COME SCEGLIERE IL SISTEMA DI ACCUMULO FOTOVOLTAICO PER LA TUA CASA

Sistemi di Accumulo FotovoltaicoMettiti comodo, ti dico subito che è un articolo piuttosto lunghetto, visto che l’argomento merita e si presta particolarmente, perché ti spiegherò come scegliere il sistema di accumulo fotovoltaico per le tue necessità, dandoti una panoramica che ti sarà molto utile.

Un consiglio: stampalo e leggitelo con calma.

Nella prima parte ti illustro i recenti aspetti normativi, soprattutto per coloro che hanno già un impianto fotovoltaico incentivato in Conto Energia. Se non ti interessano o ti annoiano, puoi passare direttamente alla seconda, che è quella di taglio più pratico, su come scegliere il tuo sistema di accumulo fotovoltaico.

Due parole sui sistemi di accumulo.

 
Ti devo confessare una cosa: ho sempre pensato che accoppiare a dei pannelli fotovoltaici una o più batterie fosse la cosa più ovvia da fare.

Lo pensavo seriamente fin dal lontano 2007, quando il fotovoltaico “commerciale” stava per nascere; allora spiegare alle persone che cos’era e come funzionava quel pannello blu cangiante era già una piccola impresa… figuriamoci disquisire di batterie!

Sarà perché ho sempre mal digerito il fatto che anno dopo anno più del 65% della preziosa energia elettrica prodotta dai pannelli se ne va in rete ad alimentare gli elettrodomestici del vicinato…

Sarà che il meccanismo dello Scambio sul Posto è complicato e soprattutto vincolante, visto che hai a che fare con Enel e con il GSE (quindi di fatto più o meno con lo Stato)…

Sarà che tutti gli impianti a collettori solari termici (tecnologia decisamente meno sofisticata) vengono venduti da decenni con il loro bravo serbatoio di accumulo…

Ecco che usare di notte l’energia elettrica che il sole ha creato di giorno l’ho sempre considerato affascinante.

Poi sappiamo un pò tutti come sono andate le cose: i 5 Conti Energia, la bolla che scoppia e le detrazioni fiscali di oggi, che rendono ancora decisamente conveniente rendersi almeno un pò autonomi dal consumo di energia elettrica.

Perché questo dovrebbe fare un buon impianto fotovoltaico, no?

E infatti, dopo la sbornia degli incentivi che ha ubriacato più di qualcuno (creando anche non pochi danni) finalmente da qualche anno si comincia a guardare al fotovoltaico per quello che è, un generatore di energia elettrica gratuita, utilizzabile direttamente per crearsi l’energia in casa, per creare risparmio vero.

E quindi siccome il risparmio diventa la vera leva economica in grado di sostenere l’investimento, il giochetto è semplice: come faccio a utilizzare al massimo l’energia fotovoltaica che l’impianto produce gratis per me anche quando IO non ci sono o quando IL SOLE non c’è?

Risposta esatta! La mettiamo dentro in una batteria che poi ci permette di utilizzarla quando lo vogliamo noi. Magari per far funzionare il frigorifero alla notte, oppure le luci alla sera.

O ancora meglio, se sei un fortunato possessore di un’auto elettrica (o ibrida a ricarica), per fare il pieno di energia solare. Fantastico!

E possibile, perché finalmente dopo un paio di anni di attesa, il Novembre scorso hanno visto la luce le regole tecniche e la normativa necessaria per rendere operativo il tutto, anche per gli impianti già esistenti ed incentivati.

Le “DELIBERE ACCUMULI” e le novità per gli impianti già installati

 
Tranquillo: come sempre non ti tedierò con la sterile descrizione delle due delibere AEEG, nella fattispecie la 574/2014/R/EEL e la succesiva 642/2014/R/eel, né con le regole tecniche attuative pubblicate dal GSE, grazie al quale anche gli impianti incentivati in tutti i Conti Energia (tranne il primo) ne possono beneficiare. Troverai i link come al solito a fondo pagina.

Voglio presentarti solo gli aspetti pratici della questione:

  1. Come dicevo, tutti gli impianti che godono degli incentivi possono dotarsi di un sistema di accumulo, tranne quelli che rientrano nel PRIMO CONTO ENERGIA. Penso che tu sappia quale tipo di incentivo prende il tuo impianto, quindi passo oltre.
  2. Il GSE richiede che gli impianti incentivati siano dotati dei contatori “giusti”, facendo una precisa distinzione a seconda che il sistema di accumulo sia considerato lato produzione o post-produzione, e sia monodirezionale (cioè le batterie si caricano solo dal fotovoltaico) o bi-direzionale (cioè le batterie si caricano anche dalla rete).
  3. Gli impianti in Scambio sul posto, Ritiro Dedicato e quelli che beneficiano dei prezzi minimi garantiti NON hanno la necessità di installare alcun contatore aggiuntivo, né di sostituire quelli esistenti.

Oltre a questo, il CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) che ha il compito di redigere le norme tecniche di settore, ha stabilito TRE sole modalità di installazione dei sistemi di accumulo:

  1. Configurazione 1: sistema di accumulo lato produzione monodirezionale;
  2. Configurazione 2: sistema di accumulo lato produzione bi-direzionale;
  3. Configurazione 3: sistema di accumulo post produzione bi-direzionale;

Occhio:

I sistemi di accumulo lato produzione sono quelli in cui il pacco batterie e il suo sistema di controllo si collocano tra i pannelli e l’inverter, cioè sul lato corrente continua. Anche se sul mercato puoi trovare già inverter nei quali l’elettronica di controllo delle batterie è perfettamente integrata, senza componenti aggiuntive, se hai già un impianto ti conviene la prima soluzione, altrimenti devi sostituire di sana pianta il tuo inverter.accumulo lato produzione

I sistemi di accumulo post-produzione invece sono quelli in cui il pacco batterie e il suo sistema di controllo si collocano dopo l’inverter (per essere più corretti dopo il contatore), cioè sul lato corrente alternata. In pratica sono i “kit” che si aggiungono all’impianto esistente senza modificarlo, perché lavorano quando la corrente prodotta dall’impianto è già uscita dall’inverter esistente.accumulo post produzione

In particolare, se vuoi installare un sistema di accumulo lato produzione bidirezionale e il tuo contatore dell’energia prodotta è monodirezionale (cioè che legge l’energia solo in un senso), occorre sostituirlo con uno bi-direzionale (cioè che legge l’energia in entrambi i sensi), ovviamente prima di metterlo in funzione.

C’è da dire che personalmente non ne ho mai visto UNO, di contatori di PRODUZIONE monodirezionali negli impianti che ho messo in esercizio (e sono tanti…)

Se invece vuoi installare un sistema di accumulo post produzione la faccenda è più semplice, perché la normativa impone il montaggio di un nuovo contatore bidirezionale (oltre cioè a quelli che già hai) solo se si verificano queste due condizioni:

  1. Il tuo impianto è incentivato con il QUINTO CONTO ENERGIA, accede alle tariffe omnicomprensive e/o beneficia dei prezzi minimi garantiti;
  2. Il tuo sistema di accumulo è BIDIREZIONALE, cioè tecnicamente è fatto in modo che le batterie si possano caricare anche dall’energia proveniente dalla rete (la maggior parte dei prodotti in commercio sono sempre monodirezionali, cioè si possono caricare solo lato fotovoltaico, come peraltro ha senso dal mio punto di vista).

Dovete però sapere che la modifica comporta in ogni caso la compilazione di un nuovo Regolamento di Esercizio e quindi una nuova pratica di connessione con Enel, ma soprattutto la comunicazione al GSE prima e dopo l’installazione, attraverso due modelli specifici che puoi scaricare direttamente dal sito GSE (il link è a fondo pagina), dove sono illustrate anche nel dettaglio le istruzioni per effettuare la comunicazione.

Infatti per il normatore (e di conseguenza per i distributori e il GSE) un sistema di accumulo equivale ad una sezione ATTIVA, cioè un vero e proprio nuovo impianto fotovoltaico.

Ecco, come da italica tradizione, il solito pacco di carte da fare starai pensando.

Ebbene si, se vuoi far coesistere il tuo sistema di accumulo con la rete elettrica sei costretto a montare un sistema certificato CEI 0-21, e siccome il tema è decisamente “spinoso” ne parlo più approfonditamente in QUESTO ARTICOLO, che ti consiglio di leggere.

Riassumendo, salvo casi particolari, nei piccoli impianti residenziali è possibile inserire un sistema di accumulo anche senza installare alcun contatore aggiuntivo.

I sistemi più diffusi oggi in commercio

 
Ok, hai capito che installare un sistema di accumulo per tenerti in casa l’energia prodotta dai tuoi pannelli solari si può fare, sia che tu abbia un impianto incentivato, sia che tu non ce l’abbia proprio, e vorresti approfittarne per affrancarti dalle tue bollette quasi del tutto.

Il problema però è sempre lo stesso: ti affacci sul mercato e come al solito, neanche a farlo apposta, casino assoluto.

Ecco qualche indicazione: diciamo che oggi in commercio puoi trovare tre grandi tipologie di sistemi di accumulo:

  1. I sistemi ON GRID (cioè sempre connessi alla rete) lato produzione, cioè da mettere tra i pannelli e l’inverter principale (è possibile anche sostituire l’inverter con uno che controlli direttamente le batterie);
  2. I sistemi ON GRID post produzione cioè da mettere dopo l’inverter principale senza modificare l’impianto esistente;
  3. I sistemi OFF GRID cioè “in isola“.

accumulo fotovoltaico

I sistemi ON GRID lato produzione

 
Sono quelli dove l’inverter controlla direttamente il pacco batterie, decidendo cosa fare dell’energia prodotta dai pannelli, in genere privilegiando i carichi attivi della casa, e caricando le batterie con l’energia prodotta in eccesso in quel momento.

Diciamo che in genere le priorità seguono questo schema:

  1. Durante il giorno l’energia prodotta dai pannelli serve prima i carichi attivi, cioè quello che assorbe energia in quel momento in casa;
  2. In caso di produzione in eccesso, l’inverter provvede a caricare le batterie;
  3. Se le batterie sono cariche, l’inverter immette l’energia in eccesso in rete, perché trattandosi di sistema ON GRID, è sempre connesso.

Quindi in questa soluzione tu sarai sempre in grado di sfruttare ogni singolo kWh prodotto dai tuoi pannelli, pagando però lo scotto di avere un impianto sempre connesso alla rete pubblica.

In questa configurazione quando i pannelli fotovoltaico non producono più perché il sole tramonta, l’inverter preleva l’energia immagazzinata nelle batterie per servire i carichi attivi, scaricandole fino al limite stabilito da progetto, in funzione dalla tecnologia delle batterie stesse.

Eh si, perché un sistema di accumulo deve essere correttamente progettato, altrimenti non farà mai quello che deve.

schema accumulo fotovoltaico

Diciamo che le batterie con tecnologia Piombo-Acido conviene scaricarle non più del 50%, perché altrimenti durerebbero molto poco, con le batterie al litio la profondità di scarica può arrivare anche all’80%/90%.

Se l’inverter ha un sistema di controllo evoluto, è anche in grado di controllare la scarica delle batterie, che è la fase più delicata del processo; infatti per preservare la durata degli accumulatori, la velocità di scarica deve essere controllata.

Esempio pratico per capirci: se ho la batteria carica con 100 Wh di energia elettrica, matematicamente la posso scaricare tutta assorbendo 100 W per un’ora oppure 1000 W in 6 minuti…ma per la batteria NON E’ LA STESSA COSA!

Questo tipo di soluzione, inoltre, va certamente bene per chi vuole realizzare un impianto fotovoltaico nuovo, ma per chi ha già un impianto fatto, obbliga a sostituire l’inverter esistente.

Oggi sul mercato esistono già delle soluzioni confezionate dai costruttori storici di inverter, di vario tipo: senza batterie ma con la parte di controllo, oppure con una o più batterie (in genere al litio) in soluzioni modulari.

I sistemi ON GRID post-produzione

 
Sono quelli in cui ad un impianto tradizionale, pannelli + inverter, si associa un kit separato da montare DOPO il contatore di produzione, costituito in genere da un box che contiene:

  • un altro inverter con caratteristiche diverse da quello “primario” dell’impianto;
  • il sistema di controllo dell’accumulo
  • il pacco batterie.

Il controllo dell’energia avviene con le stesse modalità di prima, perché si tratta sempre di soluzioni ON-GRID, cioè connesse alla rete.

Questa soluzione è ovviamente preferibile nel caso di impianti già esistenti, come quelli incentivati, ma si può applicare anche per quelli nuovi; in ogni caso sono tutte soluzioni “off-market”, cioè sono kit assemblati da aziende terze rispetto ai costruttori di inverter, e quindi in questo caso la scelta deve essere fatta con molta attenzione.

I sistemi OFF GRID

 
Si chiamano anche impianti “ad isola”, perché sono studiati per non immettere MAI in rete la corrente prodotta dai pannelli fotovoltaici.

Anche in questo caso si tratta di kit assemblati con inverter ad isola, l’elettronica di controllo del sistema e il pacco batterie.

Le priorità sono piu o meno le stesse rispetto alle altre configurazioni, tranne per l’ultimo punto:

  1. Durante il giorno l’energia prodotta dai pannelli serve prima i carichi attivi, cioè quello che assorbe energia in quel momento in casa;
  2. In caso di produzione in eccesso, l’inverter provvede a caricare le batterie;
  3. Se le batterie sono cariche, l’impianto parzializza la propria produzione, perché non trova modo di cedere alla rete l’energia prodotta in eccesso.

Quindi la logica di scelta di questi impianti funziona “a pacchetti” di energia, in grado di essere messi a disposizione in tutto l’anno dall’impianto nel suo complesso, visto come una scatola chiusa, indipendentemente dalla produzione potenziale dei pannelli.

Esempio: se un impianto tradizionale da 3 kWp esposto a sud è in grado di produrre dalle mie parti diciamo 3500 kWh, ma di questi riesci a trattenere direttamente solo il 30% (autoconsumo) e il resto viene ceduto in rete, lo stesso impianto ad isola sará in grado (se ben dimensionato con il giusto pacco batterie) di fornirti 2800/2900 kWh, MA TUTTI TUOI. Questo perché d’estate avrai spesso le batterie piene, e ancora disponibilitá di energia solare, che però non sarà prodotta perché non sarai in grado di usarla.

Ecco che se il tuo fabbisogno è proprio di 3500 kWh, all’Enel pagherai solo la differenza, davvero una sciocchezza.

Inoltre, essendo “in isola”, non hai bisogno dello scambio sul posto del GSE, che da solo vale 36,60 euro all’anno di spese fisse, mentre è sempre obbligatoria la richiesta di connessione ad enel a meno che tu non decida di essere COMPLETAMENTE indipendente dalla rete.

A questo proposito, se stai pensando di poterlo fare affidandoti ESCLUSIVAMENTE all’energia solare è meglio che te lo togli dalla testa, credimi… NON SARA’ POSSIBILE a costi ragionevoli e con un impianto economicamente sostenibile (poi se hai soldi da buttare si può fare tutto ovviamente).

Si lo so bene che in giro c’è qualche volpone che dice il contrario…ma lo fa solo per accaparrare la tua attenzione, è una semplice tecnica di marketing…poi in pratica, se sono almeno onesti, ti diranno che nel caso tuo non si potrà fare…ma intanto ti hanno accalappiato, un grande classico!

L’alternativa è dotare l’impianto di un generatore a gasolio (!) di riserva durante l’inverno e/o una pala eolica, che però è un sistema ancora più rischioso a meno che tu non abiti in una zona dove c’è REALMENTE sempre vento, per via delle particolari caratteristiche morfologiche della zona.

Per tornare in tema con il contenuto dell’articolo, ovviamente i sistemi off-grid sono preclusi in automatico a tutti i possessori di impianti già incentivati, perché sempre connessi alla rete.

Come scegliere quindi un sistema di accumulo per le proprie esigenze?

 
Proviamo ad analizzare le casistiche in cui normalmente mi imbatto:

  1. Hai un impianto (incentivato oppure no) e NON vuoi sostituire il tuo inverter perché funziona ancora bene? –> Impianto ON GRID post produzione.
  2. Hai un impianto (incentivato oppure no) e vuoi sostituire il tuo inverter perché è vecchio e magari poco efficiente? –> Impianto ON GRID lato produzione, con inverter + batterie.
  3. Vuoi realizzare un impianto e vuoi tenere per te TUTTA l’energia prodotta senza immetterla nella rete pubblica, perché l’impianto è tuo, ti scoccia, e non vuoi dipendere dal GSE? –> Impianto OFF GRID.
  4. Vuoi realizzare un impianto e vuoi sfruttare fino all’ultimo kWh l’energia prodotta dai tuoi pannelli fotovoltaici, anche se questo significa immettere in rete e dipendere da Enel? –> Impianto ON GRID post-produzione.
  5. Vuoi realizzare un impianto il piú compatto possibile e vuoi sfruttare al massimo l’energia prodotta dai tuoi pannelli fotovoltaici, anche se questo significa “dipendere” da Enel? –> Impianto ON GRID lato produzione.

In tutti i casi ricorda una cosa fondamentale: la grandezza (e ovviamente il tipo) del pacco batterie è un elemento fondamentale per ottenere i risultati che cerchi, e deve essere dimensionato CORRETTAMENTE in funzione a come gira l’energia in casa tua.

Soprattutto per chi ha giá un impianto installato, è molto importante PRIMA stabilire l’autoconsumo, il fabbisogno reale dell’abitazione e la quantità di energia immessa.

POI si dimensiona correttamente il sistema di accumulo.

A proposito di batterie…

 
Lasciando perdere gli annunci che ogni tanto si leggono sulla stampa di mirabolanti tecnologie in fase di studio o di prototipazione (c’è da dire che il settore degli accumuli è considerato strategico nel futuro dell’industria e dell’economia), oggi in commercio sono disponibili DUE tecnologie principali:

  1. Le batterie al Piombo-Acido;
  2. Le batterie al litio.

Come spesso succede in questi casi, si creano due vere e proprie fazioni commerciali contrapposte, in cui si schierano i sostenitori di una tecnologia contro quelli dell’altra.

Volendo fare un’analisi molto semplice, perché le batterie sono argomento per specialisti e io non lo sono, ti dico come la penso:

  • Le batterie Piombo-Acido sono affidabili, mature ed economiche, ma anche ingombranti e pesanti. Garantiscono buone durate solo se scaricate fino al 50% della loro capacità di accumulo nominale. Quindi se acquistate un pacco di batterie da 10 kWh nominali, ne potrete sfruttare per ogni ciclo solo 5. Inoltre devono essere posizionate obbligatoriamente in locali aerati, perché durante la fase di carica producono gas idrogeno. Sebbene oggi la maggior parte delle persone eviti il piombo come la peste bubbonica, in realtà è una tecnologia che può essere sfruttata ancora molto bene, ed è in grado di portare risultati di tutto rispetto, sicuramente paragonabili al dozzinale litio low-cost che oggi invade gli scaffali dei supermercati del fotovoltaico.
  • Per contro, le batterie al litio sono piccole, leggere e poco ingombranti ma molto più costose. La loro percentuale di scarica può arrivare fino all’80% della capacità nominale, garantendo anche un numero di cicli maggiore, e quindi una durata più lunga. Non hanno particolari prescrizioni tranne il fatto che il loro sistema di controllo e regolazione deve essere più sofisticato, anche e soprattutto per evitare incidenti o il danneggiamento irreversibile della batteria. Per questo motivo, quando sono costretto a lavorare con il litio, personalmente preferisco proporre solo soluzioni integrate di produttori di cui mi fido.

Inoltre di batterie al piombo ne esistono di diversi tipi, MA NON SONO TUTTE UGUALI.

Devi sapere infatti che nonostante la tecnologia sia la stessa, le batterie al piombo hanno tutta una serie di differenze costruttive, proprio in base al tipo di utilizzo che devono garantire. Per esempio quelle per autotrazione sono realizzate per garantire la corrente di spunto all’avviamento, ma non per lo storage, che invece richiede il numero più elevato possibile di cicli carica/scarica.

E qui viene il bello, perché tra gli accumuli piombo-acido sul mercato ci sono due soluzioni dominanti: le batterie AGM a piastre piane e le batterie OPzV stagne a piastre positive tubolari ed elettrolita in gel.

Le prime (AGM) garantiscono in genere dai 400 ai 700 cicli (il base al tipo/modello) circa di carica/scarica durante la loro vita attesa, al 50% della capacità nominale. Questo perché non sono espressamente concepite per l’uso ciclico, ma per applicazioni tipo UPS, per garantire cioè il servizio per il tempo necessario al ripristino della rete, quindi per scariche inferiori ai 10 min molto profonde (classico lavoro dell’UPS). Il motivo è dovuto alla conformazione piana delle piastre all’interno della batteria.

Le batterie OPzV invece, grazie alla conformazione tubolare delle piastre, sono concepite proprio per l’uso ciclico, garantendo fino a 2500 cicli di carica/scarica a parità di condizioni. Ovviamente le AGM costano molto meno delle altre…

Guarda questi due grafici, che indicano la durata in numero di cicli dei due tipi di batteria:

batterie OPzVCicli durata batterie OPzV batterie AGMCicli durata batterie AGM

Per cui quando trovi sul mercato kit di accumulo a prezzi particolarmente bassi, devi ricordare sempre che il prezzo dipende dall’inverter/sistema di controllo e dal tipo di batterie che equipaggiano il kit. Praticamente tutti i sistemi più economici usano batterie AGM.

Ovviamente sei libero di comprare quello che vuoi, ma almeno dacci un occhio e non cedere alla tentazione di pensare che tanto tutti i sistemi fanno la stessa cosa e hanno la stessa durata.

Capisci perché i sistemi al piombo hanno una brutta fama? Perché la maggior parte dei venditori d’assalto nemmeno conosce la differenza, e in passato ha venduto batterie AGM o anche quelle “volgari” da autotrazione (visto con i miei occhi) spacciandole con durate da 10 anni e più. Poi sono scomparsi e il cliente è rimasto con il cerino in mano (visto anche questo) con un sistema che dopo un anno e mezzo già non rendeva più una beneamata cippa. Ma questo è un altro discorso…

Per concludere qualche riferimento

 
Guarda QUI cosa succede se hai in casa un impianto fotovoltaico con un sistema di accumulo ben dimensionato…

Se vuoi puoi scaricare la delibera AEEGSI 574/2014/R/EEL, la trovi a QUESTO LINK;

Se vuoi puoi scaricare la delibera AEEGSI 642/2014/R/EEL, la trovi a QUESTO LINK;

Se vuoi puoi scaricare le regole attuative aggiornate (15/06/2017) del GSE, la trovi a QUESTO LINK;

Se vuoi accedere alla pagina GSE, la trovi a QUESTO LINK;

Se vuoi una panoramica dettagliate sulla tecnologia delle batterie, la trovi a QUESTA PAGINA.

Se questo articolo ti è piaciuto lascia pure un commento.

A presto!

132 thoughts on “COME SCEGLIERE IL SISTEMA DI ACCUMULO FOTOVOLTAICO PER LA TUA CASA”

  1. Splendido articolo, complimenti!
    Mi rimane un dubbio: Nel caso di interruzione di fornitura di energia dalla rete, l’impianto “On-grid post produzione” continua funzionare fino alla scarica delle batterie o si blocca per motivi di sicurezza come il semplice inverter senza accumulo che ho attualmente installato?
    Grazie

    1. Innanzitutto grazie per il feedback! Se interessa sto attivando on line un servizio di consulenza per fare un passo ulteriore, visto che ho trovato il modo di valutare con precisione qual è il sistema di accumulo ottimale per qualunque impianto fotovoltaico già in esercizio almeno da un paio d’anni.

      Rispondo alla domanda: dipende dal sistema di accumulo. Se è prevista dal costruttore la protezione anti black-out, il sistema mantiene la casa “in isola” fino alla scarica delle batterie entro i limiti di assorbimento della potenza consentita dall’inverter, altrimenti no. Ad esempio, giusto per citare un caso “famoso”, il sistema Tesla Powerwall 2 attualmente non dispone di questa tecnologia.

      Ci sono poi sistemi di accumulo che fanno lo switch in millisecondi senza che tu nemmeno te ne accorga, e altri un po’ meno “brillanti” che fanno il trasferimento in modo più lento e non proprio felicissimo. Come sempre dipende dal prodotto, dal prezzo e così via.

      A presto!

      Loris

  2. Grazie mille Loris!!! Straight to the point!!!! Veramente grazie opto per l’opzione 2 e mi permetto di comunicare con te nei prossimi giorni se non ti dispiace che io disturbi! Sono extra convinto del fotovoltaico, sono anche in procinto di comprare un veicolo elettrico, avendone già avuto uno so cosa implica ma qui in Italia, tutto il sistema è da rivedersi completamente perché attualmente è totalmente inefficiente, per dirlo con educazione, la legge deve essere cambiata ed eliminare il GSE. Per me. Venendo da un paese europeo dove, chi ha il fofovoltaico ritrova sulla sua fattura in una pagina quanto ha consumato, quantonha prodotto con un totale negativo o positivo, qui è un completo caos e non si capisce niente!!!
    Ritornando all’accumulo penso di orientarmi verso un sistema ad isola cosa ne pensi?

    1. Grazie a te! Per il resto quoto al 100% tutto quello che dici. Per la questione del sistema ad isola su un impianto già connesso alla rete, ne dobbiamo parlare. Se l’impianto è incentivato con il conto energia (non credo ma non lo so con certezza) non si può fare senza perdere gli incentivi, altrimenti è fattibile ma ripeto, dobbiamo valutare pro e contro in base alla tua situazione.

      Attendo tue in privato.

      Loris

  3. buongiorno,

    Avrei bisogno di un consiglio.
    Vorrei far montare un accumulatore sul mio impianto Fotovoltaico di 3 KW. Perché ? Attualmente ne sono sprovvisto e visto che consumo di più nelle fasce notturne pensavo che con l’accumulo in casa durante il giorno potrei abbassare quanto più possibile il mio consumo notturno. Premetto che sono con il GSE ed ENEL ma dopo vari accertamenti e controlli risulta che i pannelli producono ma il corrispettivo non c’e’ e pago di più durante la notte, visto che il giorno il consumo e’ minimo e la sera di più perché ‘ ritorno dal lavoro.
    Da dove devo partire e cosa devo valutare r cosa devo prendere ed a chi mi rivolgo ?
    Grazie mille.

    1. Salve Axel, per capire correttamente di cosa hai bisogno serve un’analisi approfondita dei flussi di energia in produzione, immissione e prelievo almeno a cadenza mensile. In questo modo è possibile dimensionare nel modo più corretto possibile il sistema di accumulo ottimale, anche e soprattutto in funzione delle tue aspettative.

      La tua idea è corretta, e se vuoi davvero sfruttare a fondo il tuo impianto perché adesso hai la netta impressione di non poterlo fare, un sistema di accumulo è l’unica strada percorribile.

      Purtroppo però NON ESISTE un’unica soluzione che va bene per tutti ma ne esistono molte; lo puoi vedere anche tu gironzolando un po’ in rete…chi pubblicizza e spinge un prodotto, chi ne spinge un altro e così via. Ma è normale: ogni azienda/installatore ha le proprie preferenze, che però spesso non rappresentano la soluzione preferibile anche per il cliente. Da un lato perché molto spesso i venditori lavorano a kit, e sbagliano le taglie delle batterie; dall’altro perché il rischio di ricevere “cacca” travestita da cioccolata è sempre molto alto.

      Siccome fare una disamina del mercato non è possibile in questa sede perché ogni situazione è comunque diversa dalle altre, di fatto hai due sole possibilità:

      1) accetti il rischio e ti rivolgi a qualche “azienda commerciale” che cercherà di convincerti che la sua soluzione è la migliore; compri da chi ti ispira più fiducia e incroci le dita, assumendoti i rischi del caso.
      2) vai a questa pagina per farti fare un’analisi terza e indipendente che ti chiarirà in modo trasparente e inequivocabile i limiti e le opportunità del sistema, senza conflitti di interesse legati alla vendita dell’impianto, eliminando alla fonte ogni rischio.

      A presto!

      Loris

  4. Ciao Ivan

    Vedo i tuoi 2 ultimi interventi alquanto più in basso nella Striscia (entrambi del 20 Dic.2016). Mi posiziono qui in alto per avere maggiore larghezza di scrittura a disposizione e anche per facilitare la lettura.
    ————————————

    Veramente a me non pareva di dovermi mettere d’accordo con l’Ing Uccia e mi sembrava anche, per quanto riguarda il tuo acquisto del SISTEMA BATTERIE da 2 kWh (utili), di averti detto tutto il dicibile con tanti BEI NUMERI e non con affermazioni generiche di principio, buone per tutti gli usi e quindi per nessun uso. Su questi numeri l’ Ing. Uccia, o chiunque altro, avrebbe potuto argomentare agevolmente con altri calcoli o valori numerici.

    Veramente mi sarebbe stato facile dirti semplicemente che SICURAMENTE i 2 kWh del SISTEMA DI ACCUMULO pagato OLTRE 8000 € (ora sappiamo che sono 8800) non potevano essere sufficienti a “passare la nottata” nemmeno in Estate ma che, principalmente, si trattava di una spesa oltre ogni ragionevole limite, anche se tu fossi riuscito ad avere il “regalo” del 50% dalla tua Regione.

    Invece ho pensato bene ( ma forse male) di fare un intervento più articolato anche sperando di poter dare/avere spunti, dai frequentatori del Sito o dall’ Ing.Uccia, per ulteriori e diverse valutazioni NUMERICHE. Temo, però, che la mia speranza non sarà mai esaudita……..

    Mi sembra strano, dunque, che tu non abbia notato che l’ Ing. Uccia, per una sua precisa impostazione di principio tecnico/commerciale, NON RISPONDE praticamente mai CON NUMERI sui problemi specifici che gli vengono sottoposti. Leggiti i suoi numerosi interventi e potrai facilmente rendertene conto.

    Soprattutto vai a questo indirizzo: http://www.efficienzaerinnovabili.it/un-faro-nella-nebbia/ e ti risulterà più evidente quanto ti ho detto. Sia ben chiaro che io non ho nessun motivo di personale contesa con l’Ing. Uccia e con la sua Politica Aziendale. Anzi, STANDO A QUELLO CHE SCRIVE NEI SUOI “ARTICOLI DI TESTA”, lo consiglierei a chiunque per la sua conoscenza del mestiere e la fondamentale correttezza della impostazione tecnico/commerciale. In quanto ai prezzi delle sue Forniture & Servizi, paragonati ai costi da te sostenuti, non posso esprimere nessuna opinione personale per totale mancanza di Dati dalla sua parte.

    Comunque, SE NE FARAI RICHIESTA, provvederò a completare la risposta “PIPPOZZIANA”che ,in parte, avevo già scritta sul tuo Caso e che non avevo ritenuto utile completare date le considerazioni espresse dall’ Ing. Uccia.

  5. Ciao Loris,
    ottimo articolo come sempre.
    Nel caso in cui si vada a inserire un accumulo su impianto FV esistente, è un problema il fatto che l’inverter NON sia certificato CEI 0-21 (perché risalente a qualche anno fa)?
    L’inverter va sostituito?

    Grazie 😉

    1. Si, Gabriele, è un problema, e l’inverter va sostituito.

      Ne approfitto per dirti che sto seguendo indirettamente un controllo GSE su un impianto fotovoltaico incentivato, dove è stato installato un accumulo tipo UPS ma sprovvisto della CEI 0-21.

      Ho l’impressione che ne vedremo delle belle…

      1. Ah ok, grazie per l’info! Mi puoi dare il riferimento normativo? Non mi pare che la CEI 0-21 lo dica espressamente (ma magari mi sbaglio…)

        Quindi anche se ad esempio si passa da un impianto OFF grid ad uno ON grid, per gli stessi motivi, l’inverter va sostituito. Giusto?

      2. Buongiorno Ingegnere vorrei un consiglio, ho installato nel 2012 un impianto fotovoltaico 4,5 kw con scambio sul posto, im questa zona va via spesso l’elettricità edi conseguenza il risaldamento etc..vorrei sapere se un sistema d’accumulo oltre che al risparmio sul costo dell’energia può anche garantire l’energia in caso di Black out e per quanto tempo, Le chiederei anche un consiglio su che batterie installare e circa a che costo andrei a spendere. La ringrazio molto

        1. Barbara, dipende.

          Non tutti i sistemi di accumulo oggi in commercio sono in grado di sostenere il backup, e quelli che lo fanno non sempre lo fanno bene.

          Per me backup è quando ti accorgi che manca la corrente solamente perché guardi fuori e i lampioni sono spenti, cioè quando la commutazione è così rapida che non ti accorgi di nulla.

          Solo chi usa inverter e macchine concepite per far questo è in grado di garantirtelo; in commercio le alternative sono davvero pochissime, e purtroppo non si trovano tra i sistemi low-cost.

          Le ho scritto in privato.

          Loris

  6. Ho acquistato un’impianto Sonnenbatterie con 2 kw di accumulo ma tra il costo (+ di 8000 euri) e la resa economica con la batteria di 2 kw è nulla.La batteria di 2 kw dura 2 ore scarse di consumo normale poi si ripassa all’enel, il risparmio sulla bolletta si riduce a 20 euro circa al mese e per ammortizzare l’impianto,se va bene, ci vuole una vita .Se poi si vuole aggiungere una batteria sempre di 2 kw il costo supera le 2800 euro.
    Il mio consiglio spassionato a chi vuole mettere un impianto di accumulo è di spendere il meno possibile, anche con batterie tecnologicamente meno recenti e di avere una potenze utile maggiore di 5kw.

    1. Salve Ivan, anche se non conosco i dettagli del tuo impianto non sono per nulla sorpreso da ciò che scrivi.

      Chiunque voglia ottenere dei risultati tangibili subito (e credo che chi spende oggi molte migliaia di euro per sfruttare di più e meglio il proprio impianto fotovoltaico DEVE PRETENDERE risultati tangibili SUBITO), deve scegliere in modo adeguato la capacità delle batterie, e tutto il sistema deve essere progettato su misura.

      Oggi invece assistiamo da tutte le parti al proliferare di soluzioni commerciali standardizzate, a kit, uguali per tutti, la maggior parte low-cost…non è il tuo caso, ovviamente, ma spendere il meno possibile non sempre è la soluzione giusta. Negli accumuli, TUTTI, NESSUNO ESCLUSO, il prezzo è SOLO e SEMPRE un indice di durata, né più né meno.

      La stessa Tesla, che viene venduta sul mercato ad un prezzo direi aggressivo, dice CHIARAMENTE che già dopo 10 anni la sua batteria perde di resa in modo evidente; anzi ti dà proprio l’energia “estraibile”, cioè la quantità di energia fotovoltaica che puoi immagazzinarci dentro in tutta la sua vita, che è l’unico parametro di confronto serio tra soluzioni diverse.

      La verità è che non è una questione di prezzo: serve soprattutto “progettare l’autonomia energetica“, stabilire cioè la taglia giusta in funzione di quanto vuoi essere davvero indipendente dalla rete, con il giusto ritorno economico.

      Solo che farlo non è semplice, e non è proprio alla portata di tutti… tantomeno dei venditori con la valigetta in giacca e cravatta che hanno solo l’obiettivo di uscire dalla porta con i contratti firmati, perché hanno trovato nuova terra da bruciare.

    2. Ciao Ivan

      Sono un Fotovoltaista (in semplice SSP, senza Batterie). Ho letto con interesse la tua lamentela e le tue considerazioni complessive soprattutto perchè riferite ai costi di tutto il tuo Sistema “SONNENBATTERIE” che hai fatto applicare al tuo FV già esistente. Almeno così credo di aver capito,se così non fosse ti prego di precisare meglio.
      Non sapendo nulla di tecnicamente preciso, su questo particolare Sistema, mi sono documentato su Internet anche con la speranza (pochissima) di riuscire a sapere qualche prezzo credibile. Qualcosa di Tecnico sono riuscito a saperlo. Per i prezzi, un operatore che non posso citare qui, offre la versione da 4kWh ( come la tua ma con 2 batterie) “CHIAVI IN MANO” completa anche di pratiche ENEL e GSE a 9000€ ( 2250 €/kWh).

      Nel tuo caso si tratta di un Armadio Elettrico (dim. H900xL620xP360, peso 30 kg) che contiene tutti i dispositivi elettrici ed elettronici richiesti (in pratica un piccolo Inverter capace anche di caricare/scaricare le Batterie) e 2 “posti batteria” disponibili. per batteria singola da 2 kWh utili disponibili in carica. Nel tuo caso hai 1 sola batteria (2 kWh, peso24 kg) e potresti aggiungerne ancora una (nello spazio libero dell’armadio) per avere 4 kWh ma con un costo supplementare di 2800 €/batteria. L’armadio è allacciato elettricamente in parallelo sui 2 fili (Fase e Neutro) che collegano il tuo Inverter FV al Contatore di Produzione FV di ENEL. Il tutto, visto dall’esterno, funziona come una “Scatola Magica” che assorbe Energia nella forma 230V-50 Hz (dal Inverter FV), la stocca non importa come nelle batterie, e poi la restituisce all’occorrenza sempre nella stessa forma di 230V-50Hz .

      Detto questo per la parte Tecnica e lasciando perdere( ma solo per semplificare) il rendimento complessivo del Sistema della “Scatola Magica” che dovrebbe essere nel migliore dei casi del87% (0,96×0,96×0,95=0,875), e anche la profondità di scarica che dovrebbe essere del 90%, passiamo alla parte ECONOMICA.

      Il tuo Sistema è costato 8200€ (sembra da come tu ti esprimi) con 1 sola Batteria da 2 kWh ovvero 4100€/kWh. Se tu avessi 2 Batterie avresti disponibili 4 kWh e il costo sarebbe di 8200+2800=11000€ ovvero 2750€/kWh. Dal punto di vista matematico, ma anche pratico, è UNA BELLA DIFFERENZA. Il costo del Sistema, anche con i 4 kWh, mi sembra comunque esorbitante. Tuttavia, una volta smaltita la arrabbiatura e visto che il grosso della spesa ormai è fatto, forse potrai riesaminare la situazione e acquistare la seconda batteria. Il tuo Sistema sembrerebbe essere qualitativamente di altissimo livello sotto tutti i punti di vista (per oggi).

      Tieni comunque presente che la situazione della quale ti lamenti (visto che tu scrivi ora che abbiamo un Tempo pessimo per lunghe file di giorni, anche 7gg di seguito) dipende certamente anche dalla tua percezione visiva della luce del giorno.

      La tua Batteria riesce a essere caricata con i 2 kWh che tu supponi debba contenere? La cosa dipende moltissimo dalla dimensione del tuo FV rapportata al consumo di base della casa.
      Per fare un esempio: Se il tuo FV è da 3 kWp, in questi giorni bruttissimi attuali, potrà produrre 1,3 kWh/giorno con una “punta di Potenza”, intorno al mezzogiorno, di non più di 0,2 kW. Dato che una “casa normale” ha una base di richiesta di Potenza che normalmente non è mai inferiore ai 0,3 kW tu “spazzolerai” (nelle dette condizioni) al 100% tutta la produzione istantanea del FV e dovrai anche attingere dalla Rete la restante potenza mancante di 0,1 kW. Nelle alte ore della giornata andrà peggio e quindi PER LA CARICA BATTERIA NON SARA’ DISPONIBILE ALCUNCHE’ PER TUTTA LA GIORNATA.

      Comunque, anche nelle situazioni migliori che si hanno nel corso dell’anno, la batteria comincerà a cedere la sua Energia non appena il consumo istantaneo di casa supererà la produzione istantanea del FV. Pertanto in Estate, quando la luce declina in tempi lunghissimi, le Batterie entreranno in scarica minima, poniamo alle 18,00 e proseguiranno con flusso di scarica sempre in aumento sino, poniamo, alle 21 quando, alla vista, si fa scuro veramente e il FV stacca. A questo punto nella Batteria da 2 kWh sarà rimasto forse ancora ½ kWh che potrà dare supporto per una altra ora al massimo. In questa situazione la sensazione dell’Utente sarà che i 2 kWh gli durano SOLO 1 ORA.

      Se invece il FV fosse 3 volte più potente, per esempio da 9 kWp la possibilità di caricare sicuramente “a fondo” la tua Batteria da 2 kWh sarebbe assicurata praticamente per tutti i 365 giorni dell’anno e l’Accumulo annuo sfruttabile sarebbe di 2×365=730 kWh/anno. Nel tuo caso, se disponi di un FV piccolo da 3kWp, penso che il tuo livello di Accumulo Annuo possa essere al massimo di 350 kWh/anno, cioè la metà circa e quindi con “ritorno economico” strettamente proporzionale.

      Per concludere: le variabili da considerare, per fare un Investimento vagamente sostenibile,sono molte.

      Comunque il capitolo Batterie “in retrofit”, oggi, è inabbordabile anche con prezzi molto più bassi di quelli migliori attuali. Il prezzo (per batterie, ottime come le tue, tipo Litio-Ferro-Fosfato) dovrebbe scendere almeno a 1000 €/kWh Batteria e, tenendo presente lo Sconto Fiscale del 50 %, il costo da ammortare rimarrebbe di 500 €/vita batteria.

      Questo perchè, senza batterie e in regime di SSP, il costo del Kwh “scambiato con la Rete ( per i classici impianti FV da 3 kWp, con contatore D2- 3kW- Tariffa Bioraria, e con consumi di casa intorno ai 3600-4000 kWh/anno) risulta di circa 0,24€(boll. ENEL) – 0,14€(rit.da GSE)= 0,10 €/kWh.
      In questa situazione una Batteria da 1 kWh che si suppone caricabile/scaricabile completamente 1 volta al giorno per tutti i 365 gioni/anno richiederebbe un tempo di ammortamento di:
      500€/(365 kWh x 0,1 €/kWh) =13,7 anni. NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI POSSIBILI !!!.

      Facendo riferimento al commento del Ing. Uccia su quella che lui chiama ”ENERGIA ESTRAIBILE” e che io mi permetto di rinominare “ENERGIA TRANSITABILE” ( mio acronimo E.T.) la Batteria da 1 kWh del mio esempio permette in 10 anni un “TRANSITO” di 365×10=3650kWh/kWh Batteria.

      La molto pubblicizzata Batteria agli Ioni di Litio(Li-ion), TESLA POWERWALL da 6,4 Kwh Nominali (e anche Utili) viene garantita per 10 anni o18000 kWh transitati.
      Facendo la debita proporzione questa Batteria permette il “TRANSITO UNITARIO/10 ANNI” di 18000 / 6,4 = 2812 kWh/kWh Batteria. Questo ultimo dato, di una Batteria reputata attualmente ottima, risulta notevolmente inferiore a quello di 3650 della batteria del mio esempio. Ne deduco che nel mio esempio sono stato molto ottimista perchè, implicitamente, ho assegnato alla stessa una “prestazione di vita” del 30% superiore a quella garantita per la Tesla Powerwall.

      Per il tuo “Risparmio medio in bolletta di circa 20€ al mese”. Il conto torna anche a me, ma alquanto diminuito, tenendo conto (come già detto) che con la Batteria da 2kWh potrai diminuire la Bolletta di 365×2=730 kWh/anno per un valore di 730 x 0,24€/kWh = 175,2 € ovvero 175,2 / 12 = 14,6 €/mese (invece dei tuoi 20).
      Devi però tenere conto che il GSE non ti ritornerà più indietro 730 x 0,14€ =102,2 €/anno perchè i detti 730 kWh la Rete non li avrà mai ricevuti e mai li avrà “scambiati” con casa tua.
      Pertanto il tuo “reale ritorno” sarà molto inferiore e più precisamente: 175,2 – 102,2 = 73 €/anno ovvero, per amore della media, 73/12 = 6,08 €/mese.

      1. Leggo il lungo intervento (al di là di alcune imprecisioni) per fare un paio di considerazioni di carattere generale.

        Lo Scambio Sul Posto è DI FATTO un sistema che paragona la rete ad un immenso accumulo virtuale, che però ha dei limiti:

        1) Ha un “rendimento” del 50/60%, in alcuni casi anche meno; ciò significa che “regali” allo stato (Enel, GSE, AEEGSI chiamateli come vi pare) il 40% di tutta l’energia che non riesci ad usare direttamente, quando ti va bene; e non è energia qualsiasi: è la forma in assoluto più preziosa, perché elettrica e 100% da fonte rinnovabile.

        2) Questo “rendimento” è pian piano sempre in calo, anno dopo anno; cioè nel tempo ne perderai sempre di più.

        3) La gestione di questo accumulo virtuale non è sotto il nostro controllo, e non lo sarà mai;

        4) Lo scambio non è immediato, ma il grosso di quello che ci butti dentro lo tiri fuori l’anno dopo (mica pizza e fichi), e in alcuni casi lo devi pure dichiarare al fisco come reddito.

        Solo per citare i principali.

        Dalle mie parti si dice “piuttosto di nulla, meglio… piuttosto” nel senso che conti alla mano, questo meccanismo non è nient’altro che un compromesso, accettabile per la maggior parte delle persone che, senza grossi budget a disposizione, si “accontentano” di consumare direttamente solo il 30% dell’energia prodotta dal loro impianto.

        Ma chi vuole comprare un impianto fotovoltaico per sfruttarlo il più possibile, perché ritiene che sia giusto così, non può prescindere dall’avere un sistema di accumulo REALE, altrimenti dovrà accettare sempre una condizione di compromesso imposta da altri.

        In media un impianto “base” è paragonabile ad un investimento con un punto di pareggio a 6/7 anni, che con le batterie “giuste” si dilata a 10/11, quattro anni in più.

        Certo, in valore assoluto potrebbe essere una bella differenza, ma se parliamo di un sistema con un’aspettativa di vita di 20/25 anni (è questa la parte più difficile, perché viviamo in un mercato ossessionato dal prezzo, dove la qualità soccombe sempre), conviene “buttarne” 4 per avere un’autosufficienza energetica del 70/75%, senza chiedere niente a nessuno?

        Per me tutta la vita, per molte persone anche… ma per tutti coloro che vivono con la calcolatrice probabilmente no.

        E quindi in pratica tutto si riduce a scegliere il sistema giusto (la maggior parte della roba low-cost che si trova in giro non lo è) con le durate giuste, e decidere se vogliamo fare un investimento a lungo termine oppure “rientrare” il prima possibile.

        Nel caso specifico di Ivan, come ho già ribadito senza avventurarmi in calcoli troppo dettagliati, 2 kWh sono una capacità del tutto insufficiente per avere dei risultati tangibili.

        Mi piacerebbe capire invece su quali basi è stata venduta quella soluzione e quali sono state le “promesse” del venditore…se Ivan ci può illuminare magari la sua esperienza può essere utile ad altri…

        1. Salve Ing Uccia

          Ho letto il suo “misurato” intervento riguardo al mio che era veramente smisurato e anche di difficile digestione.

          Senza sapere dove, qualche imprecisione la avrò commessa senza dubbio. In qualche punto ho anche dovuto sorvolare perchè altrimenti diventava un romanzo in vari tomi. Solo per dire, per esempio, non ho menzionato l’ EFFETTO VOLANO COMPENSATORE che viene svolto dalle Batterie durante il giorno quando nel cielo vi sono nuvole sparse con squarci di sereno…….

          Però, sostanzialmente, in numeri PESANTI, mi piacerebbe sapere se e dove la mia visione delle cose è molto fuori posto.

          Sarebbe per esempio utile sapere, da lei che ha “le mani in pasta”, quale può essere il Valore Orientativo della ”ENERGIA TRANSITABILE ANNUA” per 1 kWh di “CAPACITA’ UTILE DI BATTERIA”. Io, nell’esempio nella parte finale del mio intervento, ho assegnato il “VALORE DI TRANSITO ANNUO” di 365 kWh/1kWh batteria utile. Nel caso specifico della Batteria di Ivan da 2 kWh utili il “Transito Annuo” risultava 365 x 2 = 730 kWh/anno.

          In pratica si tratta di usare lo stesso CONCETTO ORIENTATIVO già di uso comune per valutare la Produttività Annua degli impianti FV. 1KWp (FV) può produrre,ovvero fare transitare attraverso l’Inverter, da 1000 a 1600 kWh/anno secondo tutte le variabili che influiscono sulla produttività degli Impianti FV.

          Detto questo, spero anch’io che Ivan ci dedichi un po’ del suo tempo per completare il quadro della sua situazione e anche per avere un suo parere su quanto detto sin qui.

          Comunque mi pare che il conciso e lapidario concetto finale espresso da Ivan nel suo intervento: “IL MIO CONSIGLIO SPASSIONATO A CHI VUOLE METTERE UN ACCUMULO………” sia da prendere in buona considerazione. Poi magari mi sbaglio e mi ricrederò, ma, per il momento, mi sembra che le cose stanno proprio così.

          Grazie per avermi pubblicato !!!

          1. Salve
            Scusate il ritardo per al risposta ma tento di rispondervi a quanto richiesto:
            La proposta di acquisto era lievemente maggiore ma alla fine è stata quella riportata sotto con la possibilità di un finanziamento regionale del 50%., rivelatosi poi un niente di fatto, credo non per colpa del venditore, ma sarebbe bello vedere come era stato organizzato e chi ne ha usufruito, e la deduzione del 50% in 10 anni di quanto pagato. Era stata anche detto che 2 kw erano sufficienti, cosa che con il senno di poi a me non risulta vera. Non voglio discutere sulle varie energie più o mono di transito, ma a meno di picchi frequenti ma di poca potenza e che ci sia un fotovoltaico utile per una ricarica veloce sono convinto, almeno dalle mie osservazioni dell’app fornita che 2 kw siano largamente insufficienti anche per una famiglia media in quanto d’inverno la batteria è già scarica quando scende il sole e d’estate, con carichi normali si scarica in 2 o 3 ore.
            Allego i costi del FV installato a settembre 2014 e dell’accumulo installato a giugno del 2016. I costi per l’energia sono del 2013 senza FV e del 2015 con il FV e i rimborsi del GSE del 2015.

            Costo accumulo 2kw euro 8800
            Costo impianto FV di 4kw con materiale di Buona qualità euro 9900

            2 kWh aggiuntivi € 2.000,00 + Iva e trasporto. (miglior prezzo ma una ditta ha chiesto 2700+iva +trasporto)

            Enel 2013 senza fotovoltaico kw 2828 euro 544
            Enel 2015 con fotovoltaico kw 1396 euro 244

            Gse 2015 rimborso di euro 166
            Gse 2015 spese di euro -36.6

            cordiali saluti ivan

            1. Ciao Ivan
              Grazie per gli ultimi dati che fornisci.
              Avrei avuto qualcosa di interessante e conclusivo da dirti ma non lo faccio perchè, nel frattempo, sono stato “inquadrato e abbattuto” dall’Ing Uccia che mi accusa di fare PIPPOZZI SULL’OVVIO (vedi alcuni “post”, qui più sotto, alla data 7 Dic 2016).

              Prendendo per buona la Sua opinione mi astengo volentieri dal fare ulteriori “pippozziane”, ovvie e inutili fatiche.

                  1. Ivan, io non mi devo mettere d’accordo proprio con nessuno, e mi sembra di averti già espresso il mio giudizio: 2 kWh non servono a niente, un sistema di accumulo per me ha senso quando abbatte significativamente la bolletta, punto.

                    Probabilmente che te l’ha venduto ha fatto leva su altre cose e credo tu debba rivalerti su di lui, dati alla mano, se non sei soddisfatto.

                    Paolo (alias gipi) ha detto la sua, allargandosi su considerazioni che non condivido del tutto ma non è un problema.

                    Secondo me l’unica cosa interessante da capire e soprattutto utile per chi legge, è come ha fatto a convincerti chi te l’ha venduto, in modo da dare una testimonianza diretta di come sono andate le cose.

                    Per il resto non c’è molto altro da dire.

                    1. La tua è stata chiara ma ti chedevo, alla luce della tua esperienza, non tanto per me che ormai “L’AFFARE L’HO FATTO” illuminatre i lettori di questo forum qual’è la suluzione che ritieni più idonea per un’accumulo più o meno simile a quanto ti ho scritto.
                      Nell’occasione ti faccio i più cordiali auri di buone feste.
                      Ivan

                    2. Ciao Ivan
                      In cima a questa Colonna degli Interventi c’è “posta per te”.
                      Auguri a Tutti per tutte le Feste.

  7. io ho il primo conto energia impianto di 3 KW attivo da ottobre 2006.
    Perchè non posso accedere all’installazione di batterie d’accumulo

    Grazie

    1. Ciao Beniamino
      Scherziamoci sopra parafrasando lo scomparso Iannacci !
      ” POSSO ANCH’IO ???……NO TU NO. MA PERCHE NO ??? ”
      Perchè gli impianti del 1° Conto Energia sono tasstivamente esclusi dalla attuale Normativa. Fidati è così, non perderci tempo !!
      Anzi, stai contento, dovresti spendere comunque un sacco di soldi addosso ad un Impianto già di mezza età (10 anni compiuti) e con attesa di risultato perlomeno dubbia. Vedi quanto scritto più sopra da Ivan/gipi/ing Uccia.

      1. Beh calma! Sul fatto che il risultato sia dubbio non è così scontato! Inoltre ormai gli impianti che hanno 8/10 anni se sono stati fatti con dovizia dovrebbero essere già rientrati dell’investimento, per cui un revamping ci sta tutto…

        1. Salve Ing. Uccia

          Vedo il suo commento a chiosa del mio che era per Beniamino(Imp. FV 3 kWp – 1° Conto Energia – attivo da Ottobre 2006).
          Forse devo precisare che il mio intervento era scherzoso/serio/stringato (chiedo scusa per lo sbaglio, forse di battitura, su Jannacci scritto con la “I”) data la situazione irrisolvibile di Beniamino e la stretta correlazione di posizione nella “striscia” con il lamento “Batteristico” di Ivan (29 Nov. 2016).

          Vorrei anche accantonare la divergenza di valutazione sulle Batterie e riprendere meglio, in dettaglio, quanto avrei potuto dire a Beniamino.
          Poi, solo per inciso, una domanda di natura lessicale: MA QUANTI ITALIANI POSSONO COMPRENDERE IL SIBILLINO, VASTO E VARIEGATO, SIGNIFICATO DEL TERMINE INGLESE/AMERICANO “REVAMPING” ????

          La risposta “ più tecnicamente articolata” per Beniamino sarebbe stata:

          Beniamino, in 10 anni di felice esercizio di Impianto in 1° Conto Energia, avrai ammortato certamente tutto il costo di Impianto.
          Io suppongo che a ottobre 2006 tu avevi speso, per il tuo FV funzionante, 3 x 7000 = 21000 €
          e suppongo anche che, in 10 anni di lauti ritorni complessivi al ritmo di 21000 / 10 = 2100 €/anno, sei arrivato al giro di boa e ora, per ogni anno a venire, ti metterai in tasca 2100 € puliti (Governo Italiano sempre permettendo……)
          Il tutto, teoricamente, potrà durare almeno altri 10 anni e cioè sino al termine del tuo Contratto di 20 anni con lo Stato Italiano/GSE. In questo lasso di tempo potresti intascarti 10 x 1800 = 18000 € puliti(tenuto in conto il decadimento dei Pannelli FV, -20% a fine 20 anni).
          Anche se tu dovessi cambiare il tuo Inverter, nei prossimi anni, ai prezzi di oggi, per i tuoi 3 kWp spenderai da 1000 a 1200 € al massimo.
          Goditi il tuo FV che proprio ora è diventato la tua MINIERA D’ ORO.

          Non pensare a nessun Accumulo. Per farlo dovresti chiudere il tuo attuale Contratto in 1° C.E. rinunciando ai tuoi 10 ANNI D’ ORO che hai davanti. Dovresti subito cambiare Inverter (per averne uno adatto a gestire le batterie) e spendere quanto serve per l’insieme Inverter + Batterie (immagino almeno 9000 € per avere 3 kW di Inverter e 6 kWh utili di buone Batterie a lunga vita). I pannelli rimarrebbero quelli vecchi ma forse al GSE non va bene…….bisogna vedere !!
          Fatto questo dovresti rientrare in campo secondo la nuova normativa attuale in modalità SSP con “ritorni molto ma molto più poveri”dei tuoi attuali. Non ti faccio il conto che è piuttosto complesso per via delle batterie, comunque penso intorno a 800 €/anno e dovendo rientrare della nuova spesa di 9000 € secondo le attuali modalità (50% sgravio IRPEF, se sei CAPIENTE, e 50% in ammortamento di gestione in SSP) ci metteresti 9000 / (450 + 800) = 7,2 anni !!!!!!

          QUESTO AVREI POTUTO DIRE A BENIAMINO. Mane valeva la pena ??

          1. Te Paolo, il dono della sintesi proprio mai, eh??

            È OVVIO che con il primo Conto Energia ha poco senso, non c’era la necessità di tutto il pippozzo!

            Il mio era un commento di carattere generale, per dire che ormai molti felici possessori di impianti (evidentemente dal secondo Conto Energia in poi) che stanno rientrando del loro investimento, possono senz’altro pensare di aggiungere un sistema di accumulo se vogliono tenersi gran parte della loro sacrosanta energia, proprio perché il loro impianto se lo sono già ripagato, tutto qui.

            1. Salve Ing. Uccia.
              Il dono della “sintesi” è una caratteristica propria dei GRANDI TRASCINATORI DI POPOLI. Sicuramente non è una mia qualità.
              Però, volendo veramente sintetizzare, si potrebbe facilmente fare la parte dell’Oracolo : SI / NO – GIUSTO / SBAGLIATO – MOLTO / POCO – PIU’ / MENO – Ecc……
              Anzi, si potrebbe anche essere più “sintetici” non dicendo nulla PERCHE’ PER CHI TUTTO SA TUTTO E’ OVVIO .
              Se ci sarà una sua risposta di commento la accetterò come conclusiva senza replicare.
              Se poi qualcun altro vorrà dire la sua su questo argomento lo leggerò e ne farò tesoro (sempre senza intervenire).

    2. Buongiorno, mi scuso fin da ora per le inesattezze lessicali o per la eventuale scarsità di elementi che sottoporrò alla Vostra cortese attenzione, ma spero possiate aiutarmi a togliermi qualche dubbio. Il mio è un impianto FV da 8,57 KWp, installato nel novembre 2009 e aderisco al 2° Conto Energia; tralascio le mie perplessità su quando riuscirò a raggiungere il punto di pareggio, avendo finanziato con mutuo di liquidità l’intera operazione. I miei consumi domestici si aggirano intorno ai 3300 KWh annui. Il mio attuale autoconsumo si ferma intorno al 26%. Mi è stato proposto un sistema con capacità massima di energia accumulabile di 7,5KWh al prezzo di 17.800€. Mi si dice che il progetto si “terrà in piedi da sé”, tra risparmi dei consumi, detrazione del 50% e aumentati incentivi da GSE (“stabilizzazione dell’energia immessa”?) e che, nonostante un finanziamento dell’intero importo (interessi 7%), raggiungerò il pieno ammortamento in 10 anni. Queste le mie principali perplessità: 1) Vale la pena espormi con un debito da ammortare in 10 anni, quando, poi, alla scadenza dello stesso debito sarà necessario sostituire le batterie e, quindi, sostenere ulteriori spese? 2) Varrà la pena mettere in piedi un progetto di così lunga scadenza per un risparmio di 80/100€ mensili (attuali costi al netto dell’autoconsumo). Chiedo venia fin da ora per le mie più che probabili imprecisioni. Grazie!

      1. Andrea, se correttamente progettato, acquistato, installato e seguito, il fotovoltaico è un sistema scientifico che permette di calcolare con una certa precisione il punto di pareggio. Ho proprio scritto un articolo a riguardo QUI.

        Detto questo, e tralasciando la puttanata commerciale degli “aumentati incentivi del GSE per la stabilizzazione dell’energia immessa”, (oggi i venditori cazzari non sanno più cosa dire per fare il loro mestiere), suppongo ti sia stata sottoposta una proposta tecnica con un piano di ammortamento. L’unico modo che hai per essere sicuro che sia a posto, è farsi controllare tutto da un professionista terzo che abbia esperienza di queste cose, e sia in grado di dirti senza mezzi termini se il sistema è quello giusto per te e se i numeri sono “taroccati ad arte” oppure no.

        Una cosa tipo quella che faccio io di solito QUI.

        Per il resto, ammesso e non concesso che tecnicamente la proposta sia corretta, nessuno può dare risposta alle tue perplessità meglio di te stesso, perché si tratta di opinioni. Troverai persone che ti diranno di si, altre che ti diranno di no, perché ciascuno di noi ha visioni diverse.

        Il punto è un altro:

        – La proposta che ti hanno fatto è corretta?
        – Quanti soldi spenderai di energia elettrica nei prossimi 10 anni, considerando che il prezzo di fatto aumenta sempre, anno dopo anno?
        – Quante tasse pagherai allo stato nei prossimi 10 anni?
        – Quanto ti piace ed è forte l’idea di sfruttare al meglio l’impianto che hai sul tetto, visto che ora ti tieni solo 1/4 dell’energia prodotta?

        Trova risposta a queste domande, e troverai il bandolo della matassa.

        Loris

      2. Ciao Andrea

        Mi permetto di integrare la risposta del Ing Uccia con qualche dato numerico preciso che spero non sia ovvio.

        1)Il tuo FINANZIAMENTO di 17.800 € al 7% di interesse, alla fine dei 10 anni ti costerà :
        120 rate mensili x 207 € = 24.840 € + spese di Pratica Prestito. Per il calcolo vedi il Sito http://www.prestitionline.it/guide-prestiti/calcolo-ammortamento-prestito.asp

        2)Non puoi proprio fare a meno di 8,57 kWp di FV ?. Forse hai già un Contatore Trifase o
        forse devi proprio metterlo per qualche preciso motivo? Se il tuo FV fosse alla soglia di 6,00 kWp (precisi) potresti avere un Impianto FV in monofase che, di per se stesso, sarebbe parecchio meno costoso (p.e. 6 x 2100 = 12.600 €).

        3)Se l’Impianto supera i 6,00 kWp allora ENEL obbliga alla Trifase con Contratto Contatore D3 da 6 kW. In questo caso, poi, ogni kWh preso dalla Rete ti costerà, oggi, 0,31/0,32 €.

        4)Per poter allacciare il tuo FV Trifase alla Rete, ENEL ti caricherà costi molto maggiori rispetto a quelli per la Monofase. Per la Monofase il costo dovrebbe essere ancora di 250 € fissi. Per la Trifase ENEL ti farà un “Preventivo su Misura” e, se ti va bene, la spesa sarà da 800 € in su.

        Questo per stare SUL GROSSO delle spese. Ora vedi tu…….

      3. Ciao Andrea
        Mi devo scusare per il MADORNALE errore di lettura del tuo intervento.
        Mi capita per la prima volta, ci sono dei motivi, ma sarebbe lungo ed inutile spiegarli. Dovrò tenerne conto……
        Dunque si tratta SOLO DI UN SISTEMA DI ACCUMULO da 7,5 kWh utili da affiancare al tuo FV da 8,57 kWp già esistente in Trifase.

        La cifra da spendere dovrebbe essere quella già detta che a me sembra già notevole. Con il “finanziamento” diverrebbe enorme.
        Le tue considerazioni generali sono sensate. La risposta ” tecnica” del Ing. Uccia potrebbe essere anch’essa sensata ma non essendo basata su nessun valore numerico, per quanto opinabile, ti lascia con il cerino in mano.
        Sull’ argomento ACCUMULO la mia attuale opinione è NEGATIVA.
        Comunque puoi leggere, quà e là, qualcosa di “numerico” su questo argomento scorrendo questa Striscia.

  8. save montando un fv a isola con accumolo con batteria da muletto 24 volt che regolatore di carica inverter posso usare

    1. Buongiorno, i miei dubbi vertevano sul rapporto costi/benefici su un eventuale acquisto di un accumulatore. L’impianto fotovoltaico da 8,575 Kwp è già in esercizio dal 2009 con discreti risultati. Dico discreti perché il suo punto di pareggio, considerati anche gli interessi del mutuo, sarà solo tra 4/5 anni. Anche alla luce di questo mi sto convincendo a posticipare questa nuova spesa (l’accumulatore) a quando i costi d’installazione e di sostituzione (poi) delle batterie saranno meno proibitivi.
      Intanto Vi ringrazio per avere avuto la pazienza di leggermi e commentare.

  9. Buongiorno,
    in caso di impianto FV esistente e successiva installazione di un sistema di accumulo, quali sono i costi da sostenere verso il distributore? Si tratta dei soliti 100 euro di richiesta preventivo + 100 di connessione?

    Grazie
    Saluti

    1. Salve,
      La pratica nel suo complesso ha lo stesso peso di quella fatta a suo tempo per l’impianto fotovoltaico semplice, quindi:
      – 100 + 100€ (+ iva), i “soliti” 2 bollettini
      – la pratica svolta da ingegnere abilitato

  10. Si potrebbe aggiungere una pala eolica ai pannelli in modo da avere anche d’inverno la ricarica delle batterie ? Dove abito io è abbastanza ventilato e sicuramente le pale del micro eolico funzionano bene.

    1. In linea di principio si…tutto sta nel capire come si vuole integrare rispetto all’impianto esistente.

  11. Ciao, devo acquistare un impianto completo e sto cercando di districarmi per capire cosa voglio;
    capisco dall’articolo che se metto un contatore per vendere energia ad enel mi costa di pratiche, allacciamento e circa 100 euro annui ma questi costi li recupero vendendola? inoltre capisco dal tono dell’articolo che non si è contenti di farsi mettere un contatore che controlla la propria produzione ma non ho chiaro il motivo («non vuoi dipendere né da Enel né dal GSE» in cosa devo dipendere?).. mi consiglieresti un Impianto OFF GRID?
    Grazie infinite dell’articolo e di una tua risposta ai miei quesiti. Mauro

  12. Salve Loris.
    Ho un impianto da 5 kW fotovoltaico, parzialmente con un inverter unico e 7 dei 21 pannelli con microinverter a bordo in quanto gestiscono un parziale ombreggiamento.
    Sono “fortunato” in quanto godo del IV conto energia.
    Il problema è che a causa di una pompa di calore Terra/Acqua per il riscaldamento, l’impianto elettrico è trifase mentre la produzione FV è monofase.
    Dispongo di un contratto Biorario con Enel Energia da 10kW Trifase 400V.
    Pur avendo “sbilanciato” i consumi sulla fase asservita al FV, secondo te, mentre produco FV sulla fase “A” e consumo sulla fase “B”, continuo a pagare Enel o si compensa?
    Inoltre, data la tipologia dell’impianto, lo schema da te descritto con Kit di accumulo esterno, è praticabile? Infine, vedendo tale schema, il sistema evita di richiedere energia dall’Enel quando non è carico (credo di si, ma la semplificazione schematica da te proposta non evidenzia sistemi di controllo dei flussi di corrente e gestioni del carico)?
    Grazie

    1. Ciao Loris, complimenti per la professionalità.
      La mia domanda è semplice e di base per la scelta dello Storage: FV da 3 kW con Microinverter, posso abbinare uno Storage? Sto semplicemente considerando che i icroinverter producono in AC mentre gli Storage in commercio ricevono in DC – accumulano – e poi trasformano in AC ed erogano in AC.
      PS: non sono un tecnico, sorry.

      1. Salve Luca,

        i nostri sistemi storage ON-GRID lavorano anche in lato AC, sono sistemi postproduzione, quindi è ininfluente per noi come viene convertita l’energia prodotta dai pannelli, se con inverter centrale piuttosto che con microinverter.

        A presto!

        Loris

        1. Buonasera…ho un quesito da porre(sebbene possa sembrare una domanda stupida)…nelle case di nuova generazione,mi riferisco a villette sui 200 mq nella zona di reggio emilia,spesso e volentieri c’è la predisposizione per il montaggio sia del solare che del fotovoltaico; nel caso invece di case in cui non vi sia la predisposizione come funziona il montaggio di questi pannelli? è possibile? la spesa vale l’impresa?
          grazie

          1. Salve Lia, in linea di massima è sempre possibile, purché vi sia sufficiente spazio sulla falda “utile” del tetto, quella esposta a sud per intenderci.

            Poi la scelta dell’impianto e dei materiali deve essere fatta da tecnici e professionisti “seri”, e questo è il vero problema, visto che il settore è ancora inquinato da chi vende questa tecnologia porta a porta o attraverso un call-center come le enciclopedie.

            La spesa vale l’impresa? Nella maggior parte dei casi si, purché l’impianto sia venduto correttamente e soprattutto fatto bene.

            Se vuole capire meglio come funziona legga qui http://www.fotovoltaicotop.com troverà tutto quello che le serve.

            A presto

            Loris

  13. Ciao Loris e complimenti per il post. Ho una questione che non riesco proprio a capire, forse perchè non sono un tecnico, ma non mi fa dormire la notte. La questione è il discorso della capacità delle batterie (esrpessa in kWh) e la potenza erogata dalle stesse (espressa in kW).
    Sul mio capannone ho un impianto da 30 kWp e il contatore che ho è da 40kW. Ciononostante prelevo dalla rete, ancora, regolarmente, circa 1000 kWh al mese (diciamo mediamente 30 kWh/giorno).
    Ora, se mi preoccupassi di mettere delle batterie per accumulare i circa 30kWh/giorno che ancora mi servono, metterei un pacco batterie da 30 kWh.
    Ma posso gestirle con un inverter che mi da solo 3 kW di potenza? Cosa me ne faccio in azienda? devo comprare anche un inverter da 30 kW? mi sembra troppo…mi puoi aiutare…su questa cosa sto uscendo pazzo e nessuno , nemmeno chi mi ha fatto l’impianto, riesce a chiarirmi le idee.
    Quando vado a scaricare le batterie, utilizzo l’energia immagazzinata, quindi i miei 30kWh/giorno, ma li posso utilizzare solo alla potenza di 3kW, praticamente in azienda mi fa funzionare le luci e basta. Ma se mi serve piu potenza? Possono convivere un pacco batterie da 3 kW (con accumulo da 30kWh) e dei carichi da 40 kW? Tanto sono sempre allacciato alla rete Enel che mi garantisce la potenza…giusto o sbagliato?
    grazie se riesci a chiarirmi.

    1. Guarda, in realtà è molto semplice. 30 kWh di energia accumulata, con un inverter da 3 kW vengono erogati in 10 ore. Cioè 30/3=10. Al lordo dei rendimenti di conversione, è chiaro, e la stessa cosa vale per la fase di carica, ovviamente.

      Quindi la scelta di un sistema di accumulo dipende non solo da QUANTA energia serve, ma anche di COME deve essere erogata, tenendo conto che, soprattutto per le batterie al piombo, ci sono dei limiti in fase di scarica per evitare di stressarle troppo e accorciarne la durata.

      Esempio:

      supponendo che tu abbia carichi attivi in azienda per 6 kW, se avessi un inverter in grado di estrarre una potenza continua di 6 kW dalle tue batterie, le scaricheresti in 5 ore, ammesso che questo tasso di scarica sia compatibile.

  14. Grazie bell’articolo spiegazioni semplici che sembrano subito chiare ma,quando vado a tirare
    le somme rimango con il cerino in mano ,cioe’ quando cerco di spiegarmi come si puo’
    massimizzare il consumo della produzione o meglio quanto si risparmia con l’aggiunta dell’accumulo ups per PV esistenti e ssp.?
    Io mi sono fatto questa idea inverno o estate che sia :
    prod pv. 3kwh- consumo 6- se avessi Acc- risparmio 3 – prel E 3
    prod pv 9kwh – consumo 6 – se avessi acc risparmio 6 – cedo e 3
    Teoria valida o e’ valida solo se consumi venissero solo di notte ?
    Grazie
    enzori09@gmail.com

    1. Salve Enzo,
      A grandi linee la sua semplificazione è l’estrema sintesi di quanto avviene.
      Chiaro che il sistema di accumulo interviene con molta più precisione, ovvero cercando sempre di far prelevare il meno possibile dalla rete.
      Il mancato prelievo però viene applicato in primis di giorno (peak shaving), ovvero quando il fotovoltaico risulterebbe insufficiente a garantire la piena autosufficienza; poi anche di notte quando il fotovoltaico è ovviamente spento. Il risultato garantisce che soprattutto per la tariffa normalmente più cara, non si abbiano prelievi per la maggior parte del tempo.

  15. Finalmente !!!! Complimenti per la chiarezza e la competenza. Il 2015 è stato il primo anno di utilizzo del mio impianto di produzione 6 KW installato sul tetto della.mia nuova abitazione. Non ho conti energia incentivati. Mi avvalgo del solo risparmi dello ssp e del rimborso dell’ energia immessa. Nonostante i costi di gestione estorti da GSW sono ultra soddisfatto. Ho un impianto a pompa di calore e tariffa d1 in quanto non ho allacciato gas per il riscaldamento. Oltretutto ho combinato un impianto elfo fresh che garantisce raffrescamento e ricambio d’aria con i quali governo umidità e temperatura della casa anche in estate. Siamo una famiglia di 5 persone e in un anno ho speso in tutto 1000 euro di bollette, in attesa del rimborso relativo al secondo semestre di energia immessa. Bene no? Ma pensò che l’ impianto potrebbe darci ancora più soddisfazioni se combinato con il giusto sistema di accumulo… Sogno le ricariche anche di una futura auto elettrica e la completa autononia.. Cosa mi consigli? Chiaramente in privato… Grazie davvero !! mauro.cibotti@gmail.com

    1. Beh, Mauro, complimenti a te. Mi fa sempre piacere leggere di persone che hanno fatto le cose per bene e che quindi hanno i loro giusti risultati.

  16. tutto molto interessante! volevo rappresentare la mia esperienza : vivo in sicilia ed ho installato un impianto composto da circa 3500 watt di pannelli esposti a sud completamente indipendente dal gestore e dallo stato con cui non voglio avere assolutamente a che fare. per gioco ..per passione e per risparmiare un pò mi sono imbarcato in quella che si è rivelata un avventura molto affascinante. il tutto è più complesso di un ssp in quanto necessita di un regolatore per gestire la carica delle batterie ed altro oltre ad un fantastico ( e non esagero) banco di accumulo composto da celle al piombo in acido libero di classe ” Plantè” il punto è che sistemi ad isola come questi hanno sempre avuto un punto debole che sarebbe appunto il banco di accumulo ( costoso e con vita limitata da diversi fattori intrinseci o meno) di fatto posso asserire con dati oggettivi che per circa 9 mesi l’anno la mia bolletta è quasi azzerata mentre nei periodi ” bui” vado a parzializzare i carichi sino quasi a spegnere tutto. quasi. che dire !? ,,,dopo 2 anni di utilizzo continuo queste celle sono ancora più performanti di prima e con barre interne di piombo puro al 99.97% spesse 11 mm densità bassa dell’eletrolita senza altri ammenicoli tipo separatori interni ed altro raggiungono una vita di progetto che raggiunge i 50 anni e anche di più . non hanno problemi di scariche perchè sopportano scariche anche totali ( l’importante e ricaricarle per bene poi ) hanno capacità di scarica senza uguali anche con le migliori celle al piombo tubolari etc..etc…insomma la vera chiave di volta per l’accumulo! va da se che non potranno essere installate in un salotto e che richiedono un rabbocco di acqua distillata ogni tot. ma a fronte di quanto promettono ! in tutto ho speso circa 11.000 euro ma se dovessi farlo ora mi costerebbe sicuramente meno. ho dimenticato cosa sono i black out ( dove vivo in campagna sono una tragedia) non mi si brucia più nulla a causa dei picchi delle extra tensioni e tutto i vantaggi che si hanno ad avere corrente pulita e stabilizzata ad hoc. e nonostante abbia installato un boiler elettrico la corrente mi avanza sempre un pò…insomma un vero successo ! ah.. scusate , dimenticavo di dire che queste celle molto difficilmente le troverete in commercio …. provate ad indovinare il perchè ?

    1. Molto interessante il sistema di Francesco, specialmente le batterie. Dove si possono trovare ?
      Con un impianto completamente indipendente, devo avere uno speciale permesso per costruirlo ? Devo chiedere all´Enel oppure !!! Grazie, Nunzio.

      1. No, un impianto off-grid nel senso che non immette MAI energia in rete non ha bisogno di particolari permessi, solo la comunicazione al comune, obbligatoria per gli impianti fotovoltaici e necessaria anche per essere in regola con il bonus fiscale.

        1. nunzio le batterie sono della primordial. la trovi in rete. ma comunque delle buone batterie al piombo acido stazionarie vanno bene pure . per avere un impianto completamente indipendente in inverno la vedo dura, dipende dalla latitudine dove vivi, dai tuoi consumi e da cosa esattamente ci vuoi fare. ti dico da ora che è molto difficile e , se non è proprio necessario , da evitare. non devi chiedere nulla all’enel, io , per esempio ho mantenuto il contatore ed ho ricablato la casa con un impianto parallelo collegato all’inverter, sposto 3 sezionatori e sono a enel .

    2. Salve, molto interessante il Tuo articolo e complimenti per quello che hai realizzato.
      Voglio chiederti, se possibile, dove hai reperito le batterie.
      Grazie e ancora complimenti sinceri.
      franco
      mail cofrano@virgilio.it

    3. Complimenti Francesco per quello che hai realizzato.
      Volevo sapere dove hai reperito le batterie e cosa intendi in merito alle celle.
      Grazie per la risposta e se vorrai farlo in separata sede potrai inoltrarla su:
      cofrano@virgilio.it

      1. grazie. le batterie sono della primordial le trovi in rete, ma comunque vanno bene anche delle comuni batterie al piombo acido stazionarie.

    4. Ciao Francesco, io sto per costruire casa, sarà una casa in legno in classe A3 e ho sempre desiderato fare sulla casa nuova il sistema che hai fatto tu sulla tua.
      mi potresti dare qualche altra info in più sull’impianto?
      e come hai fatto con il comune, agibilità e contratti enel?
      grazie mille

  17. Complimenti a Voi! .. un po’ meno a me che non sono riuscito a leggerVi molto prima! 🙂
    Avendo accettato a ottobre 2010 (data attivazione 01/12/2010) la proposta di un’azienda cui ho fittato parte del mio lastrico solare per 20 anni (in cambio dei pannelli gratis – l’energia prodotta ce la “dividiamo”), secondo lei qual è il mio conto energia? E, soprattutto, potrei installare delle batterie di accumulo prima che passino quei 20 anni? Considerando che quell’azienda guadagnerebbe moooolto meno. Grazie anticipatamente per quel che potrà dirmi.

    1. ciao andrea. nel comune dove abito io è una giungla e ognuno fa quello che gli pare. non so i vincoli del tuo comune devi chiedere a loro. il contatore enel è sempre la e uso l’enel nei 3 mesi invernali in cui il sole puo fare ben poco. l’impianto è piuttosto complesso. puoi trovare tante info sul sito energialternativa . org la c’è tutto, compreso il mio impianto.

  18. ho un impianto di 1,5 KW di picco se ho ben capito il mio impianto non puo’ essere integrato con batterie perche’ il GSE non lo acconsente, domando se è possibile mettere delle batterie senza che viene immessa in rete e non disturbare nessuno. scusate il mio impianto fa parte del primo conto energia.

  19. ho un impianto di 1,5 KW di picco se ho ben capito il mio impianto non puo’ essere integrato con batterie perche’ il GSE non lo acconsente, domando se è possibile mettere delle batterie senza che viene immessa in rete e non disturbare nessuno.

  20. Articolo molto interessante, completo e dettagliato.
    Mi è utile per decidere il tipo di accumulo da abbinare al mio impianto (SSP non incentivato) e scegliere le batterie.

  21. grazie Loris finalmente qualcuno che spiega con termini semplici e esaustivi.
    Volevo farti una domanda lo hai fatto piu’ l’articolo sul secondo conto energia se in caso in presenza di accumulo gli incentivi restano?

    1. Ciao Roberto, puoi leggere questo articolo–> http://efficienzaerinnovabili.it/fotovoltaico-e-batterie-ecco-le-uniche-due-strade-che-oggi-puoi-percorrere/ dove vedrai i due principali tipi di accumulo che puoi installare, in base alla normativa vigente.
      I sistemi certificati CEI 0-21 sono compatibili con le regole del GSE, secondo CE compreso. Gli altri (tipicamente post-produzione) rispondono ad una normativa diversa, ma non sono incompatibili in ogni caso.

  22. Salve,ho letto l’articolo ed è veramente molto interessante,avevo una domanda da porle,Collaboro con un azienda che tratta energie rinnovabili e lavoro nel campo commerciale,mi è capitato proprio oggi un mio cliente,mi ha fatto una domanda.Lui ha intenzione di mettere un fotovoltaico+accumulatore,ma il suo scopo è quello di staccarsi dall’Enel e diventare produttore autonomo di energia per autoconsumo,in parole povere dovrebbe mettere un impianto(off-grid),la mia domanda è lo puo fare?!puo staccarsi completamente dalla rete elettrica,eliminando quindi il contatore e di conseguenza non pagare piu nulla ad Enel?!grazie mille

    1. No. Può solo tenersi tutta l’energia fotovoltaica e non immettere nulla in rete, evitando l’iter della connessione, ma il contatore di prelievo rimane. È un po’ un rischio d’inverno se si pianta maltempo per un periodo prolungato…

      1. ok,e quindi come si potrebbe spiegare al cliente visto che era intenzionato a fare in quella maniera?!grazie mille

        1. Buongiorno, ma è un obbligo di legge o un fatto di opportunità?
          E se uno volesse mettersi un piccolo generatore all’uopo?
          Certo che dovrebbe pagarsi il gasolio ma non credo che il sole possa oscurarsi per settimane!
          Che dopo sia comunque opportuno fare un calcolo della convenienza d’accordo, ma il punto è: si può?
          Grazie Alberto

            1. Grazie per il parere.
              Volevo anche un parere se vale la pena considerare dei pannelli molto performanti e costosi come i Solbian (avendo i soldi ovviamente) oppure, salvo utilizzi particolari, si può trovare qualcosa di più economico che possa soddisfare le esigenze.
              E’ chiaro che c’è sempre un calcolo di convenienza da fare, ma anche di superficie disponibile, di “tranquillità” sull’impianto che anch’essa ha un prezzo, ecc.
              Sull’accumulo poi, per non gravare pesantemente sulla spesa iniziale, pensavo a batterie a piombo acido per i primi 5/8/10 anni per poi passare a batterie più adeguate che nel frattempo avranno subito un abbattimento di prezzo.
              Grazie ancora.
              Alberto

              1. Beh, Solbian realizza pannelli flessibili per applicazioni di nicchia, quindi non li vedo adatti per impianti residenziali.

                Sul fatto che oggi gli impianti fotovoltaici debbano essere scelti con altri criteri e non solo pensando al ritorno finanziario fine a se stesso, per esperienza (e ne abbiamo tanta) ti posso dire che sfondi una porta aperta, e proprio per questo abbiamo sviluppato il sistema fotovoltaicotop –> http://www.fotovoltaicotop.com.

                Sulla scelta delle batterie posso anche essere d’accordo…ma occhio che il sistema di gestione e controllo (stand-alone o integrato all’inverter) deve essere compatibile per entrambe le tipologie!

                A presto

                Loris

      2. Per prima cosa, complimenti per l’articolo.
        In un impianto Off-Grid totalmente autonomo e indipendente da un fornitore pubblico, per ovviare ad un eventuale prolungato periodo di maltempo in inverno, è possibile implementare l’impianto fotovoltaico con un generatore minieolico ad asse verticale che produce energia indipendentemente dal sole?
        Sarebbe utile e fattibile?

  23. Salve Loris,
    ottimo articolo, so che in Germania i sistemi di accumulo vengono venduti da diversi anni e che è un mercato molto maturo, ho sentito di diversi produttori che stanno entrando in ITalia alcuni con prodotti molto interessanti e molto maturi dal punto di vista tecnico, uno di questi sembra essere sia espandibile in termini di capacità di accumulo, e sembra anche avere ottime garanzie ed in più utilizza batterie al litio con oltre 20 anni di garanzie( parlano di 10000 cicli) e visto la durata vorrei valutare proprio un sistema di questo tipo, per evitare di avere sorprese: vorrei che fosse come quando ho deciso di installare l’impianto fotovoltaico, lo monto e per 20/25 anni non ci penso più. Volevo quindi sapere se sai dirci qualcosa in merito , una tua opinione, e se posso portare il sistema di accumulo in detrazione fiscale 50% ( se si come? come ammodernamento/efficientamento dell’impianto elettrico di casa o come ampliamento dell’impianto fotovoltaico? )avendo un impianto in conto energia 2. Grazie Luca DC

    1. Salve Luca,

      in linea di principio è una soluzione interessante, il mercato sta andando verso la proposta di sistemi che garantiscano una durata più lunga possibile delle batterie, per ovvi motivi.

      Bisogna però valutare bene le prestazioni del sistema nella tua specifica situazione (cioè bisogna vedere come gira l’energia in casa tua) in relazione al suo costo. D’accordo che io sono visceralmente contrario alle soluzioni low-cost, che nel nostro settore nascondono sempre grossi rischi, ma buttare i soldi per buttarli magari anche no…

      Un sistema di accumulo è un ammodernamento del tuo impianto elettrico, un ampliamento del tuo impianto fotovoltaico, puoi vederla un po’ come vuoi…

  24. Ottimo articolo.

    Dal momento che con un impianto connesso alla rete si ha possibilità i usufruire delle detrazioni del 50%, dovendo fare un nuovo impianto, non conviene fare un impianto connesso alla rete?
    Grazie

  25. Complimenti per l articolo molto chiaro ed esauriente. Ti chiedo io ho un impianto fotovoltaico da 5,04 kwp installato nel settembre 2013 con scambio sul posto. Quale sistema di accumulo mi consigli e quali potrebbero essere i suoi probabili costi? Grazie.

  26. Buongiorno e grazie per quest’articolo, veramente ben fatto.

    Sono un tecnico e collaboro con una ditta installatricie di fotovoltaico.
    Ho un dubbio sulla possibilità di inserire l’accumulo come retrofit in impianti incentivati (dal secondo conto energia): molti produttori di sistemi di accumulo propongono il loro sistema collegato ON GRID – post produzione (quindi rimarrebbe in servizio l’inverter originario); ma certificano questi sistemi di fatto come UPS, con le relative norme di sicurezza elettrica, ma andando, secondo me, ad aggirare la CEI 0-21 e tutti i requisiti sulle batterie che ne derivano…
    Secondo te, un sistema del genere potrebbe andare ai fini del GSE per il mantenimento degli incentivi? Non sono affatto convinto.

    Grazie

  27. Salve a tutti.

    A margine dei commenti che leggo a questo articolo, ricevo spesso richieste di consigli o informazioni più specifiche in merito alla scelta di un sistema di accumulo da affiancare ai vostri impianti.
    Il problema è che così su due piedi non è possibile darvi indicazioni, perché è necessario capire prima come gira l’energia elettrica in casa vostra.
    Per questo motivo vi invito a inviarmi specifica richiesta in privato all’indirizzo mail info@fotovoltaicotop.com.

    Loris Uccia

  28. Complimenti per la sua guida! Devo dire che dopo aver letto questo articolo sono molto più deciso nel andare in fondo per valutare e progettare un sistema di accumulo per casa mia.. Possiedo un impianto da 4,5kw con SSP e non riesco a salire sopra il 30% di autoconsumo..ho la possibilità con la domotica di monitorare tutti i miei consumi e più i meno quello che prelevo dalla rete si aggira intorno ai 6/7 kWh al giorno quindi 200 kWh al mese …prima del FV era il doppio ! Quindi ho già diminuito di molto le mie bollette …nel mio caso credo che un andrebbe bene un sistema ON GRID post produzione ma secondo lei che dimensione dovrei mettere per soddisfare i 6-7 kWh ?
    E se può anche verso quali aziende orientarmi.. Anche in privato .. Grazie

  29. Intervengo anche io per il classico consiglio,mi sono fatto quasi una cultura leggendo l’articolo, le domande e le risposte, gradirei sapere se nel mio caso impianto fv nuovo 4kw attualmente ancora non in funzione,per essere il + possibile autonomo cosa mi converrebbe fare, mi pare di capire sia migliore la soluzione di Impianto ON GRID post produzione.

  30. Salve,
    innanzitutto complimenti per l’articolo, proprio oggi dovrei andare a parlare con un istallatore per un impianto da 3kw con accumulo. Le preciso che abito al sud e l’impianto verrà istallato a sud-est, mi potrebbe cortesemente indicarmi su quale tipologia di accumulo dovrei orientarmi, considerando che sarà mia intenzione di utilizzare delle pompe di calore per riscaldarmi di inverno.
    Un ultima cosa, il costo totale dell’impianto a quanto potrebbe ammontare?
    Grazie
    Domenico

  31. Prima cosa mi complimento per l’ottimo articolo. Mi sto da poco affacciando ai sistemi di accumulo per gli impianti fotovoltaici e gradirei qualche chiarimento.
    Sinceramente non li avevo mai preso in considerazione dopo aver letto alcune riga di Tuttonormel dove si spiegava che i sistemi di accumulo sono inutili per gli impianti domestici opportunamente dimensionati (assenza di eccedenza), per i quali il contributo scambio non è soggetto ad imposte dirette (impianti domestici <20 kW). Per questi il sistema di SSP è a tutti gli effetti un sistema di accumulo a costo zero. Ho verificato alcuni conguagli di alcuni miei clienti e ho verificato che in effetti è come se l'energia immessa venisse ristorata allo stesso prezzo di quella prelevata comprese spese varie.
    Premesso questo, vorrei da te un aiuto. Un cliente "si trova" 60 batterie FIAMM 12 FIT 100/23 per una capacità complessiva di 72 kWh. Ho letto che la profondità di scarica di queste è del 70%, quindi la capacità reale è di 50 kWh. Il cliente consuma 7.000 kWh/anno, quindi circa 20 kWh al giorno. La disponibilità di spazio permette l'installazione di non più di 6kW. Secondo la mia analisi (ho realizzato un foglio elettronico che porta in conto l'accumulo) il pacco batterie è eccessivo, ma il cliente vuole comunque usarle (a caval donato…).
    Da quello che leggo dal tuo articolo, conviene un sistema ON-GRID lato PRODUZIONE, quindi dovrei cercare un inverter che mi possa gestire le batterie in dotazione (hai qualche consiglio?). La mia analisi è giusta o….

    Grazie
    Vins

    1. Ciao Vincenzo, innanzitutto lo scambio sul posto non è affatto un sistema di accumulo a costo zero. Se scarichi dal GSE un qualsiasi conguaglio di qualche tuo cliente, (leggi questo articolo dove posto un’immagine esplicativa) vedrai che il prezzo di rimborso dell’energia immessa è sensibilmente più basso del prezzo di acquisto, e il divario peggiora all’aumentare delle eccedenze. Per quanto l’opinione di Tuttonormel sia autorevole, dire che un sistema di accumulo sia inutile lo trovo una forzatura. Come ho già scritto in un altro commento, dipende molto da cosa vuole ciascuno di noi, a prescindere dal concetto di “investimento” a tutti i costi, se consideri che il 99,99% delle cose che acquistiamo tutti i giorni sono “a fondo perduto”…
      Per ciò che riguarda il tuo cliente, in generale più è consistente il pacco batterie rispetto all’impianto fotovoltaico meglio è, perché possiamo limitare al minimo la profondità di scarica aumentando moltissimo la vita utile del sistema. Per il consiglio preferisco scriverti in privato per ovvie ragioni.

      Loris

      1. Grazie per la risposta.
        A questo punto potresti, in privato, consigliarmi qualche sistema valido? In realtà ho visto in rete che esistono sistemi che consentono l’accumulo governando la carica e la scarica delle batterie e che consentono anche in mancanza della rete, da fungere da UPS.

  32. Buongiorno Loris, articolo molto interessante. complimenti.
    Scusami ma io non riesco a capire una cosa. devo installare il FV era mia intenzione 3/4 kw visto il mio consumo annuo di 3500 kw destinato a salire visto i miei 3 bambini che cresceranno. Era mia intenzione installare un accumulo pari a 8/10 kw se non di + per cercare di utilizzare tutta l’energia immagazzinata. Il fornitore me l’ha sconsigliato dandomi diverse motivazioni…. ma non mi convince visto che il mio vicino ha installato 20 pannelli ed ha un accumulo di 12 kw…. e a sua detta va alla grande ed ha abbattuto di circa il 70% i costi dell’energia,,,, tu che ne pensi?
    Grazie in anticipo per la risposta

    1. Salve Heros, io penso che tu dovresti cambiare installatore, visto che il tuo vicino ti rassicura in questo modo sul funzionamento del suo impianto. Cosa c’è di meglio di una testimonianza diretta di chi utilizza già con soddisfazione un bene, se lo vuoi acquistare anche tu?
      Il 70% di risparmio dei costi annuali è un valore in linea con i miei dati. Direi che in linea di principio 6/8 kWh di accumulo reale (non nominale) vanno benissimo per la maggioranza dei casi, poi per fare un lavorino “di cesello” bisognerebbe avere dati più precisi.

      Loris

    2. Ciao Heros

      Se installi un impianto adeguato ai tuoi attuali consumi di 3500kWh/anno e di tipo “tradizionale” (senza accumulo) allora la potenzialità che ti sta di misura al meglio (qui al Nord) è di : 3500/1200 = 2,9166 kWp . Il GSE ti ripagherà al massimo il tuo investimento dal quale potresti rientrare in 4/5anni. Salto le lunghe spiegazioni tecniche e numeriche.

      Per quanto riguarda il surdimensionamento”perchè i 3 figli cresceranno” non si tratta di piantare alberi di olivo(fruttificano dopo 25 anni) .Se installi oltre al necessario attuale, senza usufruirne da subito, cominci a perderci da subito.
      Come comperare una automobile e usarla poco,si deprezza comunque negli anni ma, soprattutto, invecchia comunque in moltissimi dei suoi organi per cui, alla fine,(diciamo dopo 10 anni) ti trovi in mano un valore ZERO. Se poi esageri e ti fai una Rolls-Royce allora….peggio che andare di notte.

      Per le opinioni del tuo vicino di casa ……vacci cauto, molto cauto. Forse il tuo potenziale Installatore sarebbe da risentire e rivalutare con calma il suo consiglio. Comunque tieni presente che il vantare un risparmio anche del 99%in Bolletta non significa nulla di per se stesso.
      Se ci pensi appena un po’ tu anticipi, con la spesa di impianto, il pagamento dei tuoi consumi energetici per molti anni ed esponeni il tuo Investimento a una infinità di imprevisti . Stai nel piccolo, possibilmente senza accumulo, possibilmente a non più di 3kWp ma al massimo sotto i 6kWp così resti in monofase(che se vai oltre Enel ti obbliga alla trifase e allora sono dolori,lo so io, perchè il costo del kWh in Bolletta schizza a non meno di 0,30€/kWh).
      Stai nel piccolo così potrai impratichirti, e vedrai che avrai un bel da fare, poi ,se tutto ti quadrerà, magari potrai fare il salto dimensionale che vorresti.

      Fatti riconsigliare dal tuo venditore/installatore. Ascolta il consiglio di uno che”non ha capito niente” come me. Eventualmente cerca i miei prolissi interventi sul Sito. Li troverai facilmente scorrendo il Sito in velocità perchè hanno lunghezza kilometrica e non possono passare inosservati . Sul Loro contenuto giudicherai tu .

      1. Pur apprezzando e in parte condividendo il contenuto del commento, la questione non è stai piccolo così potrai impratichirti…

        Un impianto fotovoltaico serve se é dimensionato correttamente, da un punto di vista tecnico e partendo dalle esigenze personali, non è una cosa che si fa a step.

        Non va bene se é troppo piccolo, é dannoso è inutile se é troppo grande.

        Le variabili in gioco sono molte, non basta dividere il consumo per 1200, perché di bravi progettisti ce ne sono pochi, ed installatori capaci di evitarti problemi e inconvenienti futuri ancora meno.

        I venditori in giacca cravatta é meglio che li lasci perdere, affidati ad un tecnico capace che sappia capire che cosa vuoi e ti sappia consigliare al meglio, e soprattutto abbia tanta esperienza e ottime referenze di gente soddisfatta.

  33. Complimenti per l’articolo.
    Io ho installato un impianto di 2,2 KW con scambio sul posto. Proprio ieri un agente del gruppo GreenPower mi ha proposto un sistema di accumulo. A parte la mancanza di informazione sui diversi tipi di accumulo e la proposta di uno solo a prezzi oltre 10 mila euro (senza specificare il tipo di batterie), l’agente affermava che con la normativa vigente io posso montare unicamente il loro sistema di accumulo, perchè il GSE non accetterebbe altri? E’ vero?

    1. Salve Marco, grazie per il feedback. Mi fa piacere, perché lo scopo di questo articolo è proprio creare consapevolezza nel valutare correttamente le proposte.
      Inutile dire che nessuno ha l’esclusiva sui sistemi di accumulo “accettati” dal GSE…è un po’ come quando gli agenti dicevano che con loro, l’allacciamento alla rete degli impianti fotovoltaici era garantito e più veloce, mentre con tutti gli altri no…il solito modo di vendere raccontando balle…

  34. Peccato che chi utilizza sistemi di accumulo non consideri il costo in termini etici a livello ambientale in funzione dell’energia resa. Io ho un impianto ad isola da circa 15 anni ed uno in grid da circa 6. Ho sempre usato batterie destinate allo smaltimento ma in perfetta efficienza, quindi a livello etico le ho sfruttate fino in fondo alla loro vita.

  35. Buongiorno
    mi piacerebbe capire se ho convenienza installare un impianto fotovoltaico con sistema di accumulo, su un tetto a due falde con esposizione EST-OVEST. Il consumo attuale è di circa 3000 kwh annuo.
    Cosa mi consigliate? grazie.

  36. Salve a tutti,
    potresti risolvermi un problemaccio pf? Inpianto FV esistente (con proprio Inverter FV da 6 kW TRIFASE e NON MONOFASE! Cosi come l’impianto in casa che e’ da 6 KW Contatore TRIFASE.
    1) Problema: Vorremmo installare un impianto di Batterie Litio+ BMS + Battery Inverter per la gestione di tutto il Kit e la gestione oculata di carica e (soprattutto ) scarica delle batterie…
    NON riesco a trovare …anche tra i produttori soliti…una SOLUZIONE TRIFASE??
    2) problema: Attenzione qui in Svizzera italiana (come in Germania) NON e’ possibile , in caso di black out mettere in tensione la linea fuori contatore / rete _quindi la domanda sarebbe se siete a conoscenza di battery inverter che hanno il “telecomando di Rele’ ad almeno 63A Trifase? (rif.to norma sicurezza VDE 126.1.1).
    Ti ringrazio infinitamente in anticipo
    Virgilio.cardarelli@gmail.com

  37. tutto chiarissimo, grazie. vorrei solo sapere se ci sono accortezze particolari per fornire una carica veloce ad auto elettriche oltre ad un corretto dimensionamento dell’inverter?

    spiego meglio: impianto da 8.4kWp incentivato col secondo conto energia. casa completamente elettrica con controllo carichi in base alla produzione. parliamo quindi di on-grid post produzione. vorrei solo ottimizzare per la carica rapida di auto plugin per poter usare solo l’energia prodotta da me per ricaricare durante la notte ma abbimo in programma di prendere una seconda auto plugin e l’ideale sarebbe poter prelevare corrente continua e usare la carica rapida quando serve.

    1. Ciao Gianluca, innanzitutto complimenti, sei un esempio!
      Le cariche rapide dipendono innanzitutto dal sistema di controllo del kit accumulo, ma se usi batterie al piombo sono sempre sconsigliate, perché le stressano. Inoltre mi par di capire che tu vorresti attingere direttamente dalle batterie corrente continua, ma non conosco sistemi in grado di farlo (il che non vuol dire che non esistano, beninteso)…

  38. Intanto Grazie Loris,
    per quanto riguarda l’accumulo post produzione, lo schema riporta il sistema accumulo-inverter a “valle” (visto da lato produttore, il contrario visto da ENEL) del contatore di produzione. Nella norma CEI 0-21:V2 fig 19.3 sembra che questo comporterebbe l’inserimento di un M3 bidirezionale. Può essere perchè il sistema di storage è bidirezionale?! Oppure dipende anche dal tipo di Conto Energia in essere?
    Cosa comporterebbe metterlo a “monte” del contatore di produzione? fig 19.2 della CEI.
    Grazie ancora

  39. Complimenti ottima spiegazione,sarei interessato anche io ad un sistema di accumulo di energia in eccesso del mio impianto fotovoltaico da 5kw .Io sono in quinto conto energia , sapresti indicarmi orientativamente un impianto proporzionato (sia in termini di costi che di dimensionamento) alle mie esigenze?
    Puoi indirizzarmi verso qualche produttore, kit e soluzione con un rapporto qualità-prezzo?

    Grazie.Distinti saluti.

    1. Grazie a te Emanuele. Per dimensionare un sistema di accumulo bisogna conoscere come “gira” l’energia a casa tua, solo dalla taglia dell’impianto è un po’ difficile… Alle altre domande non posso risponderti qui, perché questo blog non ha finalità commerciali. In ogni caso oggi se vuoi una garanzia di durata delle batterie devi essere pronto a spendere…i kit che costano poco usano SEMPRE batterie non idonee.

      A presto!

  40. Grazie. Stavo proprio cercando notizie chiare e semplici. Ho letto da qualche parte che certe normative diventeranno attuative nel settembre 2015 perciò aspetterò ancora qualche mese prima di prendere una qualsiasi decisione, ma, se ho capito ben quello che Lei ha scritto, considerando che il nostro impianto di 3,816 kw Sunpower è in quarto conto energia, forse un sistema di accumulo con batterie OPzV (abbiamo molto posto coperto esterno utilizzabile) ON GRID post-produzione sia il più indicato per noi.
    Di nuovo Grazie per aver dedicato parte del tuo tempo a noi che siamo poco esperto in materia e scusate se troverete errori grammaticali. Lesley

    1. Salve, diciamo che fatte salve le batterie, che a mio pare devono garantire effettivamente una lunga durata, un sistema post o pre-produzione sono abbastanza equivalenti, tranne per il fatto che i post produzione, essendo sistemi con inverter concepiti per il funzionamento in isola, garantiscono quasi sempre energia in caso di black-out.

      Viceversa i sistemi pre-produzione passano sempre attraverso l’inverter fotovoltaico, che ha bisogno in tutti i casi del riferimento di rete. Quindi quando la rete manca, l’inverter si spegne anche se le batterie sono cariche.

      Occhio a mettere le batterie all’esterno, potrebbe non essere una buona idea per via delle temperature.

      A presto.

      Loris

  41. Grazie Loris,
    articolo chiarissimo davvero.
    Allacciandomi al tuo ultimo mp, mi sto chiedendo se non valga la spesa utilizzare i soldi destinati alla Pdc per un bel sistema di accumulo…

    1. Beh, batterie e PDC sono due soluzioni molto diverse tra loro. Certamente nelle condizioni di lavoro dell’impianto la PDC non è una scelta corretta, mentre un sistema di accumulo ben progettato può renderti autonomo anche fino al 70% su base annua, e si sposa bene con tutto.

  42. Ciao Loris,
    grazie per il tuo articolo era proprio quello che cercavo! e complimenti per la spiegazione perchè è chiarissima ed esauriente.

    Io ho montato nel 2013 un impianto fotovoltaico, da 5kw della SunPower con un inverter Aurora Power-one sempre da 5kw con scambio sul posto.

    Io abito in Sardegna e ho un tetto completamente esposto a sud, per cui la produzione del mio impianto sta superando il consumo di circa 1/3. Vorrei sfruttare tutta questa energia che immetto ora nella rete, durante le ore in cui l’impianto non produce. Non so se il mio inverter comunque abbastanza recente possa controllare delle batterie (non credo, secondo te?) nel caso non fosse possibile, leggendo il tuo articolo ho capito che la soluzione più indicata per me sarebbe un Impianto ON GRID post produzione.
    Sapresti indicarmi orientativamente un impianto proporzionato (sia in termini di costi che di dimensionamento) alle mie esigenze?
    Puoi indirizzarmi verso qualche produttore, kit e soluzione con un rapporto qualità-prezzo?

    Grazie.
    Distinti saluti,
    Leonardo

  43. Salve Claudio, non credo tu lo possa fare. Il GSE vieta espressamente la presenza di sistemi di accumulo per i possessori di impianti incentivati con il primo CE.

  44. Mi chiedevo se avendo l’incentivo col primo conto energia, posso ugualmente realizzare un nuovo impianto, magari da un Kw, per farlo lavorare con le batterie e stoccare così un pò di energia.

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