ECCO COME INSEGUIRE IL SOGNO DELL’INDIPENDENZA ENERGETICA (QUELLA VERA) POTREBBE RIVELARSI UNA COCENTE DELUSIONE

indipendenza energeticaDovete sapere che una delle cose che contraddistingue il commerciale medio italiano soprattutto nel nostro settore sono le verità dette a metà, le cose ovvie e sottintese, il “detto e non detto”.

Una di queste riguarda un argomento sempre molto allettante: come raggiungere l’indipendenza energetica nelle nostre case.

Ecco, proprio per non cadere nell’ambiguità del “..ma io intendevo che..“, è bene chiarire subito che parlare di indipendenza energetica significa una sola cosa: eliminare dalle case la fornitura di gas ed energia elettrica. In altre parole staccarsi dalla rete, sigillare i tubi del gas e tagliare i cavi della “luce” da casa nostra.

Bello e senz’altro affascinante…ma diciamocelo chiaro e tondo: è pura fantascienza.

Chi oggi afferma il contrario o vi dice che si può fare, e magari vuole venire a casa vostra per controllare se è fattibile anche per voi, vi sta prendendo in giro. È una tecnica commerciale vecchia come il mondo per racimolare i vostri dati e provare a vendervi qualcosa.

Chiarisco: il problema non sono “i poteri forti” o la legge vigente in materia.

È un problema TECNICO, al momento (forse mai) non superabile.

Perché se vogliamo mantenere il nostro attuale stile di vita, i sistemi costruttivi delle nostre case, le nostre latitudini e l’attuale tecnologia NON ci permettono di poter fare a meno della fornitura di energia da terzi; l’alternativa sarebbe ricorrere ad un meraviglioso ed ecologico… generatore di emergenza a gasolio!

Ma se per te e la tua famiglia non è un problema rimanere al freddo, al buio, senza acqua calda per periodi più o meno prolungati, razionando le risorse a disposizione allora si può fare tutto, intendiamoci; ma se non volete scendere a nessun compromesso, beh in questo caso parlare di indipendenza energetica è semplicemente una cosa che non esiste.

E non importa dove abiti e che tipo di casa possiedi…è e rimane una cosa che non esiste. Un bel messaggio di marketing, uno specchietto per le allodole.

COSA INVECE È POSSIBILE FARE NELLA REALTÀ

 
Visto che rendere la tua casa completamente indipendente e staccarti dalla rete è pura utopia, c’è un solo obiettivo al quale puoi tendere: spendere il meno possibile per mantenerla.

Ti dico, per esperienza diretta, fino a dove è possibile arrivare mantenendo il giusto rapporto costi/benefici e una ragionevole convenienza:

puoi abbattere fino al 70/75% dei tuoi consumi attuali.

È tanta roba? Credo proprio di sì!

Puoi fare meglio? Purtroppo no, almeno oggi e senza spendere inutilmente valanghe di denaro.

SICCOME LANCIARE IL SASSO E TIRARE INDIETRO LA MANO NON STA BENE, TI SPIEGO PERCHE’ NON E’ POSSIBILE ANDARE OLTRE.

 
Il motivo è quasi banale: l’unico modo che hai per auto-produrre in totale autonomia l’energia necessaria alla tua casa è solo attraverso un impianto fotovoltaico, che però d’inverno (e qualche volta anche d’estate) non è in grado di produrre sufficiente energia utile per mantenere il tuo comfort senza scendere a compromessi.

Traduco: fatti pure il fotovoltaico, ma se pensi che ti renderà indipendente sappi che in inverno il rischio di rimanere a piedi diventerà una certezza.

Altrimenti dovresti farlo talmente grande che non ha nessun senso logico, pratico né tantomeno economico; credo sia abbastanza intuitivo, senza dover scendere in ulteriori noiosi dettagli.

Infatti puoi arrivare a coprire anche da solo fino al 70/75% dei tuoi fabbisogni con uno studio accurato della tua situazione, senza necessariamente inseguire il canto delle sirene; QUESTO si può senz’altro fare.

ECCO LA RICETTA PER ABBATTERE FINO AL 75% IL COSTO DELL’ENERGIA CHE OGGI PAGHI AI TUOI FORNITORI

 
Bastano quattro ingredienti:

  Una pompa di calore elettrica

  Un impianto di riscaldamento a bassa/media temperatura (le pompe di calore non funzionano bene su tutti gli impianti)

  Un impianto fotovoltaico di adeguata potenza

  Elimini completamente la fornitura di gas della tua casa (per la cottura puoi usare un piano a induzione, oggi molto diffuso, pratico ed affidabile)

Certo, per realizzare un ottimo piatto non bastano gli ingredienti giusti, serve anche un cuoco che li sappia mettere insieme e cucinare nel modo migliore.

Altrimenti si può trasformare in una vera e propria delusione, se non si sa come fare.

Questo è il motivo per cui oggi solo pochi sono in grado di garantirti questi risultati, non certo chi ti offre i “preventivi gratuiti” dei siti on-line, non certo il piccolo artigiano di paese, non certo l’impresario “copia e incolla”…ed è il motivo per cui molte persone comprano case nuove in classe “A” pagandole a peso d’oro, ma poi si ritrovano a spendere come e quanto prima.

Le comprano convinte dall’impresario di turno e da qualche professionista che quello che conta sono i muri da 50 e un pezzo di carta con una bella “A” scritta in grande in alto a destra; la solita caldaia (o magari anche una pompa di calore, ma rigorosamente grande perché non si sa mai) e l’impianto fotovoltaico da 2 kWp minimo per legge.

PERCHÉ LA QUALITA’ DELL’INVOLUCRO E’ UN FATTORE NON STRETTAMENTE INDISPENSABILE

 
Anziché spiegartelo, preferisco farti toccare con mano i risultati ottenuti da un mio cliente che si è costruito casa due anni fa, e la sta vivendo da più di un anno.

Si tratta di una casa in legno ad alta efficienza energetica, di 200 mq climatizzati con pareti super isolate, infissi triplo vetro, tetto super isolato, pompa di calore, impianto radiante a pavimento, ventilazione meccanica…praticamente una casa in classe “A +infinito”, più o meno come gli è stata venduta e come lui si aspettava.

Bene, sapete quanta energia consuma all’anno questa casa iper-efficiente (normale famiglia come potrebbe essere la tua)?

8500 kWh, che con le attuali tariffe equivalgono ad una spesa di – tieniti forte – 1750 €.

Pensa, in realtà ne spende meno di 500, ma solamente grazie all’impianto fotovoltaico che ha sul tetto e grazie anche ai proventi dello Scambio Sul Posto che rimborsano la quota parte di energia prodotta dall’impianto stesso e ceduta alla rete.

Quindi la domanda che ti faccio è questa: ma secondo te, per raggiungere certi risultati è più una questione di involucro o di impianti?

Ti lascio con questa provocazione, ricordandoti di lasciare un commento qui sotto se l’articolo ti è piaciuto, e di lasciare i tuoi dati QUI se ti interessa capire come spendere il 70/75% in meno di quanto spendi adesso senza rinunciare al tuo comfort e senza perdere la rotta inseguendo qualche effimera chimera.

A presto!

19 thoughts on “ECCO COME INSEGUIRE IL SOGNO DELL’INDIPENDENZA ENERGETICA (QUELLA VERA) POTREBBE RIVELARSI UNA COCENTE DELUSIONE”

  1. Confermo tutto quanto scritto finora e pongo una domanda: in quali condizioni i sistemi di accumulo risultano vantaggiosi?

    Ho una casa in classe A+ 240mq climatizzati pompa di calore estate/inverno, fotovoltaico da 4.5kWh. Prelevo dalla rete 8000kWh/anno con la tariffa agevolata D1 a 0.21EUR/kWh, produco 5000kWh/anno, ne consumo la metà e ne immetto 2400kWh/anno. Nel 2016 ho ricevuto 700EUR dal GSE per 2600kWh prodotti nel 2015, nel 2017 550EUR per 2500kWh prodotti nel 2016 e pochi mesi fa ho ricevuto 330EUR per 2390kWh prodotti nel 2017. Il CS è sceso a 0,13EUR/kWh.

    Ho provato a immaginare il vantaggio di un sistema di accumulo. Ho verificato i kWh prodotti al giorno, ho i dati dai file di calcolo scaricati dal sito del GSE mese per mese e ho diviso per 30. Tra Novembre e Febbraio produco meno di 2kWh al giorno, nei mesi tra Marzo e Ottobre produco da 10 fino a più di 25kWh al giorno. Il problema è che ho il maggior bisogno di elettricità nei mesi di minor produzione. In estate posso arrivare a produrre quasi 60kWh/giorno (se non ho sbagliato i conti) e ne prelevo 7.

    Questo per dire che un sistema Powerwall2 da 13kWh è esagerato per me, sarei in grado di caricarlo ma mai di scaricarlo nei mesi estivi mentre nei mesi invernali sarebbe sempre quasi scarico.

    Dovrei prendere in considerazione un sistema da 6kWh. E’ corretto?

    Passiamo ai conti. Se oggi ricevo 300EUR per 2500kWh circa, se invece li usassi grazie al sistema di accumulo NON spenderei 500EUR di prelievo. Ma perderei il contributo di 300EUR. Quindi al netto ho un risparmio di 200EUR.

    Su 10 anni se il sistema di accumulo costasse 5000EUR chiavi in mano e ottenessi un rimborso del 50% in credito fiscale, su dieci anni avrei ripagato (250+200)x10 = 4500EUR quindi comunque su dieci anni non avrei ripagato il sistema di accumulo.

    Conclusioni:

    1) il mio impianto da 4,5kWp è sottodimensionato per una casa autonoma con sistema di accumulo
    2) i sistemi di accumulo non sono economicamente competitivi

    Dalle mie stime, se arrivassi almeno a 6kWp di produzione e prendessi un sistema di accumulo da 6kWh a 5,000EUR chiavi in mano, in dieci anni avrei risparmiato 900EUR. Se raddoppiassi invece la mia produzione con un sistema da 9kWp, guadagnerei 1,700EUR circa assumendo una spesa di 5,000EUR per il sistema di accumulo e 5,000EUR per il raddoppio dell’impianto fotovoltaico. Ma sappiamo tutti che un sistema di accumulo costa una cifra molto più vicina ai 10,000EUR che non 5,000EUR. E allora anche con una produzione di 9-10,000kWh/anno arriverei a malapena in pari su dieci anni.

    Dove sbaglio?

    1. E chi ti ha detto che sbagli?

      Il principale competitor dei sistemi di accumulo oggi si chiama Scambio sul Posto, e se la vedi da un punto di vista prettamente economico è un competitor molto “aggressivo”, che però ha dei limiti.

      Infatti chi oggi acquista un’accumulatore lo fa perché non accetta quei limiti: vuole autoconsumare subito la maggior parte dell’energia prodotta, gli da un fastidio bestia buttare il rete il 70% in media della propria produzione, gli piace molto l’idea di avere le luce accese di sera/notte grazie all’energia elettrica accumulata di giorno, e gli rode letteralmente veder andare in fumo circa il 30% dell’energia prodotta per via del differenziale di costo tra l’acquisto e la vendita.

      Superare questi limiti costa? Certo, come acquistare un iPhone X da 1000 euro quando puoi fare quasi le stesse cose con un terminale che costa 1/5 del prezzo. Con la differenza che in questo caso, se tutto è progettato bene, mal che vada comunque il costo della batteria ti torna a casa durante il suo ciclo di vita.

      Quindi: ne fai un questione puramente economica/finanziaria? Non è la scelta giusta. Ne fai una questione di utilizzo? Irrinunciabile, dal mio punto di vista.

      1. Grazie per la risposta immediata e per la pazienza per aver seguito i miei conti e ragionamenti. Ho contattao un paio di rivenditori di sistemi di accumulo ed entrambi si sono rifiutati di fare un calcolo simile, si sono detti pronti a ragionare sulle questioni tecniche ma non sulla convenienza economica dell’operazione…

        Sono d’accordissimo che mi scoccia da matti “regalare” tanta corrente in questo modo o farmi derubare sul differenziale del prezzo tra immissione e prelievo. Però mi scoccia anche spendere 10-15,000EUR subito tra raddoppio della capacità di produzione e sistema di accumulo e dover aspettare faticosamente 10 anni per recuperarne l’80%. Allora mi sta venendo in mente di comprare un sistema di accumulo diverso… sto iniziando a pensare di prendere una Nissan Leaf, una Hyundai Iconiq o una Tesla Model 3. In questo modo ricarico gratis circa 50km al giorno visto che ho l’ufficio in casa… È un bel sogno ma tra 2-3 anni ci riuscirò e a quel punto smetterò anche di inquinare con le polveri sottili. Torna come ragionamento?

    2. Ciao Andrea

      Intervengo collateralmente a quanto già detto dall’Ing Uccia.

      Vedo l’esposizione della situazione produttiva del tuo impianto (da 4,5 kWp) nei vari periodi dell’anno.
      La serie dei numeri che fornisci non risulta granchè utile per i successivi ragionamenti sulla dimensione e sui costi di un Sistema di Accumulo che faccia al caso tuo.

      Il dato fondamentale, sul quale impostare il ragionamento, in partenza, è quello che fai per ultimo quando dici :
      — Passiamo ai conti. Se oggi ricevo 300EUR per 2500kWh circa, se invece li usassi grazie al sistema di accumulo NON spenderei 500EUR di prelievo. Ma perderei il contributo di 300EUR. Quindi al netto ho un risparmio di 200EUR. —-

      Per quanto segnali delle produzioni ottenute con il tuo FV da 4,5 kWp dove dici :
      —Ho provato a immaginare il vantaggio di un sistema di accumulo. Ho verificato i kWh prodotti al giorno, ho i dati dai file di calcolo scaricati dal sito del GSE mese per mese e ho diviso per 30. Tra Novembre e Febbraio produco meno di 2kWh al giorno, nei mesi tra Marzo e Ottobre produco da 10 fino a più di 25kWh al giorno. Il problema è che ho il maggior bisogno di elettricità nei mesi di minor produzione. In estate posso arrivare a produrre quasi 60kWh/giorno (se non ho sbagliato i conti) e ne prelevo 7. —

      Ti faccio notare che, nel caso di calcoli tecnici sulle batterie, non si deve ragionare sulle medie ma sulla produzione FV di ogni singola giornata rapportata al Consumo di Utenza e alla Capacità di Accumulo delle batterie di cui ci si vorrebbe dotare.

      Per sintetizzare : ogni giorno dell’anno, per le batterie, è una storia nuova, a se stante.

      Comunque, per quanto riguarda la produzione annuale del tuo Impianto, che è di 5000 kWh/anno, sei un po’ sul basso dato che la produttività media risulta 5000 / 4,5 = 1111 kWh/kWp.
      Può dipendere da vari fattori (orientamento/pendenza della falda tetto, eventuali ombre e tua microzona climatica (nebbie frequenti).
      Una produttività “regolare”, nella nostra zona Nord può oscillare (secondo le annate) tra i 1200 e i 1250 kWh/kWp.

      Puoi fare un controllo sulla resa produttività del tuo Impianto usando un programma di calcolo che puoi trovare all’indirizzo :
      http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/apps4/pvest.php#

      I dati che otterrai sono molto prudenziali e, nella realtà, si può pensare di ottenere un 10 % in più (se non hai problemi di ombreggiamento).Il programma tiene già conto del clima delle varie microzone.

      La massima produttività giornaliera che tu puoi ottenere non sarà certamente di 60 kWh/giorno, come dici tu, ma di circa 28 kWh/giorno e per non più di una decina di giorni all’anno (come da miei calcoli parametrati al mio Impianto e alle sue produzioni giornaliere).

      Per il periodo dei 4 mesi invernali (Nov – Feb. = 120 gg) la tua media di 2 kWh/giorno risulta impossibilmente bassa.

      Il mio Impianto da 9,6 kWh (che non ha nulla di speciale), nell’ultimo periodo invernale 2017-2018
      ,ha totalizzato : Nov =468 ; Dic=490 ; Gen=431 ; Feb=531 per un totale di 1930 kWh / 120 gg che fa 16,08 kWh/ di media al giorno.

      Parametrando il mio risultato sulla tua potenza di Impianto di 4,5 kWp, e sulla minore resa unitaria media del tuo Impianto, tu dovresti avere una media di :
      16,08 x (4,5 / 9,6) x (1111 / 1200) = 6,98 kWh/g e non di 2 kWh/g come tu dici, anche se la media non dice molto in riferimento alle batterie.

      Forse dalle tue parti avrai 4 mesi di nebbia da tagliare con il coltello…..
      Se così fosse allora non sarebbe proprio il caso di pensare ad alcun tipo di batteria.
      —– —– —– —– —–

      Cambiando argomento : Anche per gli importi del CS, che il GSE ti ha liquidati per i passati anni 2015-16-17, ci sarebbe qualcosa che non va.
      Gli importi sono inverosimilmente alti, anzi stratosferici, rispetto alla quantità dei kWh SCAMBIATI con la Rete).

      Si potrebbe sapere in che mese/anno è entrato in funzione il tuo Impianto?

  2. Buonasera, la mia esperienza personale mi porta a confermare quanto sostiene Loris Uccia e rispondo al suo quesito dicendo che per raggiungere certi risultati è più una questione di impianti che di involucro.
    Abito in un rustico ristrutturato quasi 30 anni fa e riqualificato dal punto di vista energetico circa 3 anni fa. La riqualificazione ha riguardato prevalentemente l’impiantistica e parzialmente l’involucro. L’impianto è costituito da una caldaia ibrida (gpl + pompa di calore), pannelli fotovoltaici (senza accumulo) e solari termici, termocamino a legna (per riscaldare l’acqua). La riqualificazione sull’immobile si è limitata alla coibentazione del tetto e alla sotituzione degli infissi. Non c’è il cappotto esterno e il riscaldamento è a termosifoni che, sappiamo, necessitano di temperature medio-alte per avere una resa efficace.
    Ebbene, gli interventi sopra descritti hanno prodotto un risparmio sulla mia bolletta energetica di oltre il 60%! E ciò è dovuto principalmente alla sapiente progettazione di un impianto integrato in un involucro con caratteristiche molto distanti da quelle di una Casaclima e che mi permette un utiilizzo combinato di varie fonti energetiche. Il risparmio è stato conseguito pur acquistando la legna (non possiedo un bosco dal quale approvigionarmi), il gpl (non ho un giacimento sotto casa), l’energia elettrica per il fabbisogno non coperto dall’impianto fotovoltaico, e grazie soprattutto al sole (unica fonte energetica gratuita).

    1. Ciao Denis

      Ripensaci bene : nulla nel nostro mondo è gratuito (per il singolo interessato) salvo la nascita e la morte.

      Comunque l’energia del Sole è certamente gratuita solo se la usi per abbronzarti (almeno fino ad ora ma domani potrebbe anche non esserlo più)

      Comunque per l’uso che ne fai tu è sicuramente a pagamento !!!

      Talvolta sento dire da qualcuno, per scherzare, “ci manca solo che ci facciano pagare l’aria che respiriamo”.
      Beh, per dire la verità, la paghiamo eccome……….

      1. Beh se dobbiamo fare della filosofia possiamo divertirci a dire tutto e il contrario di tutto, ogni tanto mi imbatto in qualche riflessione più o meno profonda su questo e altri argomenti, sicuramente anche interessanti e condivisibili.

        Se invece rimaniamo sulla terra e soprattutto sul contesto dei singoli, direi che una volta ripagato l’impianto, l’energia solare è gratuita eccome, e rappresenta una scelta sempre conveniente, se, come ovvio, tutto è fatto bene come nel caso di Denis.

        Io sono sempre per le cose semplici da capire: se prima per vivere spendo 10 e dopo aver riqualificato i miei impianti spendo 5, significa che risparmio 5, senza se e senza ma. I 5 che risparmio all’inizio mi servono per ripagare anno dopo anno l’investimento che ho dovuto sostenere, e una volta pagato è tutto risparmio effettivo, è tutto grasso che cola.

        Poi se ci vogliamo divertire a buttarci dentro di tutto e di più perché preferiamo vivere la nostra vita vincolati ad un foglio excel o ad una calcolatrice, è una scelta. Rispettabile certamente, ma è e rimane una scelta.

        1. Salve Ing. Uccia

          Le mie osservazioni riguardavano ovviamente solo la solita ed abusata affermazione che “il sole è una fonte di energia gratuita”.

          Comunque “la tassa sull’aria” la paghiamo eccome.
          Si chiama “CARBON TAX”.

          Se venisse inventato un ipotetico motore che funziona ad acqua allora l’acqua la si potrebbe prendere dal rubinetto di casa al costo dell’acquedotto e quanta ne serve.
          Magari anche veramente gratis, con il secchio, dal pozzetto di raccolta nelle cantine e seminterrati.

          I mancati incassi dello Stato sarebbero immediatamente distribuiti su altre voci tassabili già esistenti correlate all’uso e possesso delle automobili e sarebbe anche facilissimo crearne di nuove.

          Comunque si potrebbe dire,senza tema di smentita, che il “carburante” è gratuito

          Le vie della tassazione sono realmente la rappresentazione umanamente più percettibile dell’Infinito………..

          Ovviamente, se si parla della parte dei calcoli e relativi numeri basati sulle Leggi della Fisica non si discute (supponendo che siano eseguiti da chi li sa fare).

          In tutti gli altri casi nei quali i calcoli sono basati su “elementi di riferimento” stabiliti da relazioni di convenienza finanziaria e politica, che in un certo momento storico corrono tra gli Umani, allora BISOGNA ANDARCI CAUTI.

          Quando poi i limiti temporali cominciano ad essere dai 10 anni in avanti fino ad arrivare anche a 25 si possono solo fare delle scommesse.
          Si può vincere o perdere, in entrambi i casi, alla grande.

          1. Cit. “Le vie della tassazione sono realmente la rappresentazione umanamente più percettibile dell’Infinito……”

            😀

            1. Salve Ing. Uccia

              Felice che uno dei miei personalissimi aforismi le abbia fatto nascere un sorriso.

              Le mie “creazioni” sono tutte coperte da Copyright, Trade Mark , Registered, ecc…ecc….

              Comunque, facendo una sola ed irripetibile eccezione per Lei : Sono tutti a sua disposizione gratuitamente, a vita, per qualsiasi uso di suo interesse e gradimento.

  3. Salve Ing. Uccia

    Grazie per i dati forniti e che riepilogo qui sotto.
    Per la verità, da quello che riesco ad interpretare dallo scritto, ci sono alcuni dati non definiti chiaramente e che, pertanto, pongo io per buoni segnalandoli con (*).

    –A) Potenza FV : 6 kWp* monofase ; Produzione annua supposta : 6 x 1200 = 7200 kWh/anno*.
    –B) Impianto FV semplice (senza accumulo)
    –C) Normazione del GSE : Scambio sul posto (SSP).

    –D) Contratto Contatore in Prelievo : 6 kW* monofase; ENEL (SMT) – Residente – Tariffa Bioraria*

    –E) Consumo annuo di Utenza in assenza di FV : 8500 kWh ; Spesa 1750 € ; (0,206 €/kWh)

    Si prende per definito il Consumo Annuo e la relativa spesa che si avrebbe, dando per sicuro che tale consumo sia semplicemente quello che viene detto.

    L’entità di tale consumo (alto o basso che lo si consideri) sarà dovuto sia alla classe energetica della casa, sia al tipo di impiantistica, sia alle modalità e quantità dei consumi familiari.
    —– —– —– —–

    Valutazione tecnica sintetica della situazione economica del Sistema :

    Suddivisione produzione FV (totale 7200 kWh/anno*) :
    50 % Autoconsumo = 3600 kWh*; ( Risparmio 3600 x 0,206 = 741 € *).
    50 % Scambio = 3600 kWh* ; (Ritorno dal GSE-2016 = 3600 x 0,17 = 612 € *).
    Non vi sono esuberi lasciati alla Rete in quanto il Consumo Totale di Utenza di 8500 kW/anno supera la Produzione Annua FV che è di 7200 kWh/anno.

    Bisogna tenere conto che, a seguito del riassetto tariffario attuato negli anni 2016-17-18 il ritorno dal GSE per il 2017 (attualmente non ancora ben noto) sarà sensibilmente inferiore a quello ormai certo (perché già pagato) del 2016.
    Si può ipotizzare, per il livello dei consumi della Utenza in questione, un “ritorno” 2017 di 0,12 €/kwh scambiato.

    Pertanto il ritorno GSE-2017 potrebbe essere : 3600 x 0,12 = 432 €* (invece dei 612 €* del 2016).

    Spesa Bollette senza FV : 1750 €/anno
    Spesa Bollette con FV : (8500 – 3600) x 0,206 = 1010 €/anno .

    Bilancio economico annuale Entrate / Uscite :

    –Spesa Bollette senza FV-2017 : 1750 €
    –Spesa Bollette con FV-2017 : 1010 €
    –Ritorni dal GSE-2016 : 612 €
    –Ritorni dal GSE-2017 : 432 €

    Spesa energetica con FV (ritorni 2016) : 1010 – 612 = 398 €
    Spesa energetica con FV (ritorni 2017) : 1010 – 432 = 578 €

    In funzione del reale ritorno dal GSE invece di spendere 1750 € se ne spenderanno molto improbabilmente 398 e più probabilmente 578 .

    Per dare un colpo al cerchio e uno alla botte diciamo 500 € come segnalato nell’articolo.

    Il risparmio annuale conseguibile (1750 – 500 = 1250 €/anno) dovrà ripagare prioritariamente il costo sostenuto per il FV che può essere supposto in 6 kWp x 2200 = 13.200 € .

    L’ammortamento in anni sarà : 13.200 / (1250 + 660) = 6,9 anni >>>> 7 anni.

    Dopo il 10° anno scomparirà il recupero IRPEF (660 €) e rimarranno “solo” i 1250 €
    Si deve mettere anche in conto che, verso i 10 anni di vita, si dovrà probabilmente sostituire l’Inverter.
    Comunque gli Inverter monofase hanno di norma la Garanzia di 5 anni (salvo particolari estensioni per quelli di alcune Marche).

    Gli anni saranno 7, naturalmente, se nel frattempo non si spenderà nemmeno un € in più!!

    La possibilità del veloce ammortamento (7 anni) è dovuta al fatto che l’Utenza consuma molta Energia Elettrica e che tale consumo supera abbondantemente la Produzione Annua del FV installato.

  4. Salve ing. Uccia

    Nell’esempio citato nel suo articolo non è definita la tipologia dell’Impianto FV che permette i risparmi indicati.

    Altri hanno già fatte delle ipotesi che possono essere verosimili ma non sicure.

    Si potrebbe sapere qualcosa di più ?

    A) Potenza del FV.
    B) Potenza di prelievo dalla Rete.
    C) Tariffazione in prelievo.
    D) Tipologia del Contratto di Scambio sul Posto (attuale SSP ?).
    E) Tipologia del ‘impianto FV (tipo Semplice o con Accumulo ?).
    F) Nel caso di Accumulo : tipologia e capacità reale utilizzabile.

    Grazie per le eventuali precisazioni.

    1. E’ un impianto senza sistema di accumulo, con lo Scambio sul Posto (non esistono tipologie di contratto diverse, l’SSP è unico) con una tariffazione in prelievo in maggior tutela, di capacità adeguata, attorno ai 6 kWp. In realtà sarebbe anche un pò sottodimensionato, se proprio volessimo fare i pignoli.

      L’unico segreto di questo impianto è che è stato progettato con il nostro metodo di lavoro ed è integrato con il resto degli impianti della casa; il vero segreto è che è stato pensato fin dall’inizio allo scopo di ottenere questo risultato.

      Il proprietario non si è limitato a chiedermi un impianto fotovoltaico: mi ha chiesto di ottenere un risultato. Può sembrare banale…peccato che il 99% delle persone comprano impianti, non risultati, convinti (a torto) che una cosa implichi sempre l’altra…

  5. nn capisco cesto quesito…… più che quesito mi pare un sondaggio su come gli italiani possessori di impianto fotovoltaico in che modo si rendano indipendenti dalla rete elettrica……… 🙄…..

    1. Forse non hai ben compreso il senso dell’articolo, che semplicemente dice tre cose: la prima è che è impossibile staccarsi completamente dalla rete (o meglio dalla fornitura di energia da terzi) per motivi fisiologici legati alla quantità di sole disponibile durante il periodo invernale; la seconda è che è certamente possibile abbattere la propria spesa energetica fino al 70/75%; la terza è che questo risultato dipende più dalla dotazione impiantistica della casa che dalle caratteristiche dell’involucro edilizio.

  6. Buonasera, ho sempre seguito i suoi articoli che reputo molto attenti e precisi però su un dato da lei indicato sono diffidente. Ha detto che un suo cliente spende appena €500 all’anno per una casa in legno di 200mq, con pompa di calore, riscaldamento a pavimento, ventilazione meccanica, isolamento e impianto fotovoltaico, una casa in CLASSE A+. Mi sembra strano che consumi così poco visto che in inverno il fotovoltaico non produca poi così tanto e l’utilizzo della pompa per scaldare casa è intenso. anch’io ho una casa in classe A+ non in legno ma con 15cm di cappotto, pompa di calore, triplo vetro, ventilazione mecanica, riscaldamento a pavimento e 6kw di fotovoltaico ma non spendo di sicuro €500 ma almeno il doppio se non un pò di più, che mi va sempre bene. Suppongo che il suo cliente abbia un contratto di fornitura almeno da 6kw di potenza come residente con pompa di calore (con tariffa TD dedicata) e i costi fissi sono circa i seguenti:
    QUOTA FISSA materia energia= €3,58 mensili X 12= € 42,96
    QUOTA FISSA trasporto energia e contatore €1,61 mensili X12= €19,32
    QUOTA POTENZA trasporto energia e contatore mensili € 1,77 X ogni KW di potenza, se sono 6 kw di contatore sarebbero (€1,77X 6kw)x 12 mesi= €10,62×12= €127,44
    Facendo la somma,a prescindere dai consumi, solo di costi fissi in un anno sarebbero (sempre che il suo cliente abbia un contatore da 6kw di potenza):
    42,96 + 19,32 + 127,44= 189,72 all’anno vale a dire che il suo cliente consumerà poco più di €300 all’anno. Dubito fortemente che questi siano i reali costi delle spese elettriche della succitata casa.
    Grazie per la risposta che darà.
    Cordialmente
    Leonardo

    1. Salve Leonardo, il motivo dell’apparente discordanza dipende dal fatto che sono stato io poco preciso, infatti ho provveduto a modificare l’articolo in tal senso. Il punto è che i 500 euro considerano anche i proventi dello Scambio sul Posto, cioè il rimborso dell’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e immessa in rete. Non l’avevo puntualizzato, ma si tratta di una partita economica doverosa, visto che concorre al bilancio economico della casa esattamente come le altre.

  7. Buonasera, sicuramente l’indipendenza energetica al momento é impossibile anche perché per legge il contatore Enel è obbligatorio. Per quanto riguarda il caso del suo amico nasce una domanda? Questa abitazione è stata progettata e realizzata secondo un protocollo di qualità es. Casaclima, passivhaus ecc che possa certificarne un consumo? Trovo riduttivo affermare che l’involucro edilizio non concorra al fabbisogno dell’edificio, in quanto l’edificio è un sistema che nasce dall’integrazione di involucro e impianti che devono essere progettati in sinergia in funzione di posizione geografica e dell’uso che ne farà un utente. Ogni edificio è un prototipo e come tale si comporta e viene utilizzato in modo diverso da tutti gli altri.

    1. Buonasera, soprassedendo sul fatto che per legge il contatore sia obbligatorio (o meglio la fornitura da terzi per essere più precisi) cosa che ha più il sapore di leggenda metropolitana, dato che chiunque può mettersi nelle condizioni di interrompere i contratti di energia dai propri fornitori in qualsiasi momento, non ho mai scritto che l’involucro non concorre al fabbisogno dell’edificio.

      Dico solo che oggi molti pensano che una casa con un involucro ad alta efficienza fine a se stesso (generalizzo per far passare il concetto) significhi bollette molto basse a prescindere, il che non è sempre vero, perché la spesa effettiva dipende, ad esempio, anche dalla grandezza dell’edificio (sto ovviamente parlando di ciò che oggi si trova sul mercato immobiliare, non di edifici particolari o di casi studio).

      E’ molto più impattante l’impostazione impiantistica, tant’è vero che è possibile abbattere significativamente la spesa energetica con un certo tipo di impianti anche su abitazioni superate, pur non intervenendo in modo massiccio sull’involucro.

      Lo so che questa mia posizione è “politicamente scorretta”; il punto è che i numeri affermano questo in modo quasi implacabile.

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