GRUPPO DI ACQUISTO (GAS) PER IMPIANTI FOVOLTAICI? CERTO, MA SOLO SE CONOSCI LE INFORMAZIONI GIUSTE PER TENERE TUTTI I VANTAGGI PER TE!

gruppo di acquistoInnanzitutto do per scontato che tu sappia almeno cos’è un impianto fotovoltaico, altrimenti vai QUI e scaricati questo e-book digitale.

Se hai ricevuto una mail o qualche annuncio sull’opportunità di far parte di un gruppo di acquisto per impianti fotovoltaici nel tuo comune, e ci stai seriamente pensando, questo articolo sarà la cosa più importante che devi leggere oggi.

Ti dirò infatti che cosa devi fare per amplificare al massimo i vantaggi che potrai ottenere aderendo ad un gruppo di acquisto, spiegandoti naturalmente anche il perché.

Ti avviso che é un articolo lunghetto e anche un po’ tecnico; ti consiglio quindi di stamparlo e leggertelo con calma, sono informazioni che ti saranno davvero utilissime, ti faranno risparmiare un sacco di soldi e ti faranno fare un investimento davvero molto interessante.

(Si lo so che sembra esagerato, ma fidati, perdi ‘sti 10 minuti vedrai che ne varrà la pena).

Infatti se vuoi ottenere il massimo da questa cosa, devi capire come funziona tutto dall’interno…non c’è altro modo.

E siccome sono informazioni che non si trovano in giro, perché riservate agli addetti ai lavori, vale sicuramente la pena che ci dedichi sopra un po’ del tuo tempo.

CHE COS’É “UFFICIALMENTE” UN GRUPPO DI ACQUISTO FOTOVOLTAICO

 
Se lo sai già, vai pure avanti, al paragrafo successivo. Se invece non hai la più pallida idea di cosa sto dicendo, ecco di che si tratta.

L’idea di base è che se più persone sono interessate all’acquisto di un bene o di un servizio (in questo caso il loro impianto fotovoltaico), mettendosi insieme e affidando tutto il lavoro ad un unico fornitore possono spuntare prezzi e condizioni particolarmente vantaggiose.

Qualcosa di simile a groupon, per intenderci, ma ad un livello più basso.

Siccome mettere insieme persone che non si conoscono partendo dal nulla è piuttosto difficile, in genere iniziative di questo tipo vengono coordinate da un’organizzazione strutturata, che si occupa di:

  Fare da punto di riferimento per tutti;
  Diventare il “collettore” dell’iniziativa;
  Fare pubblicità per raccogliere il maggior numero possibile di adesioni;
  Invitare le aziende del territorio a partecipare attraverso un “bando di gara” privato elaborato per l’occasione;
  Selezionare l’azienda vincitrice, che poi dovrà realizzare gli impianti.

Interessante, no? Certo, ma…

CHI CI GUADAGNA IN QUESTA OPERAZIONE?

 
Come avrai certamente capito, gli attori in gioco sono tre: l’organizzatore, l’azienda installatrice, e te, che sei il cliente finale.

L’ORGANIZZATORE ci guadagna sempre, perché in pratica é come il banco del casinò. Coordinando tutta l’attività, si fa riconoscere dall’azienda vincitrice una percentuale del fatturato complessivo, in genere tra il 3% e il 5% a seconda dei casi.

Quindi comunque vada, qualsiasi cosa accada, per ogni 100’000 euro di fatturato (diciamo tra i 15 e i 20 impianti di media) l’organizzazione si intasca tra i 3.000 e i 5.000 euro, sempre e comunque.

Sono tanti? Pochi? E’ giusto? E’ sbagliato? Non è compito mio giudicare, penso semplicemente che tu lo debba sapere.

Chi non ci guadagna mai, invece, è proprio L’AZIENDA INSTALLATRICE, che se va bene va in pareggio; ma sono disposto a scommettere che nel lungo periodo ci rimette sempre e in ogni caso, perché i “capitolati di gara” non sono mai equilibrati, sono sempre estremamente sbilanciati a favore dei clienti come te, soprattutto nel post-vendita.

Basta leggerli ed avere cognizioni imprenditoriali minime per rendersene conto, e l’unica chance che un’azienda ha per non rimetterci le penne è sperare che il cliente finale dimentichi, e una volta che l’impianto è sul tetto non ci pensi più…e quindi diventa solo una scommessa statistica: su 100 clienti fatti, 95 dimenticano e gli altri 5 no.

PS: anche tu sei uno di quelli con la memoria corta? 😉

SE TU CI PERDI O CI GUADAGNI INVECE, DIPENDE ESCLUSIVAMENTE DA COME METTI IN PRATICA QUELLO CHE STAI PER LEGGERE.

 
Vengo subito al sodo, ci sono 5 cose a cui devi prestare tutta la tua attenzione:

  1. La taglia dell’impianto fotovoltaico;
  2. I lavori sul tetto;
  3. La sorveglianza in cantiere;
  4. I componenti di sicurezza;
  5. Il monitoraggio.

Vediamo queste cose più nel dettaglio:

1 – SCEGLI L’IMPIANTO IN MODO CHE SIA IL PIÙ PICCOLO POSSIBILE.

 
Ti dico subito che questo è il punto più delicato e quello più difficile da capire per i non addetti ai lavori, per cui presta bene attenzione, perché tra tutti è anche quello più importante.

Ora seguimi con attenzione: a cosa ti serve un impianto fotovoltaico?

Ad AUTO-PRODURTI l’energia necessaria a coprire DIRETTAMENTE e IL PIU POSSIBILE i tuoi fabbisogni di energia elettrica, giusto?

Allora per SFRUTTARE AL MASSIMO i tuoi pannelli e consumare DIRETTAMENTE IL PIU’ POSSIBILE dell’energia che producono, devi scegliere un impianto fotovoltaico tenendo opportunamente conto che:

tutto quello che non consumi DIRETTAMENTE lo SVENDI alla rete elettrica.

Guarda questo grafico: é la produzione fotovoltaica in un bel giorno d’estate di un impianto da 3 kWp installato a Rubano, un comune in provincia di Padova. Sono dati VERI, estratti dal dispositivo di controllo e monitoraggio di quell’impianto, non sono calcoli matematici.

gruppo di acquisto

Guarda quanto spreco: tutta la parte azzurra é energia prodotta dai pannelli E venduta alla rete. Quella utilizzata per abbattere i consumi di casa (il 29%) infatti, è solo la parte in rosso più scuro sotto la “campana”.

In altre parole, se l’impianto fosse tuo, lo avresti sfruttato solo per il 29%.

E così tutta la primavera, tutta l’estate e buona parte dell’autunno. Ogni volta che ci sarà una bella giornata di sole, il risultato sarà esattamente questo.

Pensa, statisticamente ti posso dimostrare in centinaia di casi, che il 70% circa dell’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico viene ceduta alla rete, e venduta al 60% del prezzo attuale di mercato.

Si si, hai capito bene… se vendi alla rete la preziosa energia prodotta dal tuo impianto, chi te la compra (non è l’Enel, leggi QUESTO ARTICOLO se ne vuoi sapere di più) ti riconosce solo il 60% del prezzo di mercato, praticamente te la paga a prezzo di saldo!

Sembra incredibile, ma é proprio così, d’altronde fai mente locale del paese dove vivi…

Quindi a meno che tu non voglia per davvero comprare un impianto per dare via a prezzo di saldo il SETTANTA PER CENTO della preziosa energia che produce, hai solo due strade, una in salita e l’altra in discesa:

  1. Quella in salita, costosa, complicata e faticosa: comprare delle batterie spendendo molti più soldi con grossi rischi, visto che il mercato degli accumuli é ancora immaturo e il 90% delle soluzioni oggi in commercio sono dichiaratamente progettate per durare solo 10 anni, anche quelle più “blasonate”. Devi sapere che oggi esiste un solo sistema di accumulo “professionale”, che vale la pena di installare e che ti offre una durata vera paragonabile a quella dei pannelli; funziona da Dio ma richiede un bell’investimento, e credimi, non è proprio roba da gruppo di acquisto.
  2. Quella in discesa, economica, semplice e comoda: fare un impianto che copra SOLO I CONSUMI DI GIORNO, QUELLI IN FASCIA F1 PER INTENDERCI (ecco, ti ho svelato il segreto), che in media sono il 40% di quelli totali. Se vuoi sapere quali sono, basta che leggi la tua bolletta, sono scritti in chiaro lì.

Ecco nel concreto come fare: prendi i consumi in fascia F1 che leggi nella bolletta, e li dividi per 1000.

Esempio:

Se dalle bollette leggi un consumo di 1.500 kWh all’anno di corrente elettrica in fascia F1, ti basta un piccolo impianto da 1,5 kWp; se invece il tuo consumo é di 2.500 kWh sempre in fascia F1, ti serve un impianto da 2,5 kWp.

PERCHÉ’ QUESTA SOLUZIONE È ESTREMAMENTE VANTAGGIOSA SOLO ED ESCLUSIVAMENTE SE ADERISCI AD UN GRUPPO DI ACQUISTO?

 
Perché in media il prezzo che puoi spuntare aderendo ad un gruppo di acquisto é di circa 1.650 € per ogni kWp di pannelli fotovoltaici installati (chiavi in mano); quindi un impianto da 1,5 kWp ti costerebbe 1.650 x 1,5 = 2.475 euro, CIOE’ UN PREZZO ASSOLUTAMENTE INARRIVABILE per chiunque altro.

E infatti è ESATTAMENTE QUESTO il motivo per cui nessuno ti propone impianti così piccoli nel mercato normale, perché i costi fissi di installazione farebbero lievitare talmente tanto il prezzo di vendita che non sarebbe più conveniente (sul mercato normale lo pagheresti quasi il doppio).

Invece in un gruppo di acquisto, sono proprio i costi di installazione che beneficiano dell’effetto “gruppo” o “quantità” (detto un po’ meglio, dell’effetto scala) visto che ormai il prezzo dei materiali è arrivato al capolinea (ne parlo più ampiamente in QUESTO ARTICOLO), ma siccome nessuno lo sa a parte te che stai leggendo, nessuno ne approfitta.

Ma non voglio convincerti a parole, preferisco farlo con i numeri. Pertanto, facendo qualche simulazione e lavorando sui dati reali dell’impianto da 3 kWp di prima, ti voglio far vedere lo stesso grafico ma con sovrapposta la curva di produzione di un impianto molto più piccolo da 1,35 kWp (è la curva verde) ottenuta dividendo per 1000 il consumo in fascia F1 di quel cliente:

gruppo di acquisto

Ti è chiaro cosa succede? L’energia fotovoltaica che tu hai usato è praticamente la stessa in entrambi i casi, ma nel secondo ne hai svenduta molto meno alla rete, ottimizzando così il tuo investimento, dato che con il gruppo di acquisto pagherai un impianto da 1,35 kWp davvero un tozzo di pane.

Massima resa minima spesa quindi…il sogno di tutti.

Immagino che cosa staranno pensando i più “maliziosi” di voi: “vabbè, grazie tante, d’estate è ovvio…ma d’inverno se ho un impianto troppo piccolo non mi serve a niente!!!

E invece no, come puoi vedere dal grafico qui sotto, preso in un giorno invernale con una giornata nuvolosa:

gruppo di acquisto

Come puoi vedere con i tuoi occhi, è vero che la produzione è poca, ma lo è anche quella dell’impianto originale da 3 kWp, e la differenza è davvero minima.

Ma per darti tutte le informazioni possibili ho preso i dati di UN ANNO INTERO, li ho elaborati e ho messo i risultati in una tabella, che ti fa vedere in pratica di cosa sto parlando:

gruppo di acquisto

L’indice di convenienza che vedi nell’ultima riga della tabella, é il rapporto tra la spesa che devi sostenere per l’impianto depurata dal bonus fiscale (il 50%), e il risparmio DIRETTO in bolletta nelle tre ipotesi dell’esempio: comprare con il gruppo di acquisto l’impianto da 3 kWp, comprare con il gruppo di acquisto quello che avrei consigliato io da 1,35 oppure comprare sul mercato il piccolo impianto da 1,35.

Ovviamente più l’indice di convenienza è alto, meglio è; siccome credo che i numeri parlino da soli e siano inequivocabili, non mi dilungherei in altri commenti.

2 – ASSICURATI CHE I LAVORI SUL TETTO VENGANO ESEGUITI IN MASSIMA SICUREZZA.

 
Eh già, perché se per sfiga becchi un controllo dello SPISAL sono grossi problemi…sicuramente per l’installatore, ma anche per te.

Se non lo sai, lo SPISAL è la ghestapo della sicurezza nei cantieri, ho sentito cose che non auguro a nessuno. É la cosa peggiore che ti possa capitare a parte il fatto che qualcuno si faccia male, situazione che per l tuo bene non voglio nemmeno considerare.

Perché tutto questo?

Perché il DM 81/08 (puoi scaricarne una copia aggiornata QUI se ti interessa) prevede una documentazione BEN PRECISA da tenere in cantiere: il POS (Piano Operativo di Sicurezza) ma in certi casi anche il PSC (Piano Sicurezza del Cantiere) come in genere è richiesto anche dal bando del gruppo di acquisto.

Quindi, fossi in te, sarei molto scrupoloso nel controllare che tutti i documenti siano a posto, ma soprattutto non farei salire nessuno sul tetto di casa tua senza imbracature, una linea di parapetti, un castelletto di risalita e tutto il necessario perché i lavori siano eseguiti in sicurezza, al di là di ogni ragionevole dubbio…anche perché in caso di controllo non è escluso che via siano sanzioni anche per te che sei il committente (lo SPISAL è un po’ come il fisco, ti arriva un controllo e sai che qualcosa troveranno sempre).

3 – PRETENDI SEMPRE LA SORVEGLIANZA IN CANTIERE DI UN TECNICO SPECIALIZZATO DELLA DITTA VINCITRICE O ANCORA MEGLIO DI UN RESPONSABILE TERZO DI CHI HA ORGANIZZATO IL GRUPPO DI ACQUISTO.

 
Questo perché molto spesso chi ti installa “fisicamente” l’impianto sul tetto è in SUBAPPALTO, cioè appartiene ad un’azienda diversa che quella che si è aggiudicata i lavori del gruppo.

In questo caso (in realtà in TUTTI I CASI) è buona norma che ci sia presente SEMPRE anche un “direttore dei lavori”, cioè un tecnico che diriga la squadra di installatori in caso di problemi, contrattempi o imprevisti che, soprattutto quando si mette mano a tetti non proprio recenti (è il caso tuo?), vengono fuori quasi in automatico.

Ancora meglio se in cantiere è presente una figura terza, magari uno dei responsabili del gruppo che dovrebbe farsi da garante nei tuoi confronti che tutto fili liscio…d’altronde lo paghi e se ti vuoi associare ad un gruppo di acquisto lo fai perché non sei un tecnico e non ti fidi di quello che c’è in giro, no?

Inoltre sarà anche la figura a cui potrai chiedere tutto quello che vorrai in merito allo svolgimento dei lavori, e che si dovrà impegnare a far rispettare tutti gli impegni presi dall’azienda vincitrice.

A questo proposito:

4 – L’IMPIANTO ELETTRICO DEVE AVERE TUTTI I COMPONENTI DI SICUREZZA PRESCRITTI DALLA NORMATIVA E DALLA BUONA PRATICA.

 
Se tu non sei un esperto e non controlli come procedono i lavori, ci sono sempre tre cose che gli installatori fanno per risparmiare sui costi, e dato che qui si sta parlando di un gruppo di acquisto credo che sia giusto che te le illustri:

  1. Adoperano cavi di piccola sezione, da 4 mmq o addirittura da 2,5 mmq. Gli installatori migliori invece, usano cavi solari di alta qualità da 6 mmq SEMPRE, a prescindere. Questo per ridurre al massimo le perdite (cavo piccolo = maggiori perdite = meno energia prodotta = meno guadagno per te).
  2. Montano sul tetto staffe in ferro zincato anziché quelle in acciaio inox che é “eterno”.
  3. Non usano il quadro di stringa nel tratto di cavo tra i pannelli e l’inverter, sul lato corrente continua, con gli scaricatori di sovratensioni indotte. Sono componenti di protezione che costano ma che ci devono essere SEMPRE, per garantire che in caso di fulminazione diretta o indiretta l’impianto di casa sia sempre protetto (sai nella mia vita quanti impianti ho visto che non li avevano?)

Pretendi sempre queste tre cose, e controlla bene che ti vengano installate durante i lavori.

5 – L’IMPIANTO DEVE ESSERE SEMPRE SOTTO CONTROLLO.

 
In genere nel bando di gara è sempre previsto un sistema automatico di monitoraggio, assicurati che ti venga montato.

Perché vedi, ci sono situazioni per cui il tuo impianto potrebbe avere dei problemi e tu potresti non saperlo se non lo controlli (o fai controllare) con una certa frequenza, perdendo produzione e quindi soldi…

SEGUI ALLA LETTERA I CINQUE PUNTI CHE TI HO DESCRITTO, E SARAI IN UNA BOTTE DI FERRO.

 
Guarda che in realtà non ti ho detto nulla di strano, perché anche gli organizzatori del gruppo di acquisto conoscono bene queste cose; ma siccome gli installatori hanno sempre una certa dose di autonomia quando devono decidere che soluzioni adottare, é meglio essere sempre attenti.

In tutti i moderni gruppi di acquisto (sto parlando di quelli degli ultimi due/tre anni) infatti, i capitolati sono sempre documenti da 20/30 pagine zeppe di clausole IPER-GARANTISTE PROPRIO NEI TUOI confronti…ma se tu non le fai applicare, non le richiedi espressamente, mi spieghi che vantaggi avresti rispetto a qualsiasi altro installatore?

Perché se ti fai convincere del contrario, perderai tutti i vantaggi di far parte di un gruppo di acquisto, ricordalo… e poi non dire che non lo sapevi. Anzi, se trovi resistenze da parte di qualcuno del gruppo o dell’azienda vincitrice, conviene che cominci a farti qualche domanda…

Ora che sai tutte queste cose e hai in mano le chiavi per fare la scelta migliore possibile PER TE, usale con intelligenza!

E naturalmente fammi sapere se questo articolo ti è piaciuto lasciando un tuo commento qui sotto.

Loris

6 thoughts on “GRUPPO DI ACQUISTO (GAS) PER IMPIANTI FOVOLTAICI? CERTO, MA SOLO SE CONOSCI LE INFORMAZIONI GIUSTE PER TENERE TUTTI I VANTAGGI PER TE!”

  1. Nel leggere l’articolo mi rendo solo ora conto di essere andato fuori tema.
    Rientriamoci …
    Un palazzo di cinque piani con tetto a falda orientato a nord ed a sud su ogni piano ha quattro appartamenti (venti in totale).
    La parte spiovente rivolta a sud misura circa 40 metri per sei.

    Leggendo l’articolo pare evidente che un gruppo di acquisto potrebbe far realizzare venti piccoli impianti in modo unitario ed ottenere i finanziamenti necessari a rendere nullo l’esborso da parte dei vari condomini.

    http://www.leggioggi.it/2016/07/13/bonus-ristrutturazione-2016-come-cambia-anticipo-della-banca-come-funziona/#comment-1526410

    Certo il condominio “oggi” non può produrre da solo e vendere ai condomini, ma per gli aspetti finanziari legati alla realizzazione e gestione non vedo difficoltà legali.

  2. Ho fatto due conti,
    un condominio con tre scale e tre contatori ha pagato 7.800 euro.
    Un preventivo per generare l’energia consumata ammonta a 24.000 euro, alcune voci non sviluppate (linea vita ed altre voci minori) mi portano a valutare in 36.000 euro la spesa finale.

    Ora il lavoro è soggetto a recupero fiscale del 50% (che pare si possa attribuire al fornitore, come fossero dieci cambiali).

    Ho provato a chiedere un prestito dei restanti 18.000 euro (un simulatore trovato in internet operante su un interesse del 9%) risultato bisogna versare 4500 euro ogni anno per cinque anni.

    (con lo stesso simulatore ne ho chiesti 36.000 e mantenendo una spesa annua di 4500 euro il saldo avveniva in dieci anni)

    Il contratto di riferimento proposto comporta che i kwh consumati immediatamente non movimentano denaro quelli generati e passati alla rete vengono retribuiti 0,21 e quelli assorbiti dalla rete pagati 0,29.

    Penso che se attuato questo piano,
    che i condomini non ascoltano tutti presi a discutere sul “sesso degli angeli”,
    a parità di servizio la spesa annua passerebbe da 7.800 euro a
    500 euro in bollette più 4500 in rimborso prestito (per 5 o 10 anni).

    Ovviamente ho fatto solo due conti, i dati li hanno fatti altri
    il fornitore kwh con bollette certe,
    il fornitore del fotovoltaico con il suo preventivo e l’elenco dei lavori opportuni extra preventivo,
    il prestatore di quattrini con il suo simulatore.

    Una considerazione 7800 euro di luce condominiale sono tanti, forse altri condomini consumano molto meno ed il lavoro potrebbe non risultare conveniente ….

    ma …

    occhio alle auto elettriche …. vi sono delle normative che ne favorisvono la ricarica (e con rinnovabili sarebbe meglio), i tetti possono fornire parecchia corrente è quasi certo che le normative che vietano a un condominio la cessione dell’energia prodotta ai condomini debba essere rivista.

  3. Condivido al 1000/100 di quello che ha esposto il sig. Loris. Oltre alla sicurezza delle persone sul tetto è assolutamente importante installare “tutti” i materiali richiesti dalle leggi vigenti.
    Se mi posso permettere non è vero che non conviene installare il fotovoltaico xke poi non vengono, direi non far eseguire l’impianto a ditte “poco serie” e come tutte le cose la qualità… “costa”. Il filetto non puo’ costare 5€ al kilo… quindi !Lascio ai lettori la facile deduzione.

  4. Dimenticavo, scrivo dal comune di Perdasdefogu (OG) in Sardegna, il fotovoltaico è in servizio dal 2011, e ha il problema di accensione in presenza di umidità ad una stringa (riso low), e l’installatore fa finta di non capire e non ha voglia di venire, a meno che non vede grana, e si inventa manutenzioni a tutti gli impianti che ha realizzato qui per incassare e non dover intervenire solo per un utente.

  5. Ho fotovoltaico e solare, l’unica cosa di cui sono assolutamente sicuro, è che dopo aver ricevuto il pagamento dell’impianto, gli installatori spariscono se li chiami per un problema. Sconsiglio a chiunque di installare un impianto

    1. Beh, Carlo, sarebbe troppo semplice dirti che non è così per tutti…Per molti certo, te lo confermo anch’io che in assistenza ho avuto l’occasione di seguire con la “clinica del fotovoltaico” decine e decine di impianti orfani. Però se mi leggi in questo blog dopo 10 anni di attività nel settore, un motivo ci sarà, no?

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