ECCO LA LETTERA RISERVATA (SONO INFORMAZIONI CONFIDENZIALI) CHE ANCHE TU POTRESTI RICEVERE DALL’ENEL SE TI SEI MESSO IN CASA IL SISTEMA DI ACCUMULO FOTOVOLTAICO SBAGLIATO

accumulo in isolaHai un impianto fotovoltaico e hai comprato da poco un sistema di accumulo in isola (OFF-GRID) tipo “UPS” perchè vuoi tenere tutta per te la preziosa energia prodotta dai TUOI pannelli?

O forse stai pensando di farlo, e stai cedendo alle lusinghe del venditore di turno?

Ti faccio queste domande perchè se ti sta anche solo lontanamente sfiorando l’idea di piazzarti in casa un sistema di accumulo OFF-GRID tipo “UPS”, è meglio che te la togli, e anche velocemente, dai retta al nonno.

Infatti potresti ricevere anche tu dal gestore di rete della tua zona una raccomandata che ti potrebbe togliere il sonno, come quella recapitata ad una signora che ci ha contattato (che stiamo cercando di aiutare) e che tra poco potrai leggere anche tu in via confidenziale.

Prima però ti consiglio di approfondire meglio la differenza tra un sistema di accumulo (SDA) e uno tipo “UPS”, leggiti QUESTO ARTICOLO, così impari qualcosa di nuovo.

Se invece sei pigro e non hai proprio voglia di sciropparti la pappardella, ti vengo incontro con piccolo riassunto, perchè voglio essere certo che tu abbia capito bene la differenza tra i due sistemi e il guaio in cui ti sei cacciato (ti sei fidato, lo so, non è colpa tua), o nel quale ti stai cacciando (se appartieni alla seconda categoria non sai quanto sei fortunato).

HOUSTON, ABBIAMO UN PROBLEMA…

 
Tutto sommato questa volta è semplice. Poco piacevole, certo, magari anche discutibile…ma indubbiamente semplice.

Se ti hanno venduto un sistema a batterie tipo “UPS” con l’intento di utilizzarlo come accumulo fotovoltaico, sempre in funzione e in grado di farti utilizzare alla sera l’energia accumulata durante il giorno, beh…direi che hai un bella gatta da pelare.

Prima cosa:
Un sistema di accumulo tipo UPS (che è certificato CEI EN 62040 e non CEI 0-21), si può installare a patto che faccia quello per cui è stato costruito, cioè il gruppo di continuità. E cosa fa un gruppo di continuità? Si deve attivare SOLO (la chiave è tutta qui) in situazioni di emergenza.

Ovvio…è un gruppo di continuità!!! Nel tuo caso un pò costosetto, a dire il vero…magari fa molto “green”…ma la normativa dice chiaro e tondo che deve funzionare solo quando la corrente di rete non c’è.

Quindi no, non funziona come te l’hanno venduta, vecchio mio.

Se il tuo sistema è un UPS certificato CEI EN 62040, NON PUO’ ESSERE SEMPRE ACCESO E UTILIZZARE LE SUE BATTERIE COME ACCUMULO FOTOVOLTAICO PER I TUOI PANNELLI, OGNI SANTO GIORNO H24 in modo da non comprare più l’energia dall’Enel o da chi per essa.

Non lo può fare perchè è un gruppo di continuità.

E’ CERTIFICATO per essere un gruppo di continuità, CAPISCI?

Quindi se chi te l’ha venduto (o te lo sta vendendo) ti ha detto che si poteva fare, ti ha tirato una sòla…si, te lo dico in modo grezzo ma non so come altro dirtelo.

Seconda cosa:
Se vuoi un accumulo fotovoltaico devi installare esclusivamente macchine e sistemi certificati CEI 0-21, perché sei obbligato ad allacciare il tuo impianto alla rete COMUNQUE, anche se il tuo sistema è progettato per non mandar fuori nulla.

Te lo ridico meglio, così ci capiamo ed evitiamo fraintendimenti: se desideri tenerti in casa tutta l’energia prodotta dall’impianto senza cedere nulla alla rete lo puoi fare, non c’è problema; basta però che acquisti un sistema in grado di farlo MA che sia ANCHE certificato CEI 0-21, perchè dovrai comunque connetterlo alla rete.

Proprio così, anche se non immette nulla.

Perché il punto non è questo come ti vogliono far credere i “talebani” venditori di sistemi di accumulo tipo UPS che in nome delle loro stupide crociate ti piazzano sul groppone un grosso problema invece che una soluzione; il punto non è se il sistema è in grado di immettere o meno energia in rete.

Il punto è che qualsiasi sistema in grado di modificare sostanzialmente i profili di consumo delle abitazioni ogni giorno, ogni ora, ogni minuto della giornata (esattamente come fa il tuo sistema tipo UPS che ti hanno venduto) è a tutti gli effetti considerato “sistema di accumulo”; va quindi connesso alla rete, e tu non ci puoi fare nulla.

Convieni con me che se prima spendevi 1.500 € di energia elettrica comprandola dall’enel di turno e oggi ne spendi 250, forse il profilo di consumo della tua casa me lo stai “leggermente” modificando?

OCCHIO CHE IL BELLO VIENE ADESSO

 
Se pensi che ti abbia scritto stupidaggini e/o tu vuoi fare lo stesso il furbo “all’italiana”, la nostra virtù più amata che consiste nel fare un pò come ci pare in barba alle normative e alle leggi, che tanto sono interpretabili e poi nessuno controlla, devi fare attenzione.

Infatti qualche giorno fa ho ricevuto una vera e propria richiesta di aiuto da una signora impanicata quanto basta, che dopo aver acquistato da una ditta locale (non posso fare nomi ovviamente, anche se lo vorrei tanto) proprio uno di questi famigerati sistemi di accumulo tipo “UPS” OFF-GRID (la signora voleva un sistema senza obbligo di allaccio), ha ricevuto la lettera che puoi leggere qui sotto e che esprime la posizione ufficiale dell’ufficio Enel preposto a riguardo (ti consiglio di leggere con molta attenzione, ho messo solo una paio di omissis su parti non essenziali):

Gentile Sign.ra,

(omissis) …qualora il suo impianto cosiddetto OFF-GRID, non sia assimilabile a un UPS, la situazione creata sarebbe in contrasto con quanto previsto dalla normativa vigente e creare una situazione di pericolo per gli altri utilizzatori della rete nonché per il personale operante sulle linee.

Gli UPS, ai fini delle attuali norme in vigore, devono rispondere ai requisiti funzionali delle Norme CEI EN 62040-1, CEI EN 62040-3 e CEI EN 50171, tali norme prevedono la separazione dalla rete ed il funzionamento dell’UPS in isola sui carichi nel solo caso di assenza o anomalia della rete stessa.

Secondo le Norme CEI 0-21 e 0-16, nell’attuale formulazione, qualsiasi sistema di accumulo (non riferibile ad un UPS) deve essere considerato come generatore; infatti, la presenza di un sistema di accumulo in un qualsiasi impianto ne comporta la classificazione di impianto attivo.

La Delibera n. 574/2014/R/eel, integrata dalla delibera n. 642/2014/R/eel, regolamenta quindi tutti i sistemi di accumulo, ad eccezione di quelli isolati dalla rete o che entrano in funzione solo a seguito dell’interruzione dell’alimentazione dalla stessa.

All’ atto pratico quindi, si possono presentare tre casistiche:

1. Impianti FTV + accumulo OFF-GRID o generatore di altro tipo, che intervengono ( si avviano ) e si collegano alle utenze da alimentare solo a valle dell’interruzione della rete e che, in normali condizioni, sono scollegati dalla rete o spenti e non alimentano nessuna utenza. Sono sistemi che entrano in funzione per cause indipendenti dalla volontà dell’utente. Tutto il sistema non risulta mai in parallelo con la rete del distributore;

2. Impianti ON-GRID, sono gli impianti di produzione FTV + accumulo come da schemi CEI 0-21, tutti gli schemi, per cui a valle dell’intervento del DDI esiste una parte di impianto domestico che continua ad essere alimentato dal sistema FTV + accumulo;

3. Esiste una ulteriore casistica di impianti, chiamato impropriamente OFF-GRID, sono quei sistemi di accumulo che non funzionano in maniera continuativa in parallelo con la rete, in cui il carico dell’utente può essere alimentato sia dalla rete pubblica che dal sistema di accumulo. In questi casi, l’energia dell’impianto non va mai in rete tranne che nei casi di transitorio in cui i flussi energetici si invertono per improvvisa mancanza di carico. Il sistema non può in alcun modo intervenire sul DDI per provocare un distacco, semplicemente deve essere in grado di gestire il flusso energetico. Per questi sistemi, le configurazioni ammesse sono sempre e solo quelle prevista da CEI 0-21 e CEI 0-16.

Ne consegue che:

• ai casi di cui ai punti 2 e 3 si applica il TICA – Testo Integrato delle Connessioni Attive (e le norme CEI 0-16 e 0-21), con regolare domanda di connessione;
• ai casi di cui al punto 1 non trova applicazione il TICA, pertanto non è prevista la domanda di connessione. Il riferimento normativo vigente è la EN 62040 relativa agli UPS.

… (omissis) …

La lettera prosegue con la richiesta della documentazione in grado di comprovare il rispetto della normativa vigente e con la diffida al mantenimento dell’impianto nelle condizioni in cui si trova in assenza di tale documentazione, e si conclude in modo piuttosto perentorio richiedendo o la connessione dell’impianto alla rete (se ce ne sono i presupposti) o la cessazione totale della fornitura di energia elettrica al fine di poter operare in isola.

Ti scappa di andare in bagno? Fai bene…ma non dimenticare di lavarti le mani prima di tornare alla tastiera e leggere il resto!

Bene, adesso che ti sei scaricato, dovresti cominciare a preoccuparti molto seriamente, perché:

  se hai gli incentivi del conto energia, è solo questione di tempo prima che tu abbia un controllo da parte del GSE. Non è SE avrai la visita degli ispettori…è QUANDO l’avrai. E siccome probabilmente non avrai dichiarato nulla nemmeno a loro, consiglio uso di abbondante vaselina (la vendono anche dal rigattiere, tranquillo, purché chiedi quella per usi alimentari). Non lesinare, nel dubbio, prendila proprio a manate.

  in tutti gli altri casi la questione è meno dolorosa, certo, ma sei in ogni caso fuori legge.

  anche se hai deciso di redimerti, comunque non puoi connettere il tuo sistema di accumulo alla rete così com’è perché non dispone delle necessarie certificazioni per la CEI 0-21.

  di fatto dovresti spegnerlo, oppure fargli fare quello per cui è certificato, cioè il gruppo di continuità: tiene sempre cariche le batterie senza mai scaricarle tranne nei pochi casi in cui manca la rete causa black-out (wow).

Come dici? Hai speso una montagna di soldi per avere una cosa che su amazon costa un migliaio di euro e fa lo stesso servizio?

E’ così, hai ragione, ma non ci puoi fare niente…se non andare a prendere chi te l’ha venduto e farci quello che preferisci (se riesci a trovarlo, naturalmente).

D’altronde c’è chi lavora tutelando sempre e in ogni caso gli interessi dei propri clienti (io uso normalmente sistemi che possono fare l’OFF-GRID VERO ma che sono assolutamente certificati CEI 0-21), e chi invece vende pensando di fare solo i propri, perchè le certificazioni costano, ammesso che il sistema sia in grado di rispondere a tutti i requisiti della norma.

E’ un modo come un altro per ribadire che esistono azienda serie e aziende che non lo sono, ma in realtà non sto dicendo nulla che non sapete già, se mi conoscete.

Quindi, ricapitolando: vuoi tenerti tutta l’energia fotovoltaica prodotta dal tuo impianto perché non vuoi svenderla all’enel, oppure ti secca darla via al tuo vicino di casa antipatico che la userà al posto tuo?

Acquista pure un accumulo in isola OFF-GRID, ma ricorda che deve essere certificato CEI 0-21 e che lo dovrai comunque allacciare alla rete.

Se questo articolo ti è piaciuto (o ti é stato utile) lascia pure un commento qui sotto!

A presto!

Loris

32 thoughts on “ECCO LA LETTERA RISERVATA (SONO INFORMAZIONI CONFIDENZIALI) CHE ANCHE TU POTRESTI RICEVERE DALL’ENEL SE TI SEI MESSO IN CASA IL SISTEMA DI ACCUMULO FOTOVOLTAICO SBAGLIATO”

    1. Un sistema del genere non è off-grid, proprio perché c’è l’enel. Non ho compreso comunque il senso della domanda…dove sta il vantaggio se le batterie le carica l’Enel?

  1. Ho letto tutta la discussione accuratamente, ma …., tutte le persone che attualmente hanno un’impianto fotovoltaico e anche uno o più sistemi ups, tipo quelli che utilizziamo per il PC, o parlando di aziende, hanno una rete sempre attiva sotto gruppo di continuità, SONO FUORILEGGE?

    1. Certo che no. Un conto è avere un sistema UPS vero che ha lo scopo di proteggere e mantenere in esercizio i carichi SOLO quando c’è un’interruzione della fornitura di energia (gruppo di continuità), un altro è quello di avere un sistema che immagazzina l’eccesso di energia fotovoltaica e la rende disponibile alle utenze, caricando e scaricando sistematicamente le batterie ogni giorno pur lavorando in parallelo con la rete, limitandone drasticamente il prelievo.

      1. La maggior parte delle persone che richiedono un preventivo per un sistema di accumulo, danno per scontato che tale sistema mantenga alimentato l’edificio “SOPRATTUTTO QUANDO C’E’ UNA MANCANZA RETE”, per farci capire, quando l’ENEL toglie corrente.
        Mentre, la maggior parte dei venditori, volontariamente o no, propongono prodotti che si “seguono le direttive CEI 021, ma non rispecchiano le aspettative del cliente e neanche lo dicono, visto che, in caso di mancanza rete, non erogano energia.

        1. Su cosa i venditori dicono alle persone pur di piazzare i loro sistemi mi sono già espresso più volte, quindi evito altrimenti rischio di diventare più antipatico di quello che già sono.

          Occorre però fare una precisazione: il fatto che i sistemi di accumulo siano CEI 0-21 non implica che non possano sostenere i carichi in caso di black-out. Oggi sul mercato esistono sistemi di accumulo perfettamente a norma in grado di mantenere in piedi l’abitazione (entro i limiti imposti dal sistema, ovviamente) in caso di interruzione della rete, basta scegliere quelli giusti.

          Come dicevo è solo il contrario che non vale: un’apparecchiatura UPS non può funzionare come un sistema di accumulo (SdA).

  2. Per rispondere a Diego e a chiunque ne avesse la necessità, la norma CEI 0-21 afferma (par. 3.23) che il funzionamento in isola sulla rete Utente è sempre ammesso, pertanto è possibile installare un UPS certificato (l’alimentazione primaria può avvenire anche da fonti alternative alla rete di distribuzione come da norma EN 62040) e/o un impianto fotovoltaico isolato dalla rete anche in compresenza di una fornitura di rete purché opportunamente sezionato.

    Sulla definizione di UPS data dalla norma specifica non si discute (sebbene la si voglia travisare per convenienza) ed è ben più complessa da ciò che si intende comunemente per “gruppo di continuità”, come quello dei PC per intenderci.

    Inoltre bisogna ben distinguere il concetto di “bisogno” (energia) da quello di “servizio” (rete di distribuzione), il primo è una necessità alla quale (oggi) si può provvedere autonomamente, mentre il secondo è dato da una prestazione a pagamento di qualcosa che non si ha possibilità di procurarsi autonomamente.
    Il primo è un diritto, il secondo un’opzione.

    1. Il par. 3.23 della CEI 0-21 parla di “RETI dell’utente”, non di “impianti di utenza”, definizione che invece si trova più avanti in varie forme (3.30 -> 3.35) dettaglianti anche il concetto di “connessione”.

      La norma precisa anche il concetto di “rete in isola”, nella successiva (3.59), giusto per non farci mancare nulla, e poi ci chiediamo perché in Italia le leggi sono così complicate.

      Detto questo, riporto integralmente il discusso articolo 3.61bis (sistemi di accumulo) a pubblico beneficio con evidenziate le parti più importanti:

      “3.61 bis
      sistema di accumulo
      Insieme di dispositivi, apparecchiature e logiche di gestione e controllo, funzionale ad assorbire e rilasciare energia elettrica, previsto per funzionare in maniera continuativa in parallelo con la rete di distribuzione o in grado di comportare un’alterazione dei profili di scambio con la rete stessa (immissione e/o prelievo), anche se determinata da disconnessioni/riconnessioni volontarie di parte o tutto l’impianto. Sulla base di quanto sopra detto, qualsiasi sistema di accumulo, anche se connesso sul lato dc di un impianto di produzione, è da ritenersi sempre un generatore.
      Non rientrano tra i sistemi di accumulo i soli sistemi che svolgono esclusivamente la funzione di:
      – assicurare la continuità dell’alimentazione,
      – migliorare la qualità della tensione (buchi di tensione, flicker, armoniche,dissimmetria, variazioni rapide)

      quali gli UPS

      Ora io ti capisco.

      Sinceramente, Sara, ti capisco.

      Viviamo in un mondo popolato da brutte persone, da interessi collaterali, e da lobby di potere, lo so…

      Però con tutta la buona volontà di cui posso disporre, se:

      1) a fronte di una norma che DICE CHIARAMENTE che cosa è e che cosa si intende per sistema di accumulo;
      2) a fronte di una norma che relega gli UPS a fare semplicemente quello per cui sono stati progettati e nulla più;
      3) a fronte di un distributore di rete che NON VUOLE allacciare macchine non certificate CEI 0-21;
      4) a fronte di un iter procedurale molto rigido che di fatto NON PERMETTE di uscire dai quattro schemi previsti dalla norma (e chi installa impianti fotovoltaici sa esattamente di cosa sto parlando)

      continuiamo a discutere del sesso degli angeli, vuol dire solo una cosa: che abbiamo tempo da perdere.

      Io credo che chi legge questo blog debba sapere prima di tutto a cosa va incontro nell’affrontare certi investimenti alla leggera, prima ancora di discutere se la norma è fatta bene oppure no.

      In questa sede quello che conta per la signora Maria è sapere se una certa cosa si può fare oppure no, punto, fine. E in questo caso c’è UN INTERA COSTRUZIONE NORMATIVA CHE LO DICE CHIARAMENTE che cosa si può fare. Lo dice la mente (la CEI); lo fa il braccio (i distributori).

      Nel momento in cui chi comanda e decide stabilirà che anche i sistemi UPS potranno essere installati senza alcun problema e tutta la filiera della connessione si adeguerà, a quel punto squillino le trombe, signori…grande festa per tutti e fuochi d’artificio.

      Ma fino a quel momento discutere sulle pieghe delle parole e delle frasi e incaponirsi su aspetti di pura teoria è e rimane esclusivamente un esercizio di stile.

      Loris

      1. Ultima osservazione (non perché abbia tempo da perdere, ma perché mi sembra si sorvoli su aspetti fondamentali) dopodiché taccio per sempre 😉 e ringrazio chi ha avuto la pazienza di darmi corda
        1) Le norme CEI-021 si occupano di connessione in parallelo alla rete, quindi gli impianti a isola (non mi riferisco agli UPS) che per definizione non funzionano in parallelo alla rete non dovrebbero nemmeno essere tirati in causa.
        Tant’è che sul mercato non risultano produttori che abbiano a catalogo un inverter a isola CEI-021.
        2) L’alterazione dei profili di scambio è un concetto fuori luogo nel caso specifico, perché parlando di impianti a isola non c’è scambio, quindi non c’è profilo di scambio. “Scambio” e “consumo” non sono la stessa cosa, e questo non è sesso degli angeli, è il nocciolo del discorso che determina se sono o non sono fuorilegge.
        In merito alla frase della norma “…(immissione e/o prelievo), anche se determinata da disconnessioni/riconnessioni volontarie” è da osservare che un impianto a isola non immette in rete e non preleva dalla rete, semplicemente alimenta o non alimenta delle utenze: dal punto di vista della rete è come se le spegnessimo o accendessimo, e la libertà di consumo non è stata (per ora) negata.
        In ultima analisi: la normativa è chiarissima, ma i sistemi a isola (oggetto del discorso) non possono rientrare in questa normativa. Questo è il mio pensiero, e auguro buon lavoro a tutti

        1. Ma infatti, hai perfettamente ragione, i sistemi ad isola VERI non rientrano in questa normativa, su questo non ci piove, chi ha mai detto il contrario?

          Il problema nasce quando vogliamo avere un sistema ad isola e ANCHE la connessione alla rete.

          – Sistema ad isola VERO (la rete elettrica nazionale non esiste) = OK, fai quello che ti pare
          – Fotovoltaico con accumulo CEI 0-21 con allaccio alla rete elettrica = OK
          – Fotovoltaico con accumulo tipo UPS o similari (sennò qualcuno pensa che sia prevenuto, sia mai) non CEI 0-21 MA CON allaccio alla rete elettrica = NO

          Buon lavoro anche a te.

          Loris

    2. Ho trovato la discussione molto interessante e ho cercato di addentrarmi nella norma. Per quanto io possa condividere la visione di Diego ho trovato evidenziato nel campo di applicazione (Cap 2) il riferimento agli utenti della rete. Viene fornita la definizione di utente della rete comprendendo anche i soggetti titolari di impianti di produzione funzionanti in isola sulla rete del produttore. È evidente a mio riguardo la volontà di normare anche alcuni aspetti della rete privata non connessa alla rete di distribuzione pubblica.

      Valerio

  3. Grazie per la esauriente spiegazione!
    Pongo una domanda, riferita all’ultima frase del post: “Acquista pure un accumulo in isola OFF-GRID, ma ricorda che deve essere certificato CEI 0-21 e che lo dovrai comunque allacciare alla rete”
    Possono gli inverter off-grid (qundi che non lavorano in parallelo alla rete) essere conformi alle CEI-021?
    In caso affermativo, quali modelli sono presenti sul mercato?
    Grazie ancora

    1. Salve Diego, grazie a te!

      Difficile che un inverter off-grid possa essere conforme alla CEI 0-21…diciamo che più che il singolo inverter deve essere certificato il sistema nel quale l’inverter è inserito, e nel quale lavora. Per sistema si intende un insieme di componenti gestiti da una logica ben definita, complessivamente certificato da un ente terzo in base alle regole della CEI 0-21.

      Loris

      1. Ok, perfetto. Considerando che usi normalmente sistemi OFF-GRID certificati CEI 0-21, puoi indicarmi un esempio concreto? Grazie

        1. Guarda, noi lavoriamo con PV Storage System di AB-company, che puoi trovare qui –> http://www.ab-company.it.

          E’ un sistema professionale di fascia alta estremamente solido, testato e affidabile. Zero fumo (commerciale), 100% arrosto (tecnico).

          Non è per coloro che cercano il brand figo… è pensato per quelli che cercano sostanza, durata nel tempo e risultati certi.

          Nel sito puoi trovare i contatti, oppure se preferisci ti scrivo io in privato.

          1. Mi sembrano soluzioni di altissima qualità, ma nel sito non ho trovato riferimenti alla conformità CEI-021 per l’off-grid. Se puoi darmi maggiori dettagli, anche in privato se preferisci, ti ringrazio

      2. Ciao Loris, mi sono state poste le seguenti domande che mi sono sembratate lecite, e chiedo se puoi aiutarmi a capire:
        – “Io non ho nessun impianto fotovoltaico: posso aprire e chiudere l’interruttore principale di casa quando voglio?”
        Immagino di sì
        – “E mentre la casa è staccata dall’Enel, posso alimentarla con un altro sistema?”
        Immagino di sì
        – “Anche con pannelli e batterie?”
        Continuo a immaginare di sì, sarebbe un impianto a isola
        – “Allora, se alimento la casa solo quando è staccata dall’Enel, come mai devo avere componenti certificati CEI-021?”
        Ho parlato di “profilo di scambio”, ma mi è stato detto “Quale profilo di scambio? Io non scambio niente! Diminuisco il consumo, come se sostituissi lo scaldabagno
        elettrico con uno a gas, non penso sia proibito”
        In effetti, vista così, l’impianto a isola ‘non CEI-021’ non sembra poi così fuorilegge…
        Qual è il punto?
        P.S in PVT non ho trovato comunicazioni

        1. Ciao Diego, se la tua casa è completamente staccata da enel o chi per esso puoi fare quello che ti pare, e puoi installare quello che ti pare, come succede negli impianti ad isola “veri”.

          Ma deve essere COMPLETAMENTE staccata da Enel, non solo quando ci fa comodo.

          Infatti il concetto in base al quale “…diminuisco il consumo, come se sostituissi lo scaldabagno elettrico con uno a gas, non penso sia proibito..” è sbagliato. Possiamo non essere d’accordo, possiamo interpretare questa cosa come vogliamo o come ripeto ci fa comodo, possiamo gridare al complotto, possiamo lamentarci che siamo sempre vessati da chi ci governa e così via, ma di fatto la CEI è stata chiara: un sistema di accumulo modifica il profilo di scambio, di giorno e anche di notte, e sfido chiunque a dimostrare il contrario, visto che i sistemi di accumulo si comprano ESATTAMENTE per questo!!!

          Credo che sia inutile discutere sull’etimologia della parola “scambio” piuttosto della parola “consumo”: esiste un indirizzo molto chiaro sulla questione, e ho scritto il mio articolo proprio per ribadirlo e mettere in guardia le persone; ogni sistema di accumulo che “lavora” h24 e che serve un fabbricato allacciato alla rete elettrica nazionale deve essere CEI 0-21, e deve essere pronto (nel futuro) a dialogare con la rete anche se non butta fuori nulla. Non lo dico io, lo dice il legislatore; poi è chiaro che ciascuno è libero di vendere quello che vuole e di comprare quello che vuole, purché (dico io) le cose vengano fatte con consapevolezza.

          Loris

          1. Alla fin della fiera Io la vedo così: non c’è consequenzialità tra la definizione CEI di sistema di accumulo come sistema “previsto per funzionare in maniera continuativa in parallelo con la rete con obbligo di connessione di terzi
            o in grado di comportare un’alterazione dei profili di scambio con la rete elettrica” e il fatto che un sistema di accumulo “debba” essere così.
            Semplicemente la CEI-021 si occupa dei sistemi di accumulo che operano in parallelo alla rete come sopra definiti, e che quindi devono certamente tutti rispettare le norme CEI-021, mentre non si occupa dei sistemi che funzionano indipendentemente dalla rete, che per loro natura non possono essere conformi a tali norme.
            Dopodiché l’operazione di apertura/chiusura di un contatto che preleva o non preleva corrente dalla rete è già normato, e il fatto che io prelevi dalla rete quando mi pare (per il momento) non è sottoposto a norme.
            Ma è solo il mio parere. O forse una speranza…

            1. Diciamo che è un tuo parere, come capita tutte le volte (e lo dico bonariamente) quando vogliamo aggirare a tutti i costi una norma che magari non ci piace.

              Un sistema che opera indipendentemente dalla rete non ha bisogno della rete, per definizione; quindi il problema si pone quando prendo un sistema “che opera indipendentemente dalla rete” e lo voglio “collegare alla rete”.
              O è collegato oppure non lo è, non deve esserci la via di mezzo. E se è collegato, deve rispettare le norme che riguardano questo collegamento.

              Esattamente come un sistema UPS concepito per partire solo quando la rete non c’è. O è un sistema di emergenza, oppure non lo è, tertium non datur.

              I problemi nascono quando si decide che un sistema UPS NON deve funzionare solo in condizioni di emergenza, o quando un sistema concepito per funzionare in modo ESCLUSIVO rispetto alla rete lavora in parallelo, cioè ogni qual volta si decide che una cosa deve funzionare in un certo modo solo perché è tecnicamente possibile, anche se le norme dicono altro.

              Ciò che dici Diego può avere anche un senso, non dico di no, ma finché non lo dice CHIARAMENTE anche il normatore, rimane solo un esercizio di logica.

              1. Hai perfettamente ragione, infatti concludevo che “è solo una speranza”, intendendo che in tutte le norme dovrebbe esserci del buonsenso, ma talvolta appare assente. Peraltro è doveroso precisare che il sistema a isola “che opera indipendentemente dalla rete” può non essere mai “connesso alla rete” se l’operazione di commutazione delle utenze viene svolta non dall’inverter, ma da un commutatore esterno (conforme alle norme EN). In tale configurazione non vi è mai connessione fisica tra sistema a isola e rete pubblica. Non so se il Sig. CEI ha considerato quest’aspetto.

                1. La EN 62040 dice chiaramente che un UPS può essere alimentato da qualsiasi fonte di energia (non obbligatoriamente dalla rete di distribuzione) e che interviene per mantenere la continuità dell’alimentazione del carico migliorandone la tensione (non che interviene per mantenere la continuità della fornitura di rete); la differenza “prospettica” mi pare evidente.

                  Tutti i sistemi che non agiscono in questo modo non possono rispondere alla EN 62040 (non possono quindi essere neanche certificati secondo la EN 62040) e di conseguenza, non potendo essere UPS, sono necessariamente SdA pertanto devono necessariamente rispondere alla CEI 0-21 (certificazione del sistema compresa) per la connessione di tali sistemi alla rete di distribuzione.

                  Questo è riportato chiaramente anche nella norma CEI 0-21 così come modificata a luglio 2016.

                  Ps. Se l’azienda produttrice di un sistema vuole dirsi seria, è anche capace di dare tali garanzie (e le corrette informazioni) ai propri clienti; se non lo è riesce solo a sparare inelegantemente a raffica sulla concorrenza e a “copiare male dal primo della classe” senza dare alcuna prova di affidabilità o esperienza, oltretutto rimettendoci d’immagine.

                  Purtroppo questo mondo è fatto anche di subdoli arrivisti senza scrupoli, perciò anche io credo che sia arrivato il momento che le tutte le persone che intendono fare un investimento del genere debbano imparare ad informarsi correttamente (sentendo il suono di più campane) prima di fidarsi ciecamente di un consiglio per gli acquisti.

                  Allo stesso tempo penso che fare di tutta l’erba un fascio in questo modo, senza riportare gli esatti riferimenti normativi, come un corretto approccio tecnico imporrebbe, sia eticamente sbagliato e fuorviante… a meno che non ci sia uno specifico interesse a farlo, allora si spiegherebbero molte cose.

                  1. Salve Sara, se il concetto di “fare di tutta un’erba un fascio” si riferisce al contenuto dell’articolo che stai commentando devo precisare, anche se mi sembrava piuttosto evidente, che il senso del post era semplicemente ribadire quello che dici anche tu con pregevole sintesi…SdA e UPS sono cose diverse che fanno sport diversi, anche se i soliti furbetti del quartierino continuano a fare danni a destra e a manca.

                    Preferisco lasciare sempre ai commenti dei super-esperti come te la successiva eventuale puntualizzazione tecnica; da un lato perché io non sono un tuttologo, dall’altro perché a dispetto di ciò che tu credi i tecnicismi potrebbero interessare le persone fino ad un certo punto, soprattutto quando, come in questo caso, il nocciolo della questione è di fatto un altro.

                    Loris

                  2. Ti ringrazio per la precisazione, ma forse non mi ero spiegato correttamente. Non intendevo riprendere l’annosa distinzione fra UPS/nonUPS, ma solo evidenziare che un impianto fotovoltaico “a isola” completamente scollegato dalla rete è ovviamente escluso dalle norme CEI-021. Con quest’impianto “a isola” credo di essere libero di alimentare tenze domestiche semplicemente staccando la spina dalla rete e infilandola in quella dell’inverter off-grid collegato a batterie e pannelli, tutti sconnessi dalla rete. Ora, quando le batterie sono scariche, credo sia mio diritto ricollegare le utenze alla spina di casa (lasciando l’impianto a isola totalmente sconnesso dalla rete).
                    C’è qualche componente che deve essere CEI-021 in questa operazione? Non credo.
                    Ora, se anziché staccare e riattaccare le spine a mano, affido questa operazione a un deviatore, c’è qualche implicazione CEI-021? Grazie per la consulenza

                    1. Dal mio punto di vista la questione è più “estrema”, perché il problema è sempre il punto di partenza.

                      Per come la vedo io se la tua casa è collegata alla rete in prelievo, ogni sistema che lavori in isola come quello che hai descritto tu non va bene per principio. Sei collegato alla rete elettrica? Il fotovoltaico con l’accumulo lo allacci alla rete e deve essere CEI 0-21 a prescindere da come lo usi, se sposti la tua spina da una parte all’altra. Non importa che alimenti utenze privilegiate in isola oppure no (esercizio comunque previsto dagli schemi)…deve funzionare come spiegato nella norma, e deve essere certificato per farlo così come dicono loro.

                      Se vuoi invece un sistema in isola “puro” non chiedi nemmeno la fornitura della rete, per le emergenze ti attrezzi con altri generatori, come sintetizza bene anche Sara nel suo precedente intervento.

                      Vuoi metterci un “deviatore” esterno e/o una protezione di interfaccia? Dal mio punto di vista TUTTO il sistema deve essere certificato CEI 0-21, altrimenti se fosse solo una questione di interfaccia nessuno si preoccuperebbe di certificare nemmeno gli inverter, non trovi? Basterebbe usare un’interfaccia certificata…

                    2. Grazie per la risposta. L’unico spunto di riflessione è “Sei collegato alla rete elettrica? Il fotovoltaico con l’accumulo lo allacci alla rete”. Perché?
                      “Se” allaccio il fotovoltaico alla rete, allora ok CEI-021, è tutto chiaro: ma dov’è scritto che “devo” allacciarlo alla rete? Nel momento in cui prendo un pannello, una batteria, un regolatore di carica e ci collego un televisore in una casa dotata di contratto Enel, sono dunque fuorilegge? Il mio caricabatterie solare per il cellulare composto da un pannellino e un powerbank al ltio da 10.000 mAh non è forse un sistema di accumulo che ho in casa? E’ fuorilegge? Non esistono caricabatterie solari CEI-021… Sì d’accordo, in questi casi parliamo di energie minime, ma il principio di funzionamento è lo stesso. Non so, io il concetto che per poter usare un impianto a isola in casa devo chiedere lo stacco Enel non solo non lo condivido, ma neppure lo capisco. Perché l’Enel vuol rinunciare a clienti che tanto comunque pagherebbero un sacco di spese fisse, a fronte di una minima fornitura di energia?

  4. Posso essere anche d’accordo ma la stesura dell’articolo, i toni allarmistici con vari riferimenti ad impiantisti talebani e vasellina etc.. non sono per niente professionali.
    Non sarai certamente solo tu a proporre impianti a norma CEI 0-21e conoscere le leggi vigenti in materia.
    Roberto possessore impianto 6Kw

    veramente disgustoso.

    1. Salve Roberto, mi spiace che tu ti sia sentito offeso dal tono del mio articolo, ma vedi, abbiamo visioni diverse.

      Quello che a me disgusta veramente è vedere gente rivoltata per dritto e per rovescio da venditori senza scrupoli che pur di portare a casa il lavoro sono disposti a raccontare qualsiasi cosa, e non sto parlando del caso specifico che tratto nel mio articolo.

      Quello che a me disgusta veramente è gente che dopo aver speso migliaia e migliaia di euro convinta di rendere la propria casa più efficiente, si trova bollette più salate di prima perché chi gli ha venduto l’intervento nel migliore dei casi è un incompetente.

      Quello che a me disgusta veramente è gente che vende impianti fuori legge sapendo benissimo che cosa sta vendendo, perché tanto “basta non dichiarare l’impianto”, perché tanto “chi verrà mai a controllare”, perché “abbiamo ragione noi, chi fa le norme non capisce un cazzo”.

      Ho già scritto a riguardo, leggiti QUESTO ARTICOLO, e poi vediamo dove va a finire il perbenismo, il politically correct e il “volemosse bbene”!

      Non ho mai scritto di essere l’unico a proporre sistemi CEI 0-21, né l’unico a conoscere la norma, forse in preda alla tua indignazione non hai colto il senso dell’articolo., pazienza.

      Sto semplicemente mettendo in guardia le persone che vogliono dotarsi di un sistema di accumulo nel farlo correttamente, visto che il mercato pullula di gente spregiudicata. E non ho paura nel dirlo senza peli sulla lingua, mai e in ogni caso. Anzi ti dirò di più: io lavoro con sistemi di nicchia, non con prodotti di massa, figurati se penso di essere l’unica alternativa sul mercato!

      Se non ti piace il mio tono puoi sempre cambiare pagina, non ho (purtroppo) l’esclusiva del web a riguardo e non pretendo di essere simpatico a tutti.

      Saluti

      Loris

  5. Avevo letto di questi sistemi “affascinanti” ma non ne capivo il funzionamento ed ho lasciato perdere. Ultimamente li vedo in vendita nella grande distribuzione e mi è tornata la voglia.
    Ma continuo a non capire …(ora capisco leggendo questa lettera che condivido).
    La voglia è di avere due separati impianti:
    1) la rete …. senza alcuna modifica,
    2) un impianto alimentato dal fotovoltaico che utilizza l’energia per particolari necessità …. nella stessa casa ma completamente indipendenti … anzi se possibile vorrei funzionasse tutto a 12 volt.

    Lecito immagino……..

    Domanda l’utilizzo dovrebbe alimentare “con il sole” dei deumidificatori
    normalmente vengono venduti per funzionare a 220 alternata
    è pensabile modificarli per farli funzionare a 12 volt continua?
    (pensavo di fare la ricerca nel campo roulotte o camper dove sa sempre esistono frigoriferi 12 volt, tv, radio ….)

    Ammesso sia già possibile che dimensione deve avere un cavo corrente valido per un deumidificatore che consuma oggi 300watt a 220 alternata alimentato da 12 volt continua?
    basta anche senza grossi calcoli un 2,5?
    Il cavo terra è necessario sul 12 volt?
    (nel caso ci si può connettere alla terra dell’impianto rete o anche la terra potrebbe rappresentare un pericolo? la terra non ha nulla in comune con il fornitore di energia … che viaggia sui due cavi fase e neutro)

    Grazie

  6. In effetti le telefonate di proposte di accumulo me ne sono arrivate a gogò ma non ho mai creduto. Tante proposte ma nessuna nel dettaglio😕 solite sole per vendere……. , perché a stop punto posso sempre farmelo io ………..premetto ho già un impianto fotovoltaico …….

    1. Purtroppo è esattamente così, i sistemi di accumulo oggi hanno sostituito nella vendita “aggressiva” da call-center gli impianti fotovoltaici di una volta. C’è gente che telefona e si fa passare per tecnici enel che devono “controllare” i contatori e come sta funzionando l’impianto, con la scusa di entrare in casa e convincere la malcapitata vittima ad acquistare i loro sistemi.

      Ovviamente tutto questo in barba alla privacy…l’ultimo cliente che mi ha contattato a riguardo mi raccontava che questi “signori” dicono che il GSE sta fallendo e per fare cassa vende le liste clienti agli operatori del settore…roba da denuncia.

      Premesso che continuo a non capire come ancora oggi nel 2017 sia possibile accettare una vendita telefonica, anche di un banale appuntamento, i sistemi di accumulo sono cosa delicata, da maneggiare con cura, perché il rischio di prendersi in casa un sistema che poi non risponde alle proprie aspettative è davvero molto alto.

      C’è anche da dire rispetto al tuo commento che “posso sempre farmelo io” non funziona, se intendi che basta mettere una batteria e un regolatore di carica per fare un sistema di accumulo…il senso del mio articolo è proprio quello che oggi per poter installare qualsiasi sistema è obbligatorio coinvolgere il gestore di rete con sistemi correttamente certificati, il fai-da-te non è proprio contemplato!

      A presto

      Loris

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