziari) scoraggiando tutti, anche grazie a questa improvvida legge sulle termostatiche che fanno lievitare terribilmente i costi. Non parlo ovviamente di quelle gestite in proprio sui singoli radiatori, che hanno costi più accettabili.
            Così, mi trovo costretto a scegliere tra un trial split a 3000-3500 euro chiavi in mano (scelta di molti condomini) che mi risparmia un allacciamento alla linea del gas e una doppia bolletta.
            Oppure come suggerisci, una caldaia a condensazione da 700-800 € che però, al pari della PdC idronica, comporta il rifacimento dell’impianto da colonna montante ad autonomo.
            In un appartamento occupato, questa soluzione è piuttosto invasiva, anche se potrei riciclare almeno in parte i vecchi radiatori ( che tuttavia dopo 50 anni forse è meglio cambiare).
            Almeno, la temperatura della caldaia, diversamente dalla PdC idronica, mi evita di dover sovradimensionare a 2,5 x i terminali.
            E la PdC idronica più economica costa come almeno 4 caldaie.
            Per limitare l’impatto delle nuove tubazioni, e dei nuovi terminali potrei ricorrere alle canaline montate in alto come quelle dei condizionatori e montare i pannelli radianti a vista in alluminio ROLL-BOND che avevo previsto come soluzione economica da abbinare alla PdC, col vantaggio di doverne installare di meno o farli lavorare a temperatura più bassa. Parliamo di circa 3.800W di carico termico a -7°C (Un’inezia per una caldaia, almeno 18000 BTU/h per una PdC) .
            11 pannelli ROLL-BOND, a preventivo, verniciati in bianco, mi sarebbero costati intorno ai 1000 €.
            Pur con tutte le valutazioni fatte, da Hitachi a IMMERGAS passando per ACCORRONI, OLIMPIA, Argo I-series, e il monoblocco Mirai di EMMETI più diversi altri, l’idronico risulta estremamente costoso. E va aggiunto ai costi di impianto e terminali nuovi.
            Potrei cedere, per risparmiare, alla necessità di allacciare il gas e subire una doppia fornitura energetica. In tal modo, avrei predisposto l’impianto per un futuribile idronico, da installare quando le PdC saranno migliorate nei rendimenti a bassa temperatura esterna e avranno dimensioni più contenute per consentire una più agevole installazione in balcone, oggi problematica per un trial split da 18000 BTU/h che potrebbe passare a 15000 o meno se non fosse per i rendimenti a bassa temperatura.
            Con questo compromesso potrei godere almeno del riscaldamento radiante e di consumi di gas veramente contenuti.
            Ma sono molto indeciso.

        2. Ciao G. Bellanova

          Mi eri già sembrato abbastanza tecnico e puntiglioso sui dettagli da adombrare un tuo “passato di vita lavorativa tecnica”. Dopo le tue ultime precisazioni vedo che sei un mio Collega praticamente speculare.

          Non posso entrare nel merito di tutte le tue Scorribande Energetiche perchè tu hai “navigato” talmente tanto che mi è addirittura impossibile seguirti (è un mio limite).
          Succede spesso che, assumendo troppi dati, si cada nella sindrome dell’ASINO DI BURIDANO.
          A scanso di equivoci non si tratta di dare dell’asino a nessuno. Si tratta solo della citazione della celebre favoletta educativa.

          Dunque possiamo archiviare il Condominio. Anche astraendo dalla bontà delle singole proposte di riattare il Riscaldamento Centralizzato, i “morosi” avrebbero continuato a sussistere e, presumibilmente, ad aumentare (gli esempi sono contagiosi) e quindi………Capitolo chiuso.

          PER LA TUA SOLUZIONE PERSONALIZZATA:

          Semplifica la tua problematica all’osso.
          Dovresti avere il Gas per uso cucina (non puoi non averlo in un palazzo vecchio di 50 anni). Se hai la condotta di sufficiente dimensione (come di solito è) allora puoi usarlo anche per il riscaldamento. Basta cambiare Contratto anche con lo stesso Contatore che è più che sufficiente per 1 normale appartamento. Le spese fisse per il Gas le paghi già comunque (credo).

          In teoria, e sicuramente anche in pratica, puoi disconnettere i vecchi termosifoni dai tubi in ferro tappando questi ultimi (per te che sei tecnico i tubi sono a misura “GAS” da ½ “ ; ¾” ; 1”, poichè 50 anni fa, a mio ricordo, non si usava il tubetto in rame).I termosifoni in ghisa hanno VITA INFINITA e li puoi riutilizzare tali e quali. Tieni presente che i termosifoni in alluminio, tanto tanto bellini, hanno di solito il difetto di esaltare il fruscio dell’acqua nelle valvole e di notte……..è una Sinfonia.

          Il passo successivo è quello di rialimentare i vecchi termosifoni con tubetto di rame NON COIBENTATO (di solito D est. 10,12,14 mm.) facendolo passare in un nuovo “battiscopa”a terra sufficientemente capiente e avendo cura di prevedere la migliore distribuzione dei tubetti di rame in modo da non ammassarli troppo numerosi in un unico “battiscopa”. Il fatto che i tubetti di rame non siano coibentati è essenziale per gli ingombri e non si perde granchè di Energia perchè le loro perdite restano quasi totalmente all’interno casa. Questo è un lavoro che puoi fare anche personalmente, con calma e poco alla volta, senza sconquassarti la casa intera. Tutto il sistema dei tubetti di rame, ovviamente, partirà dal tuo balcone dove sistemerai la Caldaia a Gas Esterna e dove probabilmente hai già anche il Contatore del Gas. Se parti con il lavoro, ora, sei tranquillo di scaldarti il prossimo autunno. In alternativa o anche in combinazione al passaggio tubi “a terra”puoi usare il passaggio tubi in canaletta”in alto” negli angoli muro/soffitto con discesa sui termosifoni. Il problema estetico esiste…..però forse lo puoi accettare.

          Con riguardo ad una PdC da 18.000 BTU con 3 “Split” interni direi che, confrontata con le necessità di un Appartamento medio(100mq) il Sistema dovrà lavorare notte e giorno “pancia a terra” e quindi la sua vita sarà alquanto breve. Visto che sei “tecnico” :
          18.000/3.448= 5,22 kW di potenza resa all’ambiente. Come 3 stufette elettriche da1740 W, una per ogni stanza che si pensa dovranno funzionare 24/24h. Ti basta ? Forse, dipende da/se….
          Essendo il tuo sistema una PdC il Sistema assorbe dalla Rete Elettrica almeno 5,22/3,2=1,63 kW.
          Se il Sistema lavora 24/24h il costo di Energia Elettrica potrà essere 1,63*24*0,25=9,78 €/g.
          In un mese il costo sarà 10,0*30=300€/mese. Il gruppo compressore frigorifero quanto potrà durare? Non ho dati specifici però penso a 5 anni.

          Scusami se, in parte, ho ripetuto molti concetti che ti sono già noti ma era per dare continuità al mio discorso.
          Se vorrai dire ancora qualche cosa ti leggerò volentieri. Comunque non darò seguito a questo argomento che credo sia stato trattato più che ampliamente da entrambi.

          1. Ciao, gipi.
            Dato che l’ACS era fatta col boiler a doppia serpentina collegato al riscaldamento centrale, il gas non l’ho mai allacciato. Per cucinare, prima si andava con le bombole e da qualche anno uso le piastre a induzione. Il tubo per il gas è predisposto dal balcone (6°piano) fino a terra in zona contatori. Ma non vorrei allacciarlo.
            Il carico termico è di circa 3800 W a -5°C e i termo sono in lamiera tipo DIN 4703 per complessivi 4837 W installati. Identico all’appartamento del vicino di sopra che è evidentemente sfavorito essendo all’ultimo piano. Tanto per dire, da tre inverni, ho in casa 18°C senza riscaldare, mai meno di 17 nei punti e nelle giornate più fredde. L’esposizione a Sud-Est/Sud-Ovest è infatti molto buona. Oggi che la situazione del condominio è più chiara, posso finalmente fare l’impianto. Negli ultimi 3 inverni miti ho “tamponato” riscaldando le camere da letto con stufe alogene a 3 elementi da 1800W . Collegandone 2 in serie ho ottenuto 3 step da 300-600-900 W. Le camere, da 11 e 18 mq rispettivamente raggiungevano e superavano i 20°C in un tempo abbastanza breve. Nella piccola, si mantenevano anche con 300 W e nella grande con 600. Questo mi porta ad una riflessione. Se la corrente costasse la metà, non avrei alcuna necessità di ricorrere ad impianti complicati, costosi, rumorosi e invasivi. Basterebbero dei pannelli elettrici a infrarossi di buona qualità ed estetica che per quanto non comparabili al costo (veramente infimo) delle alogene, costano tutti insieme come un solo termoarredo. Porto come paragone, il vicino del 7° ed ultimo piano, col suo trial split . Incuriosito dal funzionamento molto frequente, 2 anni fa gli lessi il contatore vedendo delle punte giornaliere di oltre 40 kWh/gg. Ovviamente lo avvisai dato che se l’impianto lo aveva fatto il suo padrone di casa, le bollette però arrivavano a lui. Ancora mi sta ringraziando. Hanno abbassato e adesso stanno in limiti ben più umani. Ma quando andai a suonargli alla porta, rimasi stupito nel percepire una temperatura torrida come in una corsia di ospedale. Pur sfavorito rispetto al mio, e con una macchina che dalle dimensioni può essere almeno un 24.000 BTU/h , negli ultimi 2 anni l’appartamento del 7° e ultimo piano ha avuto un consumo medio di 4500 kWh/anno compreso boiler elettrico ed altre utenze. A tabella ENEL siamo sui 1000-1100 euro/anno, al limite della convenienza per una tariffa D1. Direi che il bilancio energetico è meno pesante di quello che, in assenza di dati precisi, mi hai prospettato. La discussione è sviscerata, ma il “nodo gordiano” di un “investimento” troppo pesante purtroppo rimane da sciogliere. Una PdC aria/acqua più l’impianto che comporta, ai prezzi proposti sul mercato di circa 8000 euro (+ oneri finanziari annessi) nonostante gli “incentivi”, comincia a produrre benefici dopo un tempo troppo lungo. A mio avviso, per essere sostenibile in un appartamento da 70 mq, il costo brutale non dovrebbe superare di molto i 3000-3500 € chiavi in mano di un ottimo trial-split. Diciamo al max 4500 € chiavi in mano (che per la maggioranza delle famiglie sono 3 mesi di stipendio netto impossibili da sottrarre alle altre spese).

          2. Ciao (collega) G. Bellanova

            Avevo detto che non avrei continuato….. però il tuo “Affresco di Vita in un Interno Condominiale” è talmente affascinante che non ho saputo resistere (ma solo per una ultima volta).

            Lasciamo da parte tutti gli aspetti termodinamici / tecnici che hai sviscerato ampiamente con competenza e sui quali null’altro si può dire di più o di diverso.
            Con riguardo ai Prezzi di Mercato dell’Energia, nelle sue varie forme, e di quelli delle Macchine Termiche bisogna prenderne atto che – QUESTI SONO – e concludere per quella che si pensa sia la soluzione più accettabile anche secondo i propri “gusti personali”.

            DUNQUE……..IL CONDOMINIO !
            ————————-
            RICAPITOLANDO :

            Tu abiti al 6° piano e hai un “sottostante” al 5° e un “sovrastante” al 7° che è anche l’ultimo piano dell’immobile e notoriamente il più difficile da riscaldare. Il tuo appartamento è relativamente piccolo(70 mq) e ben esposto al Sole. Tu non “ami” il Gas ma la Corrente Elettrica. Hai il “Fornello da Cucina” elettrico con piastre ad induzione (prima usavi un Fornello a GPL da bombole). Attualmente dovresti essere privo di acqua calda “corrente”perchè il tuo boiler di dotazione casa non può più funzionare essendo stata disattivata la Centrale Termica Condominiale.
            ————————
            Il tuo ”SOVRASTANTE” : UN CASO CLINICO. Ma è mai possibile che uno arrostisca in casa, paghi delle bollette da capogiro, e abbia bisogno del consiglio del suo “sottostante” per procedere a una adeguata regolazione del suo Sistema di Riscaldamento Autonomo?. Evidentemente SI !!
            Se l’Inquilino del 7° avesse usufruito del riscaldamento Centralizzato Condominiale (pagato a millesimi di proprietà oltre al 50% di fisso) magari, in Assemblea, si sarebbe lamentato di avere freddo (avendo la stessa dotazione di radiatori che hai tu). Da ciò sarebbe scaturita la solita “bega”. Bisogna coibentare quanto serve il solaio o aggiungere qualche radiatore? Chi paga le opere? Se si aggiungono radiatori verrà consumata più acqua calda, chi la paga se i millesimi restano invariati? Ecc.. ecc..
            Però, non avendo appigli per addebitare ad altri i costi esagerati della sua scriteriata gestione del riscaldamento, allora VA BENE ANCHE COSI’. Forse avresti anche potuto non avvisarlo (tu sai che lui ti aiutava a stare caldo) ma un po’ per la tua coscienza “tecnica” e magari anche per il rumore notturno dalla sua “macchina”……insomma lo hai avvisato.
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            TU : UN APPASSIONATO E ABILE SURFISTA ENERGETICO . Quando si riesce a “navigare” su onde (impercettibili increspature) energetiche da 300 Wh per stanza a temperatura Ambiente di 18/20 °C si è sicuramente dei “raffinati”, oltrechè fortunati.
            Il tutto tenendo presente che tutto il tuo Sistema Energetico deve essere tenuto sotto controllo ora per ora perchè interagisce continuamente, più che con la situazione climatica esterna, con la situazione climatica interna sia del tuo Sovrastante che del tuo Sottostante.
            Spero per te che il tuo Sovrastante non vada per 1 settimana alle Canarie e il Sottostante per 1 settimana a sciare, perchè saresti rovinato. Con questo voglio dire che disquisire su Sistemi di Riscaldamento così “tirati per i capelli” e personalizzati può essere di interesse Accademico, ma è un esercizio troppo avulso dalla Realtà Generale.
            —————————
            DUNQUE CHE DIRE : di Buridano già detto, l’enigma Contadino/Lupo/Capra /Cavolo è da scolaretti d’asilo. Mettendomi nei tuoi panni, e volendo rispettare tutte le “condizioni” che ti sei poste, ti direi di continuare come hai fatto sino ad ora. In fondo hai già maturato 2/3 anni di esperienza e non mi pare si possa fare di meglio(sempre accettando i disagi attuali).

      3. Salve Sig. Bellanova & Ing. Uccia

        Giusta la precisazione dell’ Ing. Uccia per un facile e doveroso miglioramento del risultato del calcolo di ammortamento.
        Io avevo “tagliato all’osso”…. Rivedendo il tutto risulta :

        Risparmio da Autoconsumo : [(3800 * 0,23) – (2600 * 0,21)* = 328 €
        Ulteriore maggiore “ritorno” : 328 – 276 = 52 €

        Nuovo tempo di ammortamento impianto :
        (7200 / (1056 + 52) = 6,5 anni (Un po’ meglio per la tasca (non si butta via niente) ma, soprattutto, più aderente alla realtà del momento).

  5. Ma … le costose amministrazioni di cui disponiamo che ci stanno a fare?
    Io credo nelle rinnovabili … parlando di fotovoltaico chiedo:
    perchè. (in ottemperanza degli impegni presi … palazzi energeticamente autosufficienti entro … mi pare 2020)
    perchè non si impone a chi è autorizzato a vendere energia
    di mettersi a disposizione per installare e gestire (su richiesta dei condomini)
    impianti fotovoltaici sui tetti condominiali … rivendendo (come da leggi esistenti) a chi abita il palazzo l’energia prodotta …. al netto di tutte le tasse improprie ….. insomma con lo sconto del 55%.

    1. Sui condomini, in genere il tetto non è totalmente disponibile. Ma anche se lo fosse, la superficie è insufficiente per servire tutti i condomini.
      Ai valori medi attuali, un campo FV a pannelli in silicio policristallino rende circa un 14% al netto delle perdite sull’inverter.
      Data la insolazione di 1000 W/mq, la resa del 14% significa che per ogni mq convertiamo una potenza di picco di 140W ogni mq installato. Quindi per 6 kWp servono circa 43 mq. Con pannelli ad alta efficienza(più costosi) si può arrivare a 180 W/mq e servono ancora 33,3 mq. In questo caso più favorevole, ma più costoso, per 100 inquilini del mio condominio di 7 piani su 3 ali servirebbero 3300 mq di tetto.

      1. grazie Giuseppe Bellanova

        Io ho letto le pubblicità, ben sapendo che sono pubblicità, e sulla base di questi dati ho ragionato, ben sapendo i limiti.

        I dati che ritengo siano importanti è che un tetto che copre 20 appartamenti può alimentare 20 impianti.

        Ogni impianto genera qualcosa che può anche essere risparmiato su batterie.

        L’energia generata e consumata …. non si paga.

        Qui si inserisce una leggina che permette a qualcuno di installare a sue spese un generatore di corrente sul tetto di una casa e vendere il generato ad una famiglia che quella casa abita, questa famiglia pagherà la corrente così ottenuta a metà, priva dei carichi fiscali che gravano sui kv prodotti da qualche parte e trasportati sul punto di consumo.
        in base a tale leggina il proprietario dell’impianto e che la vende a chi abita sotto quel tetto incassa un 45% del prezzo del kwh acquistato da un gestore qualsiasi un 45% gravato di iva ridotta al 10%.

        Questa leggina che separa il proprietario dall’utilizzatore permetterebbe ad esempio di consentire l’investimento ai genitori e di usufruire del minor costo dell’energia ai figli che vanno ad abitare quella casa (non necessariamente attigua a quella dei genitori, può essere in un’altra regione).

        Ora resta da capire se vi sono altri vantaggi,
        io quando controllo il contatore bianco scopro che segna sempre valori molto bassi 0,200-0,400 e i valori massimi 1,700.

        Probabilmente un piccolo fotovoltaico mi consentirebbe di richiedere corrente alla rete raramente, un risparmio, un guadagno …. non lo sò, forse insignificante ma guardando il problema ad un livello più alto, sommanto tanti insignificanti risparmi otterremmo su base nazionale quella autonomia energetica su cui ci siamo “pare” impegnati.

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