COME COMUNICARE ALL’ENEA I DATI DEL TUO IMPIANTO FOTOVOLTAICO FACILMENTE E IN POCHI MINUTI, MA SOPRATTUTTO…GRATIS!

fotovoltaico EneaSe sei un possessore di un impianto fotovoltaico installato nel 2018 e vuoi beneficiare delle detrazioni fiscali del 50% per le ristrutturazioni edilizie, come immagino saprai da quest’anno è necessario comunicare i dati del tuo impianto nel sito dell’ENEA.

Di fatto è una novità, perché fino al 31/12/2017 la registrazione all’ENEA era obbligatoria (e lo è tutt’ora) solo per gli interventi di riqualificazione energetica, in particolare la sostituzione dei generatori di calore (caldaie, Pompe di calore, ecc.), gli infissi, l’installazione di impianti solari termici, gli interventi sull’involucro edilizio (cappotti, isolamento del sottotetto, ecc.) e le riqualificazioni generali degli immobili.

Insomma tutto ciò che è detraibile dal 65% in su.

Da quest’anno invece occorre farlo anche per tutti gli interventi che beneficiano delle detrazioni fiscali del 50%, che quindi rientrano nell’ambito delle ristrutturazioni MA che comportano ANCHE un risparmio energetico.

Quindi anche il tuo impianto fotovoltaico, purché, come ripeto, SIA STATO INSTALLATO NEL 2018; gli impianti installati precedentemente non hanno questo obbligo.

Panico? No, perché per fortuna la procedura per inserire la pratica è molto semplice, e alla portata di tutti coloro che abbiano un PC e sappiano navigare in internet.

Vediamo subito come funziona nel dettaglio.

QUALI DATI SERVONO PER LA COMPILAZIONE?

 
Per inserire la pratica a video servono realmente pochi dati:

  • I dati anagrafici del possessore dell’impianto (la persona che chiede la detrazione fiscale)
  • I dati dell’immobile, in particolare la superficie calpestatile e l’anno di costruzione
  • I dati dell’impianto fotovoltaico, cioè la potenza, dove è stato installato l’impianto (su tetto piano, a falda o in parete) l’esposizione (sud, est, ovest ecc.) e l’inclinazione della falda o dei pannelli

Come vedi sono informazioni che dovresti già avere o reperire molto facilmente, e senza troppi problemi.

QUALI SONO I TERMINI UTILI PER EFFETTUARE LA REGISTRAZIONE DELL’IMPIANTO?

 
I termini sono quelli classici delle altre pratiche ENEA, cioè 90 giorni dalla data di ultimazione dei lavori/collaudo dell’impianto.

In questo periodo di transizione, per tutti gli impianti la cui data di fine lavori è compresa tra il 01/01/2018 e il 21/11/2018, il termine dei 90 giorni decorre appunto dal 21/11, e quindi il termine per registrare l’impianto è il 19/02/2019.

QUAL’E’ LA PROCEDURA DI INSERIMENTO?

 
Innanzitutto occorre aprire da un qualsiasi browser internet la pagina https://ristrutturazioni2018.enea.it, e cliccare il tasto verde a centro pagina REGISTRATI.

Compila il form di registrazione con i tuoi dati personali, un indirizzo mail attivo e una password che dovrai creare, avendo l’accortezza di spuntare in alto la voce BENEFICIARIO, come nella foto che ti posto qui sotto:

fotovoltaico ENEA

Dopo aver compilato correttamente il modulo, riceverai nella casella di posta indicata una mail con un link di attivazione che dovrai cliccare.

Fatto! Adesso sei registrato, e potrai entrare nel portale con le tue credenziali per registrare il tuo impianto fotovoltaico.

A questo punto anziché descriverti tutta la procedura, preferisco agevolarti (dato che siamo in periodo natalizio 😉), facendoti un regalo: ti posto qui sotto direttamente un video che ti illustra passo passo tutta la procedura, fatta con dati fittizi (ovviamente) dall’inizio alla fine.

Per accedervi non serve nulla, nessuna registrazione e nessuna mail. Clicca, guarda, fai da solo.

La fruizione del video è totalmente gratuita; se però ritieni che ti sia stato in qualche modo utile e ti abbia fatto risparmiare dei soldi – perché il tuo installatore te li chiede o perché hai ricevuto delle mail da qualcuno che ti offre il servizio a pagamento – puoi a tua discrezione cliccare sul tasto a fondo pagina per un tuo contributo libero, ma non è obbligatorio.

Al termine della procedura che ti ho illustrato nel video, potrai stampare la dichiarazione che dovrai conservare assieme al codice CPID (codice identificativo univoco della tua pratica) che nel frattempo ti sarà arrivato anche via mail.

SE INVECE NON TE LA SENTI…

 
…perché il “fai-da-te” non fa per te o non sei così pratico nell’uso del computer, poco male: posso comunicare io i dati del tuo impianto all’ENEA molto velocemente al costo simbolico di € 19,90, come preferisci.

E’ sufficiente inviarmi la tua mail qui sotto in modo che io ti possa contattare in privato, raccogliere i dati che ti servono e inserire la pratica sul sito dell’ENEA.

Inserisci qui la tua email (richiesto)

Acconsento al trattamento dei dati personali come da condizioni di Privacy


Non mi resta che augurarti un buon lavoro, alla prossima!


La fruizione dei contenuti di questa pagina è totalmente gratuita; se però ritieni che ti sia stato in qualche modo utile, puoi lasciare a tua discrezione un contributo libero.





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4 thoughts on “COME COMUNICARE ALL’ENEA I DATI DEL TUO IMPIANTO FOTOVOLTAICO FACILMENTE E IN POCHI MINUTI, MA SOPRATTUTTO…GRATIS!”

  1. grazie,
    Il problema nasce da residenze saltuarie dov’è l’allaccio alla rete ha da qualche tempo costi assurdi (1/2 kWh all’anno porta a bollette bimestrali da 40/50 euro).
    Piano piano bisogna orientarsi a soluzioni differenti, ignorando un servizio dal costo in certi casi divenuto anomalo.
    L’impianto ad isola è forse una soluzione.
    Una apparecchiatura “fotovoltaico da balcone” (puppy mi pare il nome commerciale) con pannello da 160 watt permette un accumulo di corrente propedeutico ad un distacco dalla rete (ottenuto già ora scollegando la casa con l’interruttore generale.
    I contatori bidirezionali mi pare debbano essere installati entro il 2019 a carico dei gestori …. che probabilmente ci stanno già facendo,pagare l’operazione.

    1. I contatori bidirezionali si installano già da anni dove serve misurare l’energia che “esce” dalla casa, quella immessa in rete dagli impianti di produzione.

      Fanno parte delle operazioni che il distributore di rete competente fa quando appunto deve allacciare un impianto fotovoltaico alla rete.

      Tutte le altre soluzioni che comprendono apparecchiature più o meno “fai da te” o “in isola” o commerciali tipo “i pannelli con la spina” se non sono certificate CEI 0-21 (e in genere NON lo sono) vuol dire che sono fuori legge.

      Inoltre permettono un’autosufficienza modesta che può andare bene solo in casi molto limitati… un pannello da 160 W eroga 130/140 W quando va bene verso mezzogiorno…poi al tramonto si spegne e in media durante una buona giornata di sole produce dai 40 agli 80 W.

      Se il fabbisogno è questo, niente da dire…

  2. Leggo ogni tanto qualcosa sul micro fotovoltaico, quello che si attacca alla spina e và … mi pare di aver capito … senza alcun onere burocratico. Acquisti l’oggetto lo piazzi e fino alla potenza di un kWh non devi fare nulla. Come acquistare un asciugacapelli, con la sola differenza che invece di consumare corrente la genera.

    È vero?

    1. Buongiorno, in effetti non è così. La normativa che regola la connessione alla rete degli impianti di produzione nella attuale versione, la CEI 0-21, stabilisce che anche le utenze inferiori al kW sono considerate utenze attive, quindi devono essere dichiarate al distributore competente e formalmente connesse, con gli oneri burocratici e i costi che ne conseguono.

      Rimane il fatto che se il contatore di prelievo non è in grado di leggere le eventuali immissioni (seppur piccole e sporadiche, in questo caso), le conta come prelievi. In altre parole, tutto quanto esce dalla casa come eccesso di produzione viene contato come se venisse comprato, maturando un danno anziché un guadagno.

      Trovo che questo tipo di soluzioni siano solo dei giocattolini, dei palliativi che non risolvono il problema. Con i prezzi attuali degli impianti fotovoltaici, tanto vale fare uno sforzo in più ma avere qualcosa di serio e concreto.

      Loris

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